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Pubblicato il 2050 Climate Change City Index

Lo studio condotto da Netflix.com evidenzia il modo in cui i cambiamenti cimatici in atto potrebbero avere effetti negativi su 85 metropoli del mondo 

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È oramai universalmente noto che la temperatura più calda sia stata appena registrata in Antartide. Diviene quindi di attualità assoluta l’appena pubblicato studio «2050 Climate Change City Index» che sottolinea senza perifrasi la possibilità che da qui al 2050 si verifichino, in particolare in 85 delle principali città del mondo, cambiamenti climatici di negatività sostanziale.

Nel precisare che i risultati e la metodologia completa dello studio (*), sono pubblicati su https://www.nestpick.com/it/2050-climate-change-city-index/ in questa sede ci limitiamo a fornire alcuni flash – tratti dal suddetto documento – che dovrebbero fornire materiale di riflessione; va tuttavia sottolineato che essendo lo scopo di Netflix.com (importante piattaforma immobiliare ndr) quello di  “aiutare le persone a trasferirsi in una nuova città”, essa tiene “sotto controllo le tendenze e gli sviluppi delle città più popolari del mondo” ed  “il modo in cui il cambiamento climatico plasmerà il nostro pianeta sia negli anni a venire che in un futuro più lontano è di sicuro una delle questioni in primo piano in questo periodo”.

Lo studio che ci occupa ha avuto quindi lo scopo di determinare come il clima delle metropoli prese in esame potrebbe cambiare da qui al 2050 ed ha quindi:

  1. analizzato i dati sui potenziali cambiamenti di temperatura, stress idrico ed innalzamento del livello del mare, e
  2. fornendo quindi – sulla base di prove empiriche – una previsione dei climi urbani che le generazioni future potranno affrontare mettendo in evidenza i cambiamenti climatico-ambientali previsti.

Il documento inoltre precisa che “ai fini dello studio è stato fondamentale riconoscere le difficoltà della scienza della previsione dei cambiamenti climatici, e l’ulteriore sfida di dover presentare i dati climatici in modo facilmente comprensibile. Per affrontare questa sfida, abbiamo consultato diverse metodologie di ricerca esistenti, realizzate da esperti affermati nel campo dei cambiamenti climatici, e abbiamo consultato diversi rapporti per costruire il quadro di riferimento per la nostra ricerca ….. omissis …. Esaminando la categorizzazione del clima, la temperatura media, i cambiamenti del livello del mare e lo stress idrico, abbiamo poi determinato quali città si prevede subiranno il più alto ed il più basso cambiamento climatico da qui al 2050”. 

A questo proposito Omer Kucukdere, Ceo Nestpick, ha dichiarato: “Sappiamo che per aiutare le persone a trasferirsi in una nuova città, dobbiamo tenere sotto controllo le tendenze e gli sviluppi delle città più popolari del mondo. Il modo in cui il cambiamento climatico plasmerà il nostro pianeta, sia negli anni a venire che in un futuro più lontano, è di sicuro una delle questioni in primo piano in questo periodo. Alcune delle città che potrebbero subire i più drastici cambiamenti climatici nei prossimi tre decenni, come Bangkok ed Amsterdam, sono anche le destinazioni più popolari tra gli espatriati e i lavoratori a contratto alla ricerca di opportunità all’estero. Questi risultati sono davvero travolgenti per non di Nestpick, dato che alcune delle città che potrebbero subire i più drastici cambiamenti climatici nei prossimi tre decenni, come Bangkok ed Amsterdam, sono anche le destinazioni più popolari tra gli espatriati ed i lavoratori a contratto alla ricerca di opportunità all’estero. I Millennials, i Gen Z-ers ed i più giovani dovranno sempre più tenere presente il fattore dei cambiamenti climatici, quando decideranno in quale città stabilirsi” ed in conclusione ha aggiunto che “I governi devono essere consapevoli dei potenziali cambiamenti in arrivo, in modo da poterne mitigare i danni. Un finanziamento adeguato per le infrastrutture e la salvaguardia contribuirebbe a garantire che queste città siano all’avanguardia rispetto ai problemi legati al clima, e a garantire il sostentamento di questi centri urbani per le generazioni future“.

Dallo studio si evince infatti che tutte e 85 le metropoli prese in esame subiranno cambiamenti di varia portata e la classifica che pone ai primi tre posti di questa negativa classifica Bangkok, Ho Chi Min City e Amsterdam, mentre colloca Londra al 22° posto, Roma al 43°, Milano al 51° e Parigi al 73°.

Bangkok, secondo lo studio, sarà sottoposta entro il 2050 ad un elevatissimo rischio di inondazioni dovute all’innalzamento del livello del mare e ad un aumento della temperatura di 1,67 °C e di simili negativi impatti saranno probabilmente vittime anche Ho Chi Minh City e Amsterdam.

Nairobi pur non essendo sottoposta a rischio inondazioni potrebbe tuttavia passare da un clima estivo caldo umido temperato a un tipo di clima estivo tropicale/savana umida con un aumento della temperatura di 2,31 °C mentre se si guarda allo stress idrico ecco che Melbourne potrebbe far registrare entro il 2040 una domanda doppia rispetto all’offerta.

 [ Redazione PROTECTAweb ]

 

Fonti: Nestpick

(*): How the study was conducted:

Before beginning the study, it was important for Nestpick to acknowledge the difficulty of climate change prediction, and the added challenge of presenting climate data in a way that is easily understandable. To undertake this challenge, several existing research methodologies from established climate change experts and reports were consulted to build the framework for the research. These include Jean-Francois Bastin, an Ecologist at the University of Ghent, the Koppen-Geiger climate classification system, the World Resources Institute data on water shortages, and more. A list of 85 cities which featured in top tourist destinations lists for Gen Z and Millennials, and which were also covered in these existing studies, was then finalised. Looking at climate categorisation, average temperature, sea-level changes and water stress, the cities which are predicted to experience the highest and lowest climate change shift between now and 2050 were determined.