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COP25, l’«ambiente» non è dei migliori

È cominciato oggi a Madrid il vertice delle Nazioni Unite sul clima tra polemiche e aspettative. Il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres: “Punto di non ritorno sempre più vicino”

A quattro anni da Parigi risultati deludenti

Sono cominciati oggi a Madrid i lavori della COP25, vertice delle Nazioni Unite sul clima. A quattro anni di distanza dalla conferenza di Parigi, i risultati sono deludenti. Dunque, è fondamentale un’assunzione di responsabilità dei Governi. Sono 196 le delegazioni dei Paesi firmatari dell’accordo di Parigi. La conferenza sul clima dell’Onu è stata organizzata all’ultimo minuto nella Capitale spagnola, il summit è stato anticipato da parole allarmanti da parte del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres: “Il punto di non ritorno è sempre più vicino, la scelta è tra speranza e capitolazione. Per decenni l’uomo è stato in guerra con il pianeta e il pianeta ci sta restituendo colpo su colpo. Dobbiamo porre fine alla nostra guerra contro la natura e la scienza ci dice che possiamo farcela, anche se gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra sono risultati finora totalmente insufficienti. Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati”, ha detto, facendo un elenco degli effetti devastanti e sempre più spesso letali del riscaldamento globale: l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento delle calotte polari, la siccità”. 

Delegazione USA nonostante il ritiro dall’accordo 2015

Dopo i risultati poco confortanti conseguiti lo scorso anno a Katowice in Polonia, la comunità mondiale è, dunque, tornata a darsi appuntamento per l’annuale Conferenza sul cambiamento climatico. Gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione, malgrado il ritiro deciso da Trump dall’accordo del 2015 che prevedeva l’obiettivo di contenere l’innalzamento della temperatura globale entro 2 gradi rispetto all’epoca pre-industriale. 

Gas serra e neutralità carbonica

Per mantenere i cambiamenti climatici entro limiti gestibili, i Paesi dovrebbero limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi, raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030. “Ciò che manca ancora è la volontà politica”, è l’affondo di Guterres, che ha comunque mantenuto aperta la «speranza». Una speranza legata alle mobilitazioni di massa, come quelle dei «Fridays for future» di Greta Thunberg. Entro il prossimo anno dovranno essere presentati i nuovi Piani nazionali di azione sul clima: l’ONU si aspetta che siano ambiziosi per poter raggiungere gli obiettivi sulle temperature previsti dall’accordo di Parigi.

Da domani Padiglione italiano protagonista

Prenderà avvio domani, martedì 3 dicembre, il fitto programma di incontri, seminari e presentazioni che verrà realizzato presso il Padiglione italiano alla Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. All’invito rivolto dal Ministero dell’Ambiente Costa hanno risposto Università, Amministrazioni pubbliche, Organizzazioni internazionali, società civile e il settore privato. Nel corso delle due settimane di eventi, Il Ministero dell’Ambiente, con la partecipazione di Connect4Climate (campagna globale di comunicazione sui cambiamenti climatici in seno a Banca Mondiale), richiamerà l’attenzione sul ruolo che possono svolgere i giovani nella lotta ai cambiamenti climatici quale motore della società civile e su come rendere più resilienti ai cambiamenti climatici gli insediamenti in Africa, dando la parola a rappresentanti di rilievo per ciascuno dei due incontri nella media zone che verrà allestita nello stesso padiglione dell’Italia. 

«Bocconi» e Politecnico sugli scudi

Le università Bocconi di Milano e il Politecnico di Torino organizzeranno incontri sul cambiamento climatico, l’energia e le grandi città. Per quanto riguarda le regioni, l’Abruzzo, le Marche, l’Umbria e l’Emilia Romagna hanno promosso seminari sulle strategie di adattamento e mitigazione. In occasione dei numerosi side-event messi in cantiere dalle principali agenzie delle Nazioni Unite (FAO, UNDP, WHO, ecc.) verranno trattati diversi argomenti: dagli Oceani alla gestione dell’emergenza climatica tramite soluzioni basate sulla natura, ai i legami tra cambiamenti climatici e salute, la trasparenza. Il Ministero dell’Ambiente ha organizzato un confronto su «La de-carbornizzazione del sistema Italia: sfida e opportunità» con la partecipazione dell’ISPRA, Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici e Politecnico di Milano.

 [ Marino Collacciani ]