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Scenari innovativi frenano la deforestazione del Pianeta

È necessario rielaborare strumenti e procedure per arginare e contrastare la deforestazione, facendo tesoro delle linee guida degli attuali EUTR e FLEGT. Controllare la legalità ma allo stesso tempo promuovere la sostenibilità ad ampio raggio: sono questi i presupposti del nuovo regolamento presentato dalla Commissione dell’Unione Europea per il raggiungimento di obiettivi legati non solo alla protezione delle foreste, ma anche all’equilibrio di diversi ecosistemi e al miglioramento delle condizioni climatiche

 

Il tema della deforestazione e la necessità di arginare il problema, ha suscitato da tempo l’attenzione delle istituzioni europee. Nel 2003 l’Unione europea pubblicò il FLEGT, un piano d’azione che stabilisce le misure di contrasto al cosiddetto illegal logging (prelievo legnoso non autorizzato) che continua a devastare il patrimonio forestale di diversi Paesi del mondo. La gravità di tale fenomeno distruttivo, inoltre, era già stata riconosciuta in occasione del 24° summit G8 di Birmingham del 1988, nel quale era stata evidenziata la necessità di una gestione sostenibile del patrimonio forestale. L’Unione Europea approvò ed inserì nel FLEGT alcuni regolamenti volti a promuovere la legalità dei tagli boschivi effettuati nei vari Paesi esportatori di legno e derivati e quella degli analoghi prodotti commercializzati in territorio comunitario. I regolamenti fondamentali del pacchetto legislativo comunitario sono ben noti agli operatori dei settori del legno con gli acronimi FLEGT (Forest Law Enforcement Governance and Trade del 2005) ed EUTR (European Union Timber Regulation del 2010). Quest’ultimo, conosciuto anche come regolamento sulla due diligence, si basa proprio su tale procedura attraverso la quale vengono raccolti ed analizzati tutti i dati utili a verificare il rispetto delle leggi vigenti in materia e si propone, perciò, di determinare e contenere al massimo il rischio che legno e derivati commercializzati nell’UE possano essere illegali, ossia essere stati raccolti o prodotti contravvenendo alle leggi vigenti nei Paesi d’origine.

La due diligence prevista da EUTR, però, non è sempre un’operazione lineare semplice da finalizzare, soprattutto nel caso di prodotti caratterizzati da processi industriali complessi, da ripetute intermediazioni commerciali o provenienti dai cosiddetti «Paesi a rischio», realtà in cui coesistono condizioni di scarsa gestione del settore forestale ed alti tassi di corruzione. Anche il controllo delle procedure di due diligence impiegate, da parte delle Autorità competenti dei vari Stati membri, risulta spesso problematico.

Il FLEGT, che si basa su accordi bilaterali tra l’UE ed i Paesi terzi che ne fanno richiesta dimostrando di essere in grado di assicurare la legalità del legno e dei derivati da esportare in territorio comunitario, non ha avuto particolare successo: ad ormai 16 anni dalla promulgazione, il FLEGT risulta completamente attuato soltanto per l’Indonesia. Di fatto, i processi propedeutici al varo delle cosiddette «licenze FLEGT», attestanti la piena legalità dei prodotti esportati, si sono dimostrati complessi e poco applicabili nelle realtà socialmente e politicamente instabili di molti Paesi con i quali l’UE ha intrapreso gli accordi preliminari.

Le criticità esposte legate ai due regolamenti EUTR e FLEGT, hanno portato le istituzioni europee, gli Stati membri e la Società civile a riflettere su nuove strategie e linee da seguire per gestire la problematica della deforestazione ed i temi ad essa connessi. L’utilità del piano d’azione FLEGT e delle relative norme comunitarie di riferimento viene riconosciuta anche dall’opinione pubblica, vengono condivisi gli obiettivi generali di contrasto alla deforestazione ed alla degradazione delle risorse forestali globali, sempre più oggetto di importanti dibattiti ed accordi internazionali, quale la recente COP26 dell’ONU sul cambiamento climatico.

Le novità della Regulation on deforestation-free products

Nel mese di novembre, la Commissione ha presentato la nuova proposta di regolamento, Regulation on deforestation-free products, che mira a sostenere la protezione del patrimonio forestale del Pianeta ed in particolare a porre un sostanziale freno alla deforestazione. Il regolamento proposto si basa su principi molto innovativi, l’approccio di gestione e controllo, infatti, va oltre a quanto stabilito nei regolamenti precedenti. La Commissione non si limita più a contrastare l’illegal logging controllando la produzione e la commercializzazione dei soli Stati membri, ma intende prevenire l’importazione di legno e derivati e svariati generi alimentari – come ad esempio, olio di palma, soia, carne bovina, caffè e cacao – prodotti e ricavati in aree deforestate di qualsiasi parte del mondo. Con l’attuazione di queste misure di controllo, si stima che entro il 2030, l’UE potrebbe contenere in oltre 70.000 ettari all’anno la deforestazione indotta dall’importazione di tali prodotti in territorio comunitario. Di pari passo, questo comporterebbe la mancata immissione di circa 32 milioni di tonnellate di carbonio in atmosfera (valutabile anche in un risparmio annuale di almeno 3 miliardi di euro) con conseguenti e ovvie ripercussioni positive in termini di prevenzione del cambiamento climatico e protezione della biodiversità. 

In sostanza, l’attenzione del legislatore si estende dal concetto della legalità a quello più ampio della sostenibilità. Sarà possibile importare soltanto prodotti che non hanno causato deforestazione e danneggiato irrimediabilmente ecosistemi preziosi e delicati quali quelli boschivi. Il nuovo regolamento anti-deforestazione beneficerà delle esperienze maturate attuando l’EUTR; rimane valido il concetto della due diligence da effettuare prima dell’acquisizione e della commercializzazione dei prodotti oggetto del regolamento, ma le procedure collaterali che gli operatori dovranno attuare saranno abbastanza diverse da quelle ora imposte dall’EUTR. Tra i cambiamenti più significativi, si segnalano: l’obbligo di depositare una dichiarazione preliminare che i prodotti da importare ed esportare non abbiano causato deforestazione e degradazione forestale, la geolocalizzazione delle superfici agro-forestali di provenienza, il coinvolgimento diretto delle Agenzie delle dogane degli Stati membri nelle fasi di controllo, la pubblicazione da parte della CE del livello di rischio legato ai vari Paesi esportatori, il cosiddetto «benchmarking». 

A tal proposito, Angelo Mariano Responsabile della due diligence Legnok di Conlegno (la prima Monitoring organisation EUTR riconosciuta dalla Commissione europea, nel 2013) afferma: “Quello che abbiamo appreso lavorando assiduamente per la migliore attuazione dell’EUTR – norma destinata a restare vigente fino alla promulgazione del nuovo regolamento – costituirà una solida base conoscitiva ed operativa a disposizione degli addetti ai settori del legno e della carta, nonché nel prossimo futuro, di quello agroalimentare. Elaborare e rendere disponibili strumenti e procedure necessari all’effettuazione della rinnovata due diligence anti-deforestazione, costituirà, non solo un obbligo morale, ma anche un impegno quotidiano per Conlegno che continuerà a supportare le imprese italiane ed a camminare al loro fianco. Ciò, con l’intento di coniugare al meglio le legittime attività economiche e produttive delle aziende ed il pieno rispetto degli obblighi previsti dalla legislazione comunitaria”.

È ormai consolidata la convinzione che, per un Pianeta più vivibile, sostenibile e resiliente, sia necessario intervenire al più presto con azioni concrete volte al contenimento della deforestazione; in quest’ottica è stato avviato il complesso iter di finalizzazione e successiva attuazione del «Regulation on deforestation-free products». Il nuovo regolamento, basandosi su presupposti di valutazioni di criticità ad ampio raggio, andrà ad agire e a gestire in maniera responsabile l’approvvigionamento di materie prime; potrà rappresentare così un valido strumento per limitare l’impatto antropico sulle foreste ed in generale sugli ecosistemi naturali e potrà contribuire in misura importante agli obiettivi clima discussi nella COP26.

[ Maria Carmela Galizia ]