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Ecopneus presenta il Rapporto di Sostenibilità 2019

Il circolo virtuoso che fa crescere il Paese: la web conference di Ecopneus, tra i principali operatori della gestione dei PFU

Si è tenuta oggi la web conference dal titolo: «L’impegno, le attività e i risultati di Ecopneus nel 2019. Il circolo virtuoso che fa crescere il Paese: presentazione Report Sostenibilità 2019» che illustra i dati operativi sulla gestione dei PFU, i benefici ambientali ed economici e le attività di informazione e sensibilizzazione portate avanti da Ecopneus nel 2019.

L’evento, moderato da Maria Concetta Mattei, giornalista e conduttrice televisiva RAI, ha visto la partecipazione della senatrice Vilma Moronese, Presidente Commissione Ambiente del Senato della Repubblica, delle Parlamentari Chiara Braga e Rossella Muroni, di Stefano Ciafani, Presidente Nazionale di Legambiente, di Edo Ronchi della Fondazione Sviluppo Sostenibile, di Marco Giuliani, Presidente di Ecopneus e del Direttore Generale Giovanni Corbetta.

Ecopneus è la società senza scopo di lucro con la missione di garantire il rintracciamento ed il recupero di mediamente circa 210.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso ogni anno. La società rappresenta l’eccellenza a livello internazionale nella gestione della raccolta di oltre 2 milioni di tonnellate di Pneumatici Fuori Uso (PFU) recuperati dal 2011 ad oggi, di cui oltre 130.000 tonnellate raccolte extra target. 

Dal 2012 ad oggi, Ecopneus ha rimosso in Italia oltre 84mila tonnellate di PFU pari a circa 7 milioni di singoli pneumatici e, con il suo profondo impegno, ha svuotato tutti gli stock storici di grandi dimensioni nel nostro Paese presentando dati che dimostrano l’omogeneità della raccolta dei PFU per ogni singola Regione. Solo nel 2019 evitata l’emissione di 371mila tonnellate di CO2 equivalenti (quanto 210mila automobili che percorrono 30mila km in un anno), un consumo di acqua di quasi 1,5 milioni di m(un volume equivalente al consumo medio giornaliero di oltre 6 milioni di cittadini) e un prelievo di materie prime di 337mila tonnellate (pari al peso di 690 treni Frecciarossa).

Il 43% dei PFU raccolti è stato destinato al recupero di energia, mentre il 57% è stato avviato al recupero di materia per produrre granuli, polverini di gomma e acciaio impiegati nei settori applicativi della gomma riciclata: pavimentazioni sportive (32%), arredi urbani e aree da gioco per bambini (8%), isolanti acustici per edilizia (7%) e asfalti a bassa rumorosità (1%).

Parallelamente alle attività di gestione delle operazioni di raccolta, trasporto, trattamento e valorizzazione dei PFU di propria responsabilità, il costante impegno di Ecopneus si è concretizzato attraverso il supporto in nuovi interventi e campagne di monitoraggio nonché attraverso la sensibilizzazione e la diffusione di informazioni tecniche e dati scientifici.

Ecopneus tiene conto anche delle normali fluttuazioni stagionali delle richieste di prelievo dei PFU da parte degli operatori che, basandosi sul numero di sostituzioni di pneumatici, potrebbero subire un picco in primavera ed autunno, periodo in cui usualmente avviene il cambio delle gomme invernali/estive.

Solo nel 2019 il sistema gestito da Ecopneus ha redistribuito in termini economici: un valore pari a 56,5 milioni di euro, per l’87% distribuiti alle aziende di filiera a copertura dei costi di raccolta, trasporto, trattamento e recupero dei PFU. Ecopneus garantisce, in tal modo, stabilità ad un’intera filiera e contribuisce a ridurre il fabbisogno di materia prima vergine di importazione del Paese per un valore di 112 milioni di euro.

Il Direttore Generale di Ecopneus, Giovanni Corbetta, ha dichiarato: “Il momento storico che viviamo ci indica con forza che la strada da intraprendere per la ripresa del Paese è quella dell’economia circolare. I risultati di Ecopneus nel 2019 confermano la validità del sistema costruito, fondato su etica, trasparenza e su strumenti efficaci e affidabili. Oggi grazie alla firma del decreto End Of Waste – di cui auspichiamo a breve la pubblicazione in G.U – e all’entrata in piena applicazione del nuovo DM 182/2019, abbiamo tutti gli strumenti normativi necessari per guardare ai prossimi anni con rinnovato slancio e per continuare ad alimentare il circolo virtuoso del sistema di gestione dei PFU”.

Cosa sono i Pneumatici Fuori Uso (PFU)

Ogni anno, in Italia, 350mila tonnellate di pneumatici staccati dalle nostre auto, mezzi a due ruote, camion, autocarri ed anche grandi mezzi industriali e mezzi agricoli, non sono più utilizzabili su strada. Il PFU è un pneumatico che, pur ricostruito, infatti, non presenta più le caratteristiche per una prestazione sicura ed efficiente sul veicolo. Il pneumatico fuori uso diventa, pertanto, un rifiuto che deve essere raccolto per destinarlo, tramite appositi impianti, verso due soluzioni alternative: al riciclo per ottenere nuovi materiali (es. gomma, acciaio, fibre tessili, etc.) ovvero al recupero come energia in appositi impianti: il PFU presenta un potere calorifico pari a quello del carbone ma con emissioni climalteranti nettamente inferiori.

La gomma di cui è costituito il pneumatico è, infatti, una miscela di polimeri di altissima qualità presentando eccezionali caratteristiche chimico-fisiche che restano inalterate anche nella gomma riciclata ottenuta. Risulta possibile, pertanto, ottenendo un esempio concreto di economia circolare, realizzare innovativi prodotti ecosostenibili per l’edilizia (es. isolanti acustici e antivibranti), per lo sport (es. playground per parco giochi, campi da calcio, pavimentazioni sportive polivalenti), per il benessere animale, per il design e l’oggettistica. Di grande interesse è la realizzazione, dai PFU, degli asfalti «modificati», silenziosi e duraturi, (es. piste ciclabili, arredi urbani ed elementi per sicurezza stradale). Ad oggi sono stati realizzati nel nostro Paese oltre 520 km/corsia di strade con asfalto modificato con gomma riciclata da PFU: Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Trentino Alto Adige sono le regioni con le esperienze più significative.

Il corretto recupero dei PFU alimenta il sistema economico del nostro Paese creando occupazione, e al tempo stesso contrasta l’illegalità. La raccolta dei Pneumatici Fuori Uso gestita da Ecopneus segue un’attenta pianificazione mensile che permette un migliore raggiungimento del target di raccolta annuale previsto dalla Normativa

Uno sguardo alla Normativa

L’applicazione della gomma da riciclo è divenuta una tecnica molto utilizzata in Italia grazie all’impegno di Ecopneus e all’intera Normativa creata per spingere gli operatori del settore verso la cultura del riciclo.

L’art. 228 del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 «Norme in materia ambientale», al fine di ottimizzare il recupero dei Pneumatici Fuori uso e ridurne la formazione anche attraverso la ricostruzione, prevede, per i produttori ed gli importatori di pneumatici – in forma sia individuale sia associata come Ecopneus – l’obbligo di gestire, annualmente, quantitativi di PFU pari a quanti siano stati immessi nel mercato del ricambio durante l’anno solare precedente, in base al principio della Responsabilità estesa del produttore (Extended Producer Responsibility).

In Italia, il 7 settembre 2011, il sistema della gestione di raccolta e recupero a soggetti autorizzati diventa operativo con il DM 82/2011, attuativo dell’art. 228, che obbliga i soggetti di gestione dei PFU a provvedere a tutte le operazioni per garantire un corretto recupero di tutti i PFU di loro responsabilità ovvero a destinare almeno il 30% dell’avanzo economico di fine anno per interventi negli «stock storici». Prima del 2011 non era possibile realizzare, a livello nazionale, un reale tracciamento dei flussi e, al contrario, si verificava il formarsi di grandi accumuli di PFU presso aziende di raccolta o di trattamento.

Il 23 aprile 2020 è entrato in vigore il Decreto n.182 del 19 novembre 2019 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che – in attuazione dell’art. 228, co. 2, D.Lgs. 152/06 – ridefinisce i tempi e le modalità di gestione degli Pneumatici Fuori Uso  precedentemente regolati dal DM n.82 del 2011. Le principali novità introdotte dal decreto ministeriale riguardano: le vendite on line dall’estero direttamente a consumatori italiani; una migliore definizione ed inquadramento dei soggetti che operano nel settore sia individualmente che collettivamente, compresi gli obblighi dei soggetti autorizzati che garantiscano la separazione tra la commercializzazione dei pneumatici e la gestione dei PFU; una più ampia e precisa rendicontazione per assicurare maggiore trasparenza agli stakeholder interessati.

[ Cristina Marcello ]