Home Ambiente Zamasport: nu...

Zamasport: nuova sede all’insegna del design e della sostenibilità

Il nuovo quartier generale del brand Zamasport si presenta con un look innovativo e funzionale. Una struttura accogliente dove l’obiettivo della qualità si coniuga con l’attenzione al benessere quotidiano del lavoratore

 

Frigerio Design Group firma l’architettura del nuovo Headquarter Zamasport di Novara. Punti focali della progettazione sono etica e rispetto dell’ambiente.

L’edificio, che accoglie ambienti produttivi e direzionali (uffici, atelier, produzione), sorge in una zona già edificata e propone caratteri innovativi che ben si armonizzano con il contesto.

L’architettura

Il progetto si estende su 3.700 mq e coniuga funzionalità a simbolismo. L’involucro ricorda volutamente un tessuto innovativo, così come tecnica e creatività sono sinonimo dell’azienda che vanta collaborazione con molti nomi del prêt a porter, da Walter Albini a Gianni Versace. Il marchio Zamasport nasce nel 1966, dalla riconversione del maglificio Augusto Zanetti. La produzione che prende il via coniuga produzione industriale e alta moda, creando un prêt a porter d’eccellenza.

L’impianto progettuale predilige spazi, percorsi ed ambienti appositamente studiati per una migliore qualità della vita lavorativa dei dipendenti. Molti gli accorgimenti progettati appositamente per perseguire il confort ambientale: impiego di luce naturale, presenza di verde, comfort acustico, creazione di microclimi interni per definire ambienti piacevoli ed accoglienti.

Non da meno è stata la cura per la sostenibilità ambientale: dall’uso consapevole dei materiali a quello delle risorse; dalla definizione dei volumi all’accurata selezione delle materie prime; dalla gestione energetica dell’involucro all’attenzione della manutenzione nel tempo.

Frigeri Design Group ha messo in atto un’opportuna massimizzazione delle prestazioni passive, la riduzione delle prestazioni attive e un valido utilizzo di fonti rinnovabili che qualificano Zamasport come NzEB (Near zero Energy Building).

La Slow Architecture è divenuta manifesto per l’architetto Frigerio: “La Slow Architecture è un’architettura che trae dal contesto in cui si inserisce gli elementi per la sua definizione. Dove il contesto è inteso, però, in senso più ampio, come storia, società, ambiente e clima. Il termine Slow non vuol dire fare le cose lentamente, ma piuttosto con «accuratezza», dichiara Enrico Frigerio “È necessario (in architettura, ma non solo), avviare un processo diverso nel fare le cose, dove gli elementi che sono presi in considerazione non possono essere più solo quelli dell’economia”. 

Involucro e facciate

Il nuovo edificio si pone in collegamento tra le costruzioni esistenti attraverso dei passaggi trasparenti. L’involucro è un tessuto a pieghe, sinuose curve realizzate con materiali naturali e industriali, impreziositi da dettagli e lavorazioni che creano una texture morbida e richiamano le geometrie dei tessuti.

La pianta è quadrata, di 46,00 metri per lato e con un’altezza di circa 10,00. È costruito su tre lati in prefabbricati di cemento armato a taglio termico ventilati, con finitura in cemento fotocatalitico autopulente colorato in pasta.

Ai pannelli si affiancano grandi aperture, come la facciata principale, completamente vetrata con un frangisole a bandelle verticali curvilinee, anch’esso a rievocare l’idea del tessuto. Grande apertura è anche la copertura in microshed sui magazzini del tessuto. Queste peculiarità garantiscono che in ogni ambiente venga data attenzione all’illuminazione naturale.

Il verde gioca dentro e fuori dall’edificio in un rapporto di continuità visiva a sottolineare la relazione uomo/natura: al primo piano dei giardini sospesi su cui affacciano gli uffici e le sale prova dell’atelier.

Interior

All’interno della struttura convivono diverse funzioni, dalle operative a quelle di rappresentanza.

Nella parte anteriore troviamo uffici, laboratori e sale riunioni, nel retro il magazzino. Le due aree sono nettamente distinte.

Al piano terra le attività produttive: magazzini, carico-scarico, reparto taglio, nonché l’ingresso per dipendenti e ospiti.

Sul lato ovest un collegamento vetrato unisce il nuovo stabile ai reparti di sviluppo, cucitura e confezionamento.

Al primo piano le aree di rappresentanza, dove l’illuminazione tunable white consente di regolare cromia, colore e intensità delle luci per valorizzare le produzioni.

Comfort

Oltre alle caratteristiche progettuali, che assicurano luminosità, gerarchie dei percorsi per le diverse esigenze lavorative e sicurezza dell’ambiente lavorativo, sono stati adoperati materiali semplici, industriali e performanti atti a garantire facile manutenzione, flessibilità e ergonomia.

Efficienza e sostenibilità

Frigerio Design Group è una progettazione integrata del sistema «edificio-impianto» NZEB, impiega fonti energetiche rinnovabili per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, acqua calda sanitaria e illuminazione per oltre la metà del totale del fabbisogno energetico.

L’edificio è dotato di un impianto fotovoltaico con una potenza di picco di 50 kW per una produzione annua di 50.000 kWh.

Per ridurre la velocità dei flussi d’aria interni mantenendo una temperatura costante ottimale, è stato predisposto un sistema misto statico e ad aria. Nella zona di produzione il riscaldamento è demandato ad un pavimento radiante con impianti a vista a distribuzione dall’alto, per una pratica manutenzione. Negli uffici plafoni fonoassorbenti in metallo abbinati ad un sistema integrato di immissione di aria, permettono riscaldamento e raffrescamento.

L’illuminazione è integrata con apparecchi LED ad elevata efficienza e resa cromatica, regolabili tramite il sistema domotico DALI (Digital Addressable Lighting Interface) interfacciato con un sistema KONNEX.

A rendere tutto ancora più pratico è stato installato anche un sistema Building Automation con rilevazione termo igrometrica e delle anomalie funzionali.

[ Federica Pacetti ]