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Lotta al cambiamento climatico e alla deforestazione, Sofidel sempre più impegnata

Sofidel, gruppo cartario noto fra l’altro per il brand Regina, ottiene da CDP, una delle principali organizzazioni indipendenti di misurazione e rendicontazione delle performance ambientali a livello globale, il rating A-, posizionandosi sopra la media europea (B) e di settore (B) 

Il riconoscimento ha posizionato il Gruppo nella fascia Leadership del rating Climate Change 2022 e nella fascia Leadership del rating Forests 2022 di CDP; il suddetto rating gli è stato riconosciuto sia per la lotta al cambiamento climatico (ciò che lo ha posizionato sopra la media europea (B) e di settore (B) e sia per l’impegno nella lotta alla deforestazione.

Science Based Targets initiative (SBTi) ha inoltre approvato gli obiettivi di Sofidel in tema di riduzione delle emissioni al 2030 ritenendoli coerenti con gli standard di riduzione richiesti dall’Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C.

Energia rinnovabile

Il Gruppo è impegnato nell’autoproduzione e nel crescente ricorso all’acquisto di energia rinnovabile prodotta da impianti di nuova costruzione realizzati grazie ad accordi di fornitura a lungo termine che si estrinsecano:

  • in Italia con il contratto di fornitura decennale (PPA) di energia eolica dal parco di Alcamo II in Sicilia, siglato con RWE Renewables, che ha prodotto in un anno l’equivalente di circa 150 milioni di rotoli di carta igienica con energia verde,
  • in Svezia, invece, con la realizzazione, attualmente in corso d’opera, con Meva Energy un impianto di produzione di bio-syngas che utilizzerà biomassa legnosa proveniente da scarti della filiera locale. Primo impianto di questo tipo al mondo nell’industria cartaria.

Deforestazione

Il 100% dell’approvvigionamento di materia prima di origine forestale utilizzata dal Gruppo proviene da fornitori certificati secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici garantiti da terze parti indipendenti (FSC®, FSC® Controlled Wood, PEFCTM).

Sofidel è inoltre tra le prime aziende ad aver preso parte all’iniziativa multi-stakeholder «Forests Forward» lanciata da WWF a livello internazionale per consolidare la politica di approvvigionamento forestale, rafforzando il programma di coinvolgimento dei fornitori per contribuire a combattere la deforestazione, conservare gli ecosistemi e tutelare i diritti delle comunità locali.

La dichiarazione

Riccardo Balducci, Energy&Environment Director Sofidel: “È importante per noi vedere confermata ancora una volta la qualità del nostro impegno da parte di CDP. Sofidel crede nei rating di sostenibilità e sta investendo risorse crescenti nei reporting ESG. Consideriamo la verifica puntuale dei dati del nostro impegno in sostenibilità un fondamentale strumento di trasparenza e condivisione per favorire la transizione verso un’economia a basso impatto di carbonio e ridotto utilizzo del capitale naturale”.

Il Gruppo Sofidel (www.sofidel.com) in pillole

  • fondato nel 1966 a  Porcari (Lucca), è uno dei leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico;
  • è oggi presente in Italia, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Francia, Belgio, Germania, Svezia, Polonia, Ungheria, Grecia, Romania e Stati Uniti;
  • ha 6.000 dipendenti;
  • ha un fatturato consolidato netto di 2.095 milioni di euro (2021);
  • ha capacità produttiva di oltre un milione di tonnellate annue (1.440.000 tonnellate nel 2021);
  • «Regina» è il suo brand più noto, presente nella maggior parte dei mercati di riferimento;
  • altri brand: Softis, Le Trèfle, Sopalin, KittenSoft, Nalys, Cosynel, Lycke, Nicky, Papernet;
  • Membro del Global Compact e del programma internazionale WWF Climate Savers, il Gruppo Sofidel considera la sostenibilità un fattore strategico di crescita ed è impegnato a ridurre gli impatti sul capitale naturale e a massimizzare i benefici sociali con l’obiettivo di creare valore aggiunto condiviso per tutti i suoi stakeholder;
  • gli obiettivi Sofidel di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra al 2030 sono stati riconosciuti da Science Based Targets initiative (SBTi) in linea con i livelli richiesti per limitare il riscaldamento globale ben al di sotto i 2°C, secondo quanto richiesto dall’Accordo di Parigi.

[ Giovanni Notaro ]