Da dicembre 12 imprese hanno acquistato 2.161 «crediti di sostenibilità». Ai proprietari che gestiscono i boschi in maniera sostenibile per la prima volta viene riconosciuto un valore economico. Gli acquirenti dei crediti hanno ricevuto i certificati nel corso dell’assemblea annuale della Riserva Mab Unesco che si è svolta a Reggio Emilia
12 aziende per compensare le loro emissioni hanno acquistato 2.161 «crediti di sostenibilità» (su 4.009 generati). I crediti sono stati generati da 8.301 ettari di boschi, appartenenti a 13 proprietari, per un valore economico totale di circa 133.000 euro. I dati sono visibili nel registro dei crediti sul sito creditisostenibilita.it» e riguardano uno dei recenti progetti della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco emiliano, iniziato circa due anni fa. Punto di partenza: la consapevolezza che i boschi, oltre a prodotti come legna, castagne o funghi, forniscono infatti servizi preziosi per tutta la collettività, chiamati «ecosistemici», che riguardano ad esempio la biodiversità, la regimazione dell’acqua e l’assorbimento della CO2.
Questi «vantaggi immateriali» per la prima volta in Europa, sono stati riconosciuti, certificati da due enti specializzati – Fsc (Forest stewardship council) e Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) – e immessi sul mercato volontario in forma di «crediti di sostenibilità». Per prima cosa il Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano, che a sua volta coordina la Riserva di Biosfera, ha raggruppato i 13 proprietari di aree boschive (Usi civici e altri soggetti pubblici di Lunigiana e Garfagnana, Modena, Parma e Reggio Emilia). Con loro ha poi sottoscritto specifici accordi per applicare «buone pratiche» di gestione delle foreste (accanto a quelle in uso da secoli) e tutelarle in modo ancora più sostenibile.

Il risultato: 4.000 tonnellate di anidride carbonica in più assorbite all’anno, che nel progetto del Parco sono state trasformate in «crediti». Ognuno di questi, pari a una tonnellata di CO2 equivalente, ha un valore economico di 40,26 euro e la loro vendita ha fruttato circa 70.000 euro. Rispetto ad un normale «credito di carbonio» acquistato dalle grosse aziende obbligate a compensare le loro emissioni (che costano circa sei euro) quelli del Parco portano infatti con loro il valore aggiunto della gestione sostenibile dei boschi, con benefici per le comunità, anche in termini di lotta ai cambiamenti climatici.
Per il Presidente dell’ente Parco Fausto Giovannelli, si è quindi di fronte ad un vero e proprio cambio di paradigma culturale perché “è dal 1923 che in Italia è stabilita la tutela dei boschi, ma fino ad oggi solo imponendo dei tetti al taglio del legname. Noi, cercando di attuare la strategia nazionale di forestazione, mettiamo invece a valore anche economico tutti gli aspetti positivi (compresi quelli turistici) e cediamo i crediti certificati a soggetti che volontariamente contribuiscono ad un beneficio per tutta la comunità”.
[ Redazione PROTECTAweb ]










































