Una prima indagine dell’osservatorio ESG Culture LAB dal titolo «La cultura della sostenibilità in Italia», punta un riflettore sulle aspettative della popolazione evidenziando un trend positivo rispetto ad attenzione ed impegno in merito agli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale
Al Palazzo dell’informazione di Roma martedì 29 novembre è stato presentato il primo rapporto annuale «La cultura della sostenibilità in Italia» che illustra gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale, realizzato da ESG Culture LAB, progetto di Eikon Strategic Consulting Italia, in collaborazione con Adnkronos.
Attraverso questo progetto innovativo è possibile raccogliere le aspettative della popolazione in un’ottica di percezione-azione: ossia, non limitarsi semplicemente alla raccolta di dati e visioni individuali ma tradurre tutto ciò in prassi. In sintesi, compiere operazioni di best practice cercando di eliminare tutti quei processi inutili, inefficienti per ottimizzare al massimo i risultati aziendali.
Il rapporto indaga sulle tematiche ritenute più importanti dalla maggioranza degli italiani. Tra le questioni maggiormente apprezzate emergono l’educazione dei figli, la parità di genere ma anche la riutilizzazione delle risorse, necessaria per ammortizzare l’impatto dell’economia sull’ambiente.
La sostenibilità sociale, insieme agli altri due pilastri rappresentati dalla sostenibilità economica e dalla sostenibilità ambientale, è alla base di una società più equa e più giusta. Al fine di realizzare gli obiettivi di sostenibilità sociale sarebbe necessario intraprendere, a livello globale, delle azioni significative tali da garantire il diritto di ogni essere umano a vivere in un contesto ambientale e socioeconomico che gli permetta di poter esprimere la propria individualità.
Attraverso l’indagine, rigorosamente anonima, sono stati raccolti risultati che hanno interessato un campione rappresentativo della popolazione italiana di 1.600 persone tra i 18 e i 65 anni. I dati documentano che il 75% degli intervistati ha un atteggiamento pro-attivo e impegnato verso gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale.
L’adesione a questo progetto concede alle aziende un importante strumento di riflessione e di azione sul cambiamento sostenibile dal punto di vista. dei protagonisti di una trasformazione che implica aspetti centrali delle scelte di vita e di consumo.
Ad oggi, partner del progetto sono sette grandi aziende italiane: Banca Ifis, Enel, Gruppo Fs, Ibsa Farmaceutici, Inwit, Philip Morris Italia e Poste Italiane, che hanno deciso di condividere idee e progetti nella valorizzazione del capitale umano, per offrire modelli e ispirazione. Ogni partecipante, rispondendo agli stimoli del questionario narrativo, racconterà la sua storia dal punto di vista delle tre dimensioni E, S, G (Environment, Social, e Governance). Si tratta di punti fondamentali per verificare, misurare, controllare e sostenere – con acquisto di prodotti o con scelte di investimento – l’impegno in termini di sostenibilità di un’impresa o di una organizzazione.

L’indagine condotta in ambito professionale registra lo stesso andamento positivo, anche se in leggero calo. Siamo intorno al 58% degli intervistati – lavoratori e lavoratrici dipendenti – che dichiarano maggiore propensione agli obiettivi ESG.
Sotto il profilo istituzionale i risultati non sono così virtuosi. Gran parte degli investimenti ruotano attorno alla tutela ambientale e all’efficientamento energetico, ma non basta. È alta la sfiducia, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione. Sono loro ad aspettarsi un maggiore coinvolgimento da parte di aziende e istituzioni lamentando scarsi investimenti in materia di occupazione giovanile.
Quanto le persone si sentono coinvolte nella vita privata e lavorativa? Come valutano l’impegno di Istituzioni, organizzazioni e aziende? Attraverso questi interrogativi l’osservatorio ESG Culture LAB, sottolinea quanto il capitale umano sia un fattore chiave per il successo degli obiettivi SDGs (Sustainable development goals) 2030.
La vera sfida è legata alla capacità di costruire il cambiamento all’interno delle organizzazioni ma al tempo stesso diffondere e sponsorizzare una cultura ESG più ampia che investa i valori e i comportamenti individuali.
[ Giorgia Poggi ]










































