Il futuro ha bisogno di scelte decise per rispondere alle emergenze ambientali che stanno mettendo a rischio la vita del Pianeta. Il compito che ci attende è «monumentale» ma un «movimento globale» rende questo obiettivo possibile. Le parole sulle emergenze ambientali di António Guterres, Segretario Generale dell’Onu
In occasione del 5 giugno, che celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, António Guterres, Segretario Generale dell’Onu ha pronunciato parole che sottolineano l’importanza della tutela ambientale e del cambiamento climatico invitando la comunità globale ad un differente atteggiamento nei confronti del Pianeta per un futuro verde e resiliente.
Guterres si è così pronunciato: “Stiamo rapidamente raggiungendo il punto di non ritorno per il pianeta. Siamo alle prese con una triplice emergenza ambientale: perdita di biodiversità, alterazione del clima e inquinamento crescente. Per troppo tempo l’umanità ha abbattuto le foreste della Terra, inquinandone fiumi e oceani, sfruttandone i campi fino all’esaurimento. Stiamo distruggendo gli ecosistemi stessi su cui si fondano le nostre società. Così facendo, rischiamo di privarci di cibo, acqua e risorse che ci occorrono per sopravvivere. Il degrado del mondo naturale sta già minacciando il benessere di 3,2 miliardi di persone, cioè il 40 per cento dell’umanità. Fortunatamente, la Terra è resiliente. Ma ha bisogno del nostro aiuto. Abbiamo ancora tempo per riparare ai danni fatti finora. Ecco perché, in questa Giornata Mondiale dell’Ambiente, lanciamo il Decennio delle Nazioni Unite sul Recupero dell’Ecosistema. Questo movimento globale riunirà governi, mondo imprenditoriale, società civile e privati cittadini in uno sforzo senza precedenti per guarire la Terra. Attraverso il recupero degli ecosistemi, possiamo dare vita a una trasformazione che contribuirà al conseguimento di tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Si tratta di un compito monumentale. Dobbiamo ripiantare e proteggere le nostre foreste. Dobbiamo ripulire i nostri fiumi e mari. E dobbiamo rendere verdi le nostre città. Raggiungere questi obiettivi non permetterà solamente di salvaguardare le risorse del pianeta. Consentirà anche di creare milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030, generare un ritorno economico di oltre 7mila miliardi di dollari ogni anno e aiutare a eliminare povertà e fame. Il Decennio ONU sul Recupero dell’Ecosistema rappresenta un invito all’azione globale, che consentirà di riunire supporto politico, ricerca scientifica e leva finanziaria per accrescere in modo sostanziale la ripresa. Tutti possono contribuire. La scienza ci dice che i prossimi dieci anni costituiscono l’opportunità finale che ci è offerta per scongiurare una catastrofe climatica, invertire la marea letale dell’inquinamento e porre un termine alla perdita di specie. Per questo, facciamo che oggi segni l’avvio di un nuovo decennio, nel quale possiamo finalmente fare pace con la natura e garantire a tutti un futuro migliore”.
Il Decennio dell’Onu per ripristinare gli ecosistemi e per preservare la biodiversità
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dato avvio al Decennio per il Ripristino degli Ecosistemi, un periodo che va dal 2021 al 2030, anno in cui si saranno dovuti recuperare gli ecosistemi distrutti preservando la biodiversità che dimora sul nostro Pianeta.
«Ripristinare» è un concetto molto più ampio del semplice blocco alle azioni distruttive dell’uomo perché la sua concretizzazione implica la prevenzione e, quando è possibile, l’inversione del processo di degradazione degli ecosistemi terrestri e marini facendo rivivere foreste, fiumi, montagne, città e terreni agricoli. Ripristinare, dunque, significa recuperare la situazione precedente recuperando gli ecosistemi distrutti e preservando quelli ancora integri.
L’obiettivo perseguito dall’Onu promosso dall’Agenda 2030 sarà quello della sostenibilità limitando il più possibile il degrado ambientale. Insieme al concetto di sostenibilità vi è quello della rigenerazione che permetterebbe di dare nuova vita alle risorse presenti in natura.
I Governi e le Organizzazioni ambientaliste dovranno impegnarsi in attività finalizzate sia a migliorare la sicurezza alimentare sia a garantire l’approvvigionamento idrico nonché a risolvere il problema della crisi climatica.
L’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e la FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura) coordinano il progetto del Decennio e hanno predisposto una serie di eventi ed iniziative mondiali per creare una rete di collaborazioni per progetti ecosostenibili e per il loro finanziamento.
Per attuare il programma dell’Onu si partirà da esigenze ambientali a livello locale per poi estendersi a livello globale comprendendo, in tal modo, aree agricole, riserve naturali, aree dedicate alla pesca, fiumi, aree costiere e tanto altro. Le attività che si dovranno esercitare per il ripristino dell’ecosistema consisteranno nella creazione di piantagioni che sono state degradate dallo sfruttamento di pratiche agricole, nel rigenerare aree forestali, nel migliorare l’utilizzo del suolo con una migliore gestione delle risorse naturali.
I dati del ripristino
Generalmente è ripristinabile ogni tipo di ecosistema ma a volte questo non è possibile senza correre il rischio di distruggere insediamenti umani o attività economiche. Ma tra gli obiettivi dell’Onu in Agenda 2030 vi è anche quello riguardante le comunità urbane da rendere più vivibili e meno inquinate.
I risultati dell’attività di ripristino degli ecosistemi porteranno ad un dimezzamento delle emissioni di gas serra ed alla salvaguardia della biodiversità che impedirà l’estinzione di un milione di specie animali e vegetali. Tutto questo porterà ad evidenti benefici economici quantificabili per l’Onu in 9.000 miliardi dollari.
Ogni volta, pertanto, che guarderemo al costo del ripristino degli ecosistemi dovremo anche ricordarci che i benefici derivanti da tale pratica si prospettano ben 9 volte più grandi dei costi stessi, mentre lasciare tutto allo stato attuale causerebbe danni economici molto più grandi e conseguenze non quantificabili che minaccerebbero la sopravvivenza del Pianeta e dei suoi abitanti.
Alla missione del Decennio può contribuire anche la collettività. A tale proposito le Nazioni Unite hanno diffuso una guida pratica: «Ecosystem restoration playbook» contenente la descrizione delle azioni che possono contribuire al raggiungimento dell’obiettivo partendo da una corretta informazione su tipologie di ecosistema e di intervento fino a collaborare a progetti già in atto da parte di aziende o enti pubblici e condividendo le proprie iniziative sui social media con l’hashtag #GenerationRestoration.
[ Cristina Marcello ]
ECOSYSTEM RESTORATION PLAYBOOK: A PRACTICAL GUIDE TO HEALING THE PLANET
A-PRACTICAL-GUIDE-TO HEALING-THE-PLANET













































