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Gli Amici della Terra e il loro 40°

Si celebra al Senato della Repubblica a Palazzo Giustiniani l’evento «Ecologia è buongoverno: 40 anni di riformismo ambientalista» negli scritti di Mario Signorino e nella vita degli Amici della Terra

Gli Amici della Terra celebrano il 7 giugno i loro primi quarant’anni con un evento a Palazzo Giustiniani che, come uno scrigno, racchiude con solennità e sobrietà pezzi di storia di un’Italia con glorie, ahimè, sempre più sbiadite. Emblematica la scelta di Enrico De Nicola sul Palazzo come sede per la firma della Costituzione repubblicana, il 27 dicembre 1947. E noi, ospiti dell’evento, accomodati nella sala Zuccari, mentre lo sguardo saettava dagli affreschi con figure di Salomone, alle pareti con immagini femminili di virtù – di cui solo una intatta, «la Temperanza», fino al podio. E sul podio, il tema dibattuto: «Ecologia è buongoverno, 40 anni di riformismo ambientalista» negli scritti di Mario Signorino e nella vita degli Amici della Terra.

Apre l’evento la Presidente degli Amici della Terra, Monica Tommasi, giustamente obiettando che oggi non si entra più nel merito delle questioni, che i «like», dettano le tendenze, inseguendo le mode del momento. E invece le questioni ambientali richiedono cultura e verifica delle fonti dei dati. È necessario un lavoro riformatore.  “È necessario” conclude “un lavoro di resistenza”. A seguire Rosa Filippini e Tommaso Franci rimarcano che siamo finiti in un populismo ambientalista, e che questa ossessione sul tema dei cambiamenti climatici fa fare passi indietro alla complessa questione ambientale. Le politiche ambientali ed energetiche devono essere affrontate con le dovute maniere, così come la fiscalità ambientale, facendo attenzione a delicati argomenti come la carbon tax, per non incorrere nel rischio di danneggiare invece che di correggere.

Prende la parola la senatrice Emma Bonino. E parte della storia della politica italiana scorre tra le sue labbra con immagini, fino a noi. Quando la politica italiana era cultura. Quando si parlava con cognizione di causa. Nella sala delle virtù, tale virtù pare ancora più importante, mentre oggi si annega tra filoni interminabili di slogan e promesse inconcrete. Ci ricorda i tempi in cui si facevano le battaglie contro il nucleare. Ci ricorda che l’impegno degli Amici della Terra viene da lontano. Ci riporta a un rapporto con la realtà, e ci mette in guardia di fronte agli attuali catastrofismi. “Badate bene, io non ho niente contro Greta, ma se inseguire la corrente è facile, non è proficuo”, ammonisce. “La questione oggi viene posta non su un piano ambientale, ma solo climatico; attenzione agli slogan sullo stato di emergenza, attenzione a parole come olistico che non hanno alcun significano. Il tutto è molto complesso. La questione ambientale è molto complessa. Da dove ripartiamo, quale è il filo per dipanare la matassa? E Il problema è anche, non neghiamolo, demografico, se nel 1915 eravamo 1 miliardo, oggi siamo 7 miliardi, e il tasso di crescita alto è più alto nei paesi più fragili”.

Teresa Valentini ribadisce l’importanza di un approccio integrato, efficace e inclusivo, in un quadro di investimenti, in cui la decarbonizzare è un tema fondamentale, così come lo è quello di come distribuire i costi della transizione.
Continua l’ex Presidente del CNR Fabio Pistella, ricordandoci che le battaglie ambientaliste hanno una lunga storia, e non facile: non scordiamoci la posizione dura «emissioni zero» già negli anni ‘80 in California, che non è ancora una realtà.

Il giornalista Marco Taradash, in modo pungente e provocatorio, allerta sul bisogno di avere giovani militanti con conoscenza tecnica e storica, consapevoli su come funziona il mondo, tenendo a bada il «Faccio tutto io» salviniano e il populismo dei «Cinque Stelle», movimento nato professandosi non agganciato a interessi di partito, come di fatto, e la memoria storica non mente, il fascismo. Certo il quadro politico globale non è consolante: l’imperialismo finanziario della Cina e la sua forte tendenza a esportarla in altri paesi; l’avvicinamento tra Xi Jinping e Vladimir Putin, che se di alleanza non si può parlare, si può invece parlare di «partnership strategica globale», spinta dalla pressione degli Stati Uniti; e a capo degli Stati Uniti c’è un personaggio con un ciuffo assai strano, per cui il «riscaldamento globale» non è un problema e l’industria petrolifera va rilanciata.

Taradash riprende un pensiero fondamentale di Signorini: “La democrazia è il primo requisito dello sviluppo sostenibile. C’è un feroce bisogno di politiche ambientali e di un approccio social democratico”. Incalza: “C’è bisogno di tornare alla politica, c’è bisogno di protagonisti sul terreno di scontro, mettendo freno alla ripetizione di slogan e di temi populisti; c’è bisogno di ricercare soluzioni razionali, contando i numeri e i tempi, come propone il sindacalista Marco Bentivogli”.

Prima che scappi la senatrice, gli Amici della Terra la esortano a costituire un tavolo di lavoro in cui si ricominci dalla comunicazione, per una comunicazione sana, concreta e reale, fatta di fatti. E la Bonino ci sta.

Giovani militanti, suggerisce Taradash. Peccato che i nostri giovani militanti, la nostra Italia, la barca che affonda, sempre più la abbandonano, alla ricerca della terra promessa. Ci vorrebbe un diluvio universale, per ricominciare? Basterebbe un po’ più di cultura. Emma Bonino e gli Amici della Terra promettono.

[ Stefania Romano ]