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Dallo spazio il monitoraggio degli incendi per salvaguardare l’ambiente

Copernicus Sentinel-3 con a bordo il radiometro SLSTR che contribuisce a misurare gli incendi. (ESA/ATG medialab)

Intervenire sugli incendi boschivi – piaga estiva ricorrente – non è sufficiente. La strategia vincente dell’osservazione preventiva richiede, però, strumenti adeguati e tecnologicamente idonei. E gli «occhi» radar di Leonardo sono appostati nella dimensione migliore per una piena visione del campo: quella satellitare

 

Più di un terzo del territorio italiano è coperto da boschi e foreste che danno vita a uno dei complessi arborei più di rilievo d’Europa. Varietà di specie, biodiversità e tutela dell’ambiente sono fattori chiave di un unico leitmotiv: la conservazione del patrimonio naturale contro cui ogni anno si sviluppa un gran numero di incendi, naturali o dolosi che siano.

Come ogni estate, anche in quella in corso l’emergenza è iniziata in Italia convenzionalmente il 15 giugno, con la campagna estiva anti-incendi boschivi, e terminerà il 30 del mese prossimo.

I danni causati da questa emergenza sono incalcolabili e colpiscono non solo vegetazione, flora e fauna ma anche infrastrutture e persone.

Nell’arco del 2019 sono stati «invasi» dalle fiamme 11 milioni di ettari di territorio mentre erano già quasi 150mila gli ettari bruciati in Europa all’inizio della stagione estiva e dopo Ferragosto si contano più di 450 richieste d’intervento solo sul territorio italiano.

Negli incendi, soprattutto per la preservazione e tutela dell’ambiente, sono fondamentali e necessari gli interventi, ma essenziale sarebbe (meglio dire è) la prevenzione.

Ne è consapevole Leonardo, azienda globale ad alta tecnologia, una delle prime dieci al mondo nel settore dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza e principale industria italiana.

L’Azienda, infatti, supporta in tutto il mondo le istituzioni impegnate nella tutela del patrimonio ambientale e nella protezione di comunità e risorse che possono essere colpite da disastri naturale: dai cieli con aerei ed elicotteri ma anche dallo spazio con l’osservazione, mapping e monitoraggio degli incendi.

Leonardo da più di 30 anni, insieme alle joint-venture Telespazio e Thales Alenia Space è prima linea per l’osservazione della Terra, costruisce satelliti e sensori, realizza Centri di controllo e sviluppa servizi e applicazioni.

L’ambiente quindi al centro di certe attività mirate cui l’Azienda contribuisce principalmente alla prevenzione, monitoraggio fino alle analisi ex post degli incendi attraverso il programma europeo Copernicus, PRISMA e COSMO-SkyMed.

Il programma Copernicus, coordinato dalla Commissione Europea in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è finalizzato a monitorare l’ambiente e a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, contribuendo alla gestione di emergenze umanitarie, disastri naturali e sicurezza della popolazione.

Nell’ambito di tale programma, Leonardo è leader nel dominio Emergency attraverso e-GEOS (Telespazio/ASI), a sua volta leader nelle Osservazioni della Terra: a partire dal 2012 infatti, e-GEOS guida il Consorzio che eroga il servizio EMS Rapid Mapping, focalizzato sulla riposta rapida agli eventi, e dal 2020 anche il nuovo servizio Risk and Recovery Mapping.

Il Copernicus EMS, è un servizio attivo H24, 365 giorni l’anno con l’obiettivo di elaborare e rendere disponibili alla Commissione Europea, in poche ore dall’attivazione del servizio da parte dell’utente autorizzato, mappe satellitari di aree colpite da un disastro naturale o da crisi umanitarie. Nel 2019 sono state registrate un totale di 33 richieste di attivazioni del servizio collegate a emergenze causate da incendi.

Tra le varie sentinelle di Copernicus dedicate all’Osservazione della Terra, si segnala Sentinel-3 equipaggiato con gli innovativi radiometri SLSTR, realizzati negli stabilimenti Leonardo a Campi Bisenzio (FI). SLSTR è in grado di misurare la temperatura superficiale degli oceani e della terra con una precisione del decimo di grado da una quota operativa di circa 800 chilometri.

Il satellite PRISMA (PRecursore IperSpettrale della Missione Applicativa) dell’ASI monitora la Terra su scala globale con una innovativa strumentazione elettro-ottica, lo strumento iperspettrale operativo più potente al mondo, realizzato anch’esso da Leonardo a Campi Bisenzio (FI). Un gioiello tecnologico che può riprendere l’Italia dalle Alpi alla Sicilia in meno di 4 minuti eseguendo dallo spazio un’analisi chimico-fisica dell’area osservata. Gli utilizzi di questo strumento sono ad ampio spettro, e includono la possibilità di individuare delle aree boschive più aride e quindi a rischio incendio. Il monitoraggio dell’acqua da parte di Prisma, applicato alle foreste, può fornire un segnale precursore del rischio incendio.

In alcune occasioni, per la valutazione dei danni, anche la tecnologia «radar» può fornire supporto alla gestione degli incendi e in questo campo, COSMO-SkyMed, programma di osservazione satellitare della Terra dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa, rappresenta una eccellenza nel settore. I suoi satelliti sono «occhi» radar in grado di scrutare la Terra dallo spazio capillarmente, addirittura metro per metro, di giorno e di notte, in ogni condizione meteo.

[ Tony Colomba ]