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L’outdoor advertising sempre più green

Cresce in maniera esponenziale il mercato della pubblicità esterna con oltre 60 miliardi di ricavi previsti entro il 2033. Di pari passo cresce l’attenzione alla sostenibilità del settore che porta alla sostituzione dei vecchi e inquinanti cartelloni in Pvc, all’arrivo della carta in fibre vegetali. Attenzione anche alla tecnologia e agli sprechi

 

La pubblicità esterna entro il 2033 crescerà di oltre il 100%. Secondo l’ultimo rapporto di Market Strides – tra i più importanti studi globali nelle ricerche di mercato – il mercato internazionale dei cartelloni pubblicitari e della pubblicità esterna – abbreviato in «Ooh» – nel 2024 è stato valutato poco più di 30 miliardi di euro ed è previsto che si raggiungeranno i 63 miliardi entro i prossimi 8 anni. Ma cosa comprende il mercato della pubblicità esterna? Certamente un’ampissima varietà di strumenti volti a promuovere brand, marchi, servizi e prodotti negli spazi a forte passaggio pubblico. Tra queste: la pubblicità tradizionale sui cartelloni, i cartelloni digitali, la pubblicità sui mezzi del trasporto pubblico, l’arredo urbano e altre forme di promozione. Alla crescita del fenomeno si accompagna una maggiore attenzione al fattore sostenibilità. Imprese, società e aziende tendono ora ad adottare pratiche ecosostenibili, non solo nei loro prodotti e servizi, ma anche nelle loro strategie di marketing.

La sostenibilità, quindi, nella pubblicità Ooh sta prendendo piede e diventerà nel prossimo decennio più di una semplice parola d’ordine. Dall’utilizzo di materiali ecocompatibili all’integrazione di fonti di energia rinnovabili fino alla riduzione degli sprechi, il settore dei cartelloni pubblicitari sta adottando misure per ridurre al minimo il proprio impatto ambientale. Dal vecchio (e inquinante) Pvc si sta virando verso carte e prodotti biodegradabili, riciclabili e a bassissimo impatto ambientale. Poster e manifesti in fibre vegetali, infatti, stanno prendendo piede anche nelle grandi campagne marketing e grazie all’attenzione all’ambiente delle imprese del territorio. Ma c’è molto di più dietro a un asset che è in continua evoluzione. Anche la tecnologia è ormai proiettata verso un’ecosostenibilità. Led, pannelli e striscioni «digitali» sono sempre più green e sono – ormai praticamente ovunque – alimentati da energia verde e completamente sostenibile. Molti gestori di questi impianti, ad esempio, hanno iniziato ad alimentare i propri cartelloni digitali con l’energia solare. Alcuni cartelloni sono ora dotati di pannelli solari propri, che consentono quindi di sfruttare l’energia del sole durante il giorno per alimentare i display di notte (ma non solo). Ma questo ha generato anche un impatto positivo sulla società. Spessissimo, infatti, questa energia non viene utilizzata al 100% e l’energia eccedente a quella necessaria per il funzionamento dei pannelli può essere messa in rete” (le cosiddette Comunità energetiche rinnovabili, le Cer, sono ormai già una realtà consolidata ad esempio in Regione Lombardia).

Tutte queste strategie, inevitabilmente, sono anche accompagnate da messaggi ad hoc che puntano l’attenzione proprio sulla difesa dell’ambiente e sulla necessità – non solo di aziende e company – di cambiare paradigma. Tutto questo per puntare a una maggiore tutela dell’ecosistema, della salvaguardia del pianeta anche con una particolare riflessione sul tema della lotta agli sprechi e alla gestione ottimale delle risorse.

Per quanto riguarda l’Europa il mercato della pubblicità esterna, nel 2024, si è aggirato intorno agli 8,34 miliardi di dollari ed è previsto che raggiungerà gli 11,78 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita del 5,79%. Ulteriori considerazioni sullo scenario arrivano da un esperto del settore, ovvero Domenico Maduli, Presidente di Pubbliemme, gruppo leader in Italia e in Europa nel settore e che conta più di 800mila metri quadrati destinati ad affissioni pubblicitarie sia outdoor che indoor:  “Il tema della sostenibilità anche nel settore del marketing e della pubblicità è un tema centrale e strategico per affrontare le future sfide globali e, soprattutto, per cercare di essere maggiormente green e attenti all’ambiente – sottolinea il Presidente MaduliQuesta per noi, e per l’intero settore, è una sfida non più rinviabile. Serve evitare gli sprechi e puntare su campagne e iniziative che siano ecocompatibili e con il minor impatto ambientale possibile: questi gli obiettivi da raggiungere da qui ai prossimi cinque anni in ottemperanza anche al Green deal promosso dalla Commissione europea e che punta a ridurre le emissioni a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030”. 

[ Redazione PROTECTAweb ]