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Sostenibilità socio-ambientale di un grande evento

Grafico expo 2015

di Edoardo Croci • L’organizzazione dell’EXPO 2015 assegnata a Milano può rappresentare un’importante opportunità di sviluppo economico- territoriale se pianificata in un’ottica di rispetto del contesto esistente

 

•• Sarà Milano, secondo quanto deciso dal Bureau International des Expositions (BIE), ad organizzare l’Esposizione Universale nel 2015 (EXPO 2015) dedicata ai temi della qualità e della sicurezza alimentare, del diritto ad un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il Pianeta, dell’educazione alimentare, dell’innovazione nella filiera agro-alimentare e della valorizzazione delle culture e delle tradizioni alimentari. Il tema designato è stato sintetizzato nello slogan: «Feeding the Planet, Energy for Life», attraverso cui Milano si propone di affrontare i grandi problemi dello sviluppo. Principi ispiratori alla base delle attività ospitate dall’Esposizione saranno la tutela della biodiversità, il rispetto per l’ambiente in quanto ecosistema dell’agricoltura, lo sviluppo di tecnologie innovative nel settore alimentare compatibili con la tutela dell’ambiente, la ricerca di nuove fonti alimentari nelle aree del mondo laddove l’agricoltura non è sviluppata o è minacciata dal degrado ambientale.

La «sostenibilità dello sviluppo» si pone dunque come tema centrale dell’EXPO 2015, con ciò rendendo anche la compatibilità ambientale dell’evento stesso un obiettivo-chiave nell’organizzazione della manifestazione.

 

L’evento come responsabilità ambientale

Per impostare correttamente la fase di candidatura e porre i presupposti teorici ed empirici per la redazione del relativo Dossier Expo 2015, il Comune di Milano e lo IEFE dell’Università Bocconi hanno effettuato specifiche ricerche al fine di garantire una corretta prevenzione e gestione degli impatti ambientali inevitabilmente legati ad EXPO 2015 (e indotti dall’assetto infrastrutturale e logistico di supporto) e di svilupparne il percorso di preparazione e realizzazione in un’ottica «sostenibile »; tale ottica implica la capacità di tenere in considerazione, lungo tutte le fasi in cui si articolerà l’evento espositivo (pianificazione, progettazione, allestimento, gestione, chiusura), gli impatti ambientali e le implicazioni sociali che esso potrà avere sul territorio interessato. Alcune esperienze hanno in passato dimostrato come i grandi eventi possano rappresentare una concreta opportunità di crescita e di riqualificazione delle aree che ospitano tali eventi, non solo sotto il profilo economico ma anche della «sostenibilità».

D’altro canto, molti osservatori hanno sottolineato come in passato si sia spesso verificata una contraddizione tra opportunità di sviluppo e rischio di depauperare il patrimonio e le risorse del territorio, compromettendone lo sviluppo nel lungo periodo. I grandi eventi sono stati anche un elemento fortemente «intrusivo» nelle logiche di sviluppo locale, carico di conseguenze dal punto di vista dell’impatto sul territorio.

Fra gli esempi positivi, le Olimpiadi estive di Barcellona del 1992 vengono spesso citate come percorso di sviluppo in cui i Giochi si sono dimostrati uno strumento efficace di riqualificazione ambientale di un’area industriale in declino. Tra i benefici generati, i Giochi hanno lasciato in eredità alla città un nuovo lungomare, un tratto di 5,2 km di costa che è stato trasformato e offre oggi sia ai turisti sia ai residenti attrattive opportunità per il tempo libero e lo svago.

Anche le Olimpiadi invernali di Salt Lake City nel 2002 sono un esempio positivo: l’evento ha prodotto un utile di 100 milioni di dollari (eredità di un ingente finanziamento per la Utah Athletic Foundation) speso dopo l’evento anche per obiettivi di sostenibilità locale. Viceversa, le competizioni olimpiche di Montreal del 1976 hanno lasciato un’eredità negativa sul territorio. A causa di una cattiva gestione dell’evento, hanno infatti generato una perdita finanziaria considerevole; ancora oggi i cittadini pagano una tassa speciale sul tabacco, introdotta per bilanciare l’ingente deficit pubblico indotto dalle manifestazioni Olimpiche, finanziate al 95% dal settore pubblico. Nessun beneficio è quindi derivato in termini di investimenti per lo sviluppo locale «sostenibile».

 

Gli aspetti principali della pianificazione

Va sottolineato come alcuni fattori (comuni a grandi eventi di diverso tipo: espositivo, sportivo, culturale, …) rendano particolarmente complesso pianificare efficacemente e in modo preventivo gli esiti positivi di una grande manifestazione.

In primo luogo, l’organizzazione di questi eventi è caratterizzata da un’«elevata concentrazione» in termini di «tempo» (avvenimento di durata limitata, preceduto da lungo lavoro preparatorio), di «spazio» (una sola città e l’area territoriale limitrofa ospitano un gran numero di persone) e di «investimenti» (risorse economiche che vengono destinate in pochi anni al territorio interessato).

In secondo luogo, il ruolo molto delicato del soggetto organizzatore dell’evento, che sovente non si configura come Ente di governo del territorio, bensì come organizzazione di diritto privato che ha come mission ed obiettivo principale quello della buona riuscita dell’evento e «non necessariamente» quello di garantire ricadute positive sul territorio.

In terzo luogo, la grande visibilità a livello internazionale, importante fattore di immagine e successo ma possibile elemento distorcente poiché si palesa il rischio di «sopravvalutare la manifestazione» su qualunque altra considerazione in merito alle priorità di sviluppo sostenibile e alle specificità ambientali del contesto locale (soprattutto all’approssimarsi dell’evento).

A quali condizioni vi può quindi essere un impatto positivo? La ricerca dello IEFE Bocconi evidenzia che:

• è necessario che la pianificazione e organizzazione dell’evento sia inserita fin dall’inizio in una strategia di lungo periodo in grado di coglierne le opportunità e massimizzarne i benefici;

• la progettazione deve essere realizzata in stretta connessione con la «pianificazione dei territori» che lo ospitano (integrandosi con gli strumenti della pianificazione ordinaria), valorizzando le opportunità e i canali di cooperazione con (e fra) gli attori locali, con particolare riferimento ai «planner» dell’area interessata;

• vi è la necessità, quindi, di attivare meccanismi di coinvolgimento e partecipazione delle diverse parti interessate (Istituzioni ed Enti locali, Comunità locali, attori economici e sociali, operatori del sistema sanitario locale, ecc.);

• per preparare e favorire il coinvolgimento, occorre la capacità di creare le «competenze e la consapevolezza» negli attori coinvolti attraverso formazione, informazione, sensibilizzazione e trasferimento di know-how (investimento in «cultura»);

• infine, deve esserci la disponibilità ad investire in un mix equilibrato di «prevenzione, mitigazione e compensazione » degli impatti ambientali (ma anche sociali ed economici).

Più operativamente, le esperienze analizzate nell’ambito della ricerca dello IEFE Bocconi evidenziano come vi siano dei principi-guida più «pragmatici» e condivisi da molti attori protagonisti dell’organizzazione di grandi eventi e da molti osservatori, sintetizzabili nelle seguenti «parole d’ordine»:

• prevenzione: impostare l’organizzazione dell’evento e di tutte le attività da esso indotte con l’obiettivo di minimizzare gli impatti fin dalla fase di progettazione dell’evento;

• programmazione: non solo vincoli da rispettare nella realizzazione dell’evento, ma definizione di obiettivi e di target di miglioramento da perseguire gradualmente nel corso del tempo;

• gestione: non solo aspetti e requisiti ambientali ed energetici sotto il profilo tecnico, ma valorizzazione degli aspetti organizzativi e di gestione delle strutture, sia nel corso dell’evento che nel postevento;

• coinvolgimento degli stakeholder: non solo «perequazione» fra chi riceve i benefici economici dell’evento e chi ne è escluso sul territorio e nelle aree confinanti, ma capacità di mobilitare l’atteggiamento cooperativo da parte di tutti quei soggetti che, operando sul territorio, hanno un ruolo decisivo nel contribuire alla prevenzione degli impatti ambientali ed energetici legati all’evento;

• monitoraggio e rendicontazione: approccio alla misurazione ex ante, in itinere ed ex post, delle prestazioni ambientali dell’evento, dotandosi preventivamente di indicatori e di strumenti di monitoraggio efficaci, in grado di «leggere» le modifiche del territorio indotte dall’organizzazione della manifestazione, e di mantenere durante l’evento un presidio costante sulle attività in corso, intervenendo laddove gli indicatori segnalino scostamenti rispetto all’andamento atteso.

Nell’ambito della ricerca condotta da IEFE- Bocconi per conto del Comune di Milano, questi principi-guida sono stati in seguito tradotti operativamente in alcuni strumenti metodologici e operativi, presenti in altre esperienze di grandi eventi, che, sviluppati efficacemente nel Dossier di candidatura, hanno portato all’aggiudicazione dell’EXPO 2015 alla città di Milano.

 

Edoardo Croci

Assessore alla Mobilità, Trasporti, Ambiente Comune di Milano
Direttore di Ricerca IEFE, Università Bocconi