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L’impegno dell’Italia nella lotta alle emissioni di metano

La Sessione conclusiva della XIII Conferenza Nazionale sull’Efficienza Energetica degli Amici della Terra è stata dedicata al ruolo dell’Italia nelle iniziative internazionali sulla riduzione delle emissioni di metano, dopo la presentazione del documento di indirizzi dello scorso settembre. Associazioni e imprese sempre più impegnate alla luce degli accordi internazionali sul metano del G20 e della COP26

 

Perseguire con determinazione quella che viene riconosciuta come la strada maestra per il perseguimento dell’obiettivo di arginare il fenomeno del riscaldamento globale. Così, il tema del confronto conclusivo della XIII Conferenza Nazionale sull’Efficienza Energetica degli Amici della Terra ha voluto evidenziare il ruolo dell’Italia nelle iniziative internazionali sulla riduzione delle emissioni globali di metano lanciate al G20, alla COP26 di Glasgow e nelle iniziative della Commissione Europea.

Monica Tommasi Presidente degli Amici della Terra ha avviato i lavori: “Condividiamo con Environmental Defence Fund la convinzione che intervenire sulla riduzione delle emissioni di metano sia una delle strade più economiche, rapide e fattibili per limitare l’impatto del cambiamento climatico” ha detto. “La scienza – ha invece sottolineato Dagmar Droogsma, assistant vice-President proprio di Environmental Defence Fund – ci dice che la rapida riduzione delle emissioni di metano è la strategia più efficace per ridurre il riscaldamento globale. Rispettare l’accordo lanciato da USA e UE Global Methane Pledge, per una riduzione del 30% entro il 2030, significherebbe ridurrebbe il riscaldamento di almeno 0,2 gradi Celsius entro il 2050”. Ha dunque preso la parola Ilaria Restifo, rappresentante dell’Associazione statunitense in Italia, che ha sottolineato il valore e l’importanza del lavoro che ha portato alla presentazione della «Strategia italiana sulle emissioni di metano della filiera del gas naturale» prima ancora che il Global Methane Pledge fosse annunciato.

Di seguito il link con documento ed evento di presentazione della Strategia italiana: https://bit.ly/3FLAirs

La parola alle istituzioni

Al confronto, coordinato da Diego Gavagnin, sono intervenuti i principali attori istituzionali internazionali del settore, a cominciare da Manfredi Caltagirone per UNEP che ha sottolineato come l’accordo di Glasgow sul metano amplierà anche il ruolo dell’IMEO (International Methane Emissions Observatory, lanciato all’ultimo G20) che con il Global Methane Pledge si occuperà sempre di più anche delle emissioni da rifiuti e agricoltura.

Stefano Grassi Capo di Gabinetto del Commissario europeo all’Energia da parte sua ha annunciato: “Entro il 14 dicembre verrà emanato il nuovo regolamento europeo sulla limitazione delle emissioni di metano della filiera del gas naturale. L’attenzione alla mitigazione delle emissioni di metano è finalmente al centro delle politiche climatiche e sia l’Europa che l’Italia sono nella posizione per dare un contributo importante al Global Methane Pledge”.

L’impegno degli Amici della Terra continua per estendere ad altri soggetti la partecipazione all’iniziativa della strategia italiana della filiera del gas naturale, ma anche per approfondire proposte sulla riduzione delle emissioni dal settore dei rifiuti, sul quale giù lo scorso 20 settembre l’associazione ha presentato uno studio (qui i dettagli: https://bit.ly/3cMytOj).

L’abstract dei relatori della IV SESSIONE 

Dagmar Droogsma (Environmental Defence Fund)

“Dal nostro punto di vista tutto ciò è ancora più rilevante in quanto EDF ha iniziato ad occuparsi di metano più di 10 -11 anni fa, eppure fino allo scorso anno non vedevamo il necessario interesse a livello mondiale. Ed eccoci qui oggi con più di 100 paesi che hanno aderito. Si tratta di paesi che rappresentano il 70% dell’economia globale, tutte le regioni del mondo e quasi la metà delle emissioni di metano di origine antropica. La scienza ci dice che la rapida riduzione delle emissioni di metano è considerata la strategia più efficace per ridurre il riscaldamento globale. Rispettare l’accordo Global Methane Pledge significherebbe ridurrebbe il riscaldamento di almeno 0,2 gradi Celsius entro il 2050. Ciò dimostra che manterrebbe a portata di mano l’obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 gradi Celsius. I gas devono essere ridotti se vogliamo mantenere il riscaldamento a 1,5 °C. La riduzione del metano fornisce un supporto fondamentale per gli sforzi globali di decarbonizzazione”.

Ilaria Restifo (Environmental Defence Fund)

“Grazie al lavoro svolto negli scorsi anni da EDF con Amici della Terra siamo giunti alla pubblicazione di un documento di indirizzi per una «Strategia italiana sulle emissioni di metano della filiera del gas naturale», condiviso dalle principali industrie e associazioni italiane del gas naturale”.

“L’industria italiana del gas può vantare quindi un’iniziativa proattiva e rilevante. Allo stato dei fatti, la Strategia Italiana esprime il primo accordo volontario delle imprese di uno stato membro per ridurre le emissioni di metano dalla filiera del gas. L’Italia, leader storico nello sviluppo industriale del gas naturale, esprime la volontà di essere leader anche nella riduzione delle emissioni. Siamo arrivati alla fine del 2021 con un bagaglio significativo di traguardi, che riconoscono il ruolo specifico del metano come contributore primario al riscaldamento globale, e come leva su cui agire nell’immediato per contenere il riscaldamento entro 1.5 °C”. 

Marcello Bondesan (Inrete distribuzione)

L’economia circolare e la sostenibilità ambientale sono pilastri della strategia industriale del Gruppo Hera. La gestione di servizi pubblici locali fondamentali alla vita delle nostre Comunità impone un approccio eticamente responsabile e attivo ai temi ambientali. In questo senso, le quotidiane attività di contenimento delle emissioni di metano in atmosfera dalle infrastrutture gestite appartengono alla cultura aziendale, da sempre attenta alla sicurezza del servizio, e oggi diventano anche un fondamentale strumento ambientale, strettamente integrato nelle strategie del Gruppo Hera, che da anni è impegnato nella transizione energetica verso un’economia a basse emissioni di gas ad effetto serra. La vista multiservizi, inoltre, permette di cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie anche quando è richiesto un approccio trasversale ed esteso. Consente inoltre di valorizzare il patrimonio di infrastrutture ed impianti che costituisce un patrimonio del Paese.

Le tante azioni e progetti messi in campo dal Gruppo in ottica di transizione energetica e sostenibile si possono riassumere in: produzione e distribuzione di fonti energetiche verdi e rinnovabili, la riduzione di perdite lungo la filiera della distribuzione, il supporto alla transizione energetica di diversi settori industriali nonché la valorizzazione degli impianti esistenti operando sull’intera filiera al fine di massimizzare la produzione di green gas. 

Terenzio Poeta (Unareti S.p.A.)

Unareti (Gruppo A2A) ha avviato, da alcuni anni, importanti progetti in tema di riduzione delle emissioni di gas metano dalle proprie reti, in linea con la Methane Strategy dell’UE prevista dall’European Green Deal. Ha aderito alla «Strategia italiana di riduzione delle emissioni di metano della filiera del gas naturale», predisposta dagli Amici della Terra e all’iniziativa OGMP2.0 il nuovo framework di reporting delle emissioni di metano introdotto dall’ United Nations Environment Programme (UNEP) nel 2020, ottenendo il riconoscimento di Gold Standard nella prima edizione dell’ International Methane Emission Observatory (Imeo) Report dal titolo «An Eye on Methane», rilasciata nel 2021 dall’UNEP con il supporto della Commissione Europea.

I progetti avviati da Unareti sono articolati su più linee di azione che comprendono, tra l’altro:

  • specifici programmi di sostituzione e manutenzione degli asset, sviluppati con l’ausilio di sistemi di Business Intelligence, per prevenire le emissioni di gas metano dalle proprie reti ed impianti;
  • soluzioni tecnologiche all’avanguardia per l’ispezione delle reti e l’individuazione tempestiva delle dispersioni, tra cui il sistema basato sulla tecnologia Crds(Cavity Ring-Down Spectroscopy) di Picarro; la modulazione delle pressioni in rete, per la riduzione delle emissioni nelle ore di basso carico.

◙ Francesco Ciocca (Picarro)

Picarro ha presentato le sue soluzioni più avanzate per ridurre e quantificare le emissioni fuggitive di CH4 dalla rete di distribuzione di gas. Seguici per capire come una raccolta dati veloce ed a larga scala, il focus sui super emitters e la gestione delle incertezze possano permettere alle DSOs italiane di massimizzare e quantificare l’abbattimento delle emissioni, ispirando gli altri paesi.

◙ Luciano Occhio (Snam)

In Europa le emissioni di metano, che rappresentano l’11% delle emissioni di gas serra, sono per oltre il 70% determinate da agricoltura e rifiuti. L’intera industria del gas contribuisce per il 4% alle emissioni di metano. Tali emissioni per Snam sono pari allo 0,04% del gas trasportato; esse sono state già ridotte del 30% rispetto al 2015 e la società si è data l’obiettivo di ridurle del 55% al 2025 vs. 2015. Quest’ultimo target equivale al -36% al 2025 su base 2020, obiettivo superiore a quanto stabilito dal Global Methane Pledge siglato alla COP26 ed al protocollo ONU OGMP 2.0. Tali riduzioni sono rese possibili grazie al contributo delle nuove tecnologie (LDAR – Leak Detection and Repair, la ricompressione del gas in linea e la sostituzione di valvole pneumatiche), all’interno di una più ampia strategia che prevede il raggiungimento della neutralità carbonica al 2040, dieci anni in anticipo rispetto ai target UE. Le emissioni di metano di Snam sono misurate e rendicontate da oltre 20 anni nei bilanci di sostenibilità e nei report dedicati sul Climate Change, oltre che inviate ad ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la rendicontazione nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.

Notevole è anche l’impegno di Snam a livello internazionale dove, da anni, gioca un ruolo chiave ed è coinvolta in diverse iniziative di primaria importanza sulla tematica dei Cambiamenti Climatici a livello di ricerca (GERG), di tipo tecnico (Marcogaz e CEN), istituzionale (UNEP, IGU).

[ Redazione PROTECTAweb ]