Le soluzioni innovative proposte dal colosso tedesco permettono di integrare sempre più la Rete con il mondo automotive. E collegare online i veicoli si traduce in tangibili miglioramenti nel comfort, nella sicurezza stradale e per l’ambiente
•• Negli anni Novanta, ovvero in quello che potremmo definire «il decennio delle occasioni perdute», assistemmo a due storici, irreversibili mutamenti tecnologici: l’introduzione della rete Internet, e l’affermazione della telefonia mobile. La convergenza delle due tecnologie, e la crescente esigenza di servizi di infomobilità sempre più puntuali, tempestivi e affidabili, portò inevitabilmente i guru tecnologici ad annunciare l’imminente, immediata rivoluzione dell’ingresso di Internet a bordo dell’auto, prefigurando apparati speciali, impianti dedicati e radicali trasformazioni dell’autovettura stessa. Si pensava, in pratica, che l’auto avrebbe modificato la sua struttura, e che il nostro modo di vivere sarebbe stato cambiato di conseguenza.
Come siano andati i fatti, invece, è storia nota. L’ingresso di Internet a bordo dell’auto è avvenuto, certo, ma non secondo il percorso che ci si attendeva. Il rapidissimo, per molti imprevedibile sviluppo della rete di telefonia mobile ha fatto sì che, mentre l’auto è andata per la sua strada, è stata la rete a salire a bordo di essa. Entrando dalla porta di servizio. Anche se sarebbe più il caso di dire, «dalla portiera».
Quello che non era mai stato fatto, era il rendere l’auto parte attiva del mondo Internet, favorendo un coinvolgimento diretto dei produttori nelle evoluzioni tecnologiche della telefonia mobile, vincitrice (provvisoria?) della guerra con la radiofonia digitale per la connettività di bordo. Una consistente disarmonia tecnologica che ora, grazie alla nuova offerta di Bosch, leader mondiale nella fornitura di tecnologia e di servizi, potrebbe presto essere superata, a tutto vantaggio degli utenti finali. Per Wolf-Henning Scheider, Consigliere di Amministrazione e responsabile del settore Tecnologia Automotive (il più importante di Bosch: da solo «vale» il 66% del Gruppo, e ha fatturato nel 2013 oltre 30 miliardi di euro): “la connettività nel settore automotive segna l’avvento di una nuova epoca: fino a oggi le auto erano isolate dall’ambiente circostante, mentre nel prossimo futuro interagiranno. Il nostro obiettivo – spiega Scheider – è unire il mondo della meccatronica a quello digitale”.

Il settore di Tecnologia Automotive opera a livello mondiale nelle seguenti aree di business: sistemi di iniezione per motori a combustione interna, mobilità e propulsioni alternative, sistemi di sicurezza attiva e passiva, comfort e assistenza, informazione e comunicazione a bordo veicolo come car-to-car e Car2X e tecnologie, concept e servizi per l’aftermarket.
Bosch ha contribuito con importanti innovazioni all’evoluzione dell’auto come, per esempio, la gestione elettronica del motore, il sistema elettronico di stabilità ESP e la tecnologia common-rail per i motori diesel.
Se la strategia è di migliorare comfort, sicurezza ed efficienza della mobilità di domani portando il fascino del digitale sulle strade reali, la tattica è lo sviluppo di tre obiettivi strategici: il primo consiste nel rendere Internet un’esperienza intuitiva integrata all’autoveicolo; il secondo obiettivo, connettere le automobili a Internet creando funzioni di assistenza al guidatore con valore aggiunto; infine, la comunicazione in rete tra i veicoli e infrastrutture del traffico stradale. “Connettività non significa semplicemente navigare in rete mentre si percorre una strada” spiega Scheider. Bosch sta lavorando intensivamente su tutte le tecnologie necessarie, e ha già fornito una gamma di soluzioni alla produzione in serie. In futuro, pertanto, potranno svilupparsi modifiche funzionali all’autoveicolo in virtù dell’evoluzione tecnologica, con la nascita di funzioni completamente nuove. Come il collegamento del mondo virtuale al mondo reale, e il parabrezza che diventa l’area display principale della vettura, per permettere di visualizzare tutte le informazioni sul veicolo e i dati sull’ambiente circostante nel campo visivo del guidatore. Vediamo a seguire una disamina più approfondita dei tre distinti obiettivi.
Obiettivo 1: rendere Internet parte dell’autovettura
La connettività è sempre più vicina a diventare un megatrend nel settore automotive, e le auto stesse diverranno un fattore determinante nella diffusione della digitalizzazione. Fra le tante soluzioni intuitive e, al contempo, sofisticate, MySpin, un sistema che integra completamente iPhone e smartphone Android nel veicolo, facendo comparire il display del telefono sul display principale dell’auto e rendendo l’utilizzo delle app nel veicolo molto più facile, sicuro e pratico.
Bosch sta portando Internet nell’auto anche senza l’ausilio dei telefoni cellulari: gli attuali sistemi di navigazione sono in grado, per esempio, di trovare un ristorante o una pizzeria. I servizi che Bosch offrirà in futuro eviteranno ai guidatori dei veicoli elettrici il disturbo di cercare i punti di ricarica guidandoli direttamente al punto più vicino disponibile, e permetteranno inoltre ai guidatori di riservare il posto parcheggio più vicino, conducendoli fino ad esso.

Il sistema eHorizon abbina decenni di competenza nei sistemi di propulsione a una programmazione software innovativa. “Il nostro obiettivo è unire il mondo della meccatronica a quello digitale” ha affermato Scheider. Bosch ha iniziato nel 2012 a proporre il sistema eHorizon per i veicoli commerciali, come uno strumento per rendere i viaggi più fluidi, riducendo la quantità di accelerazioni e decelerazioni inutili. Quando il software di navigazione prevede, per esempio, un lungo tratto di strada in discesa può comunicare al veicolo di passare alla modalità a minor consumo di carburante o di caricare la batteria. Una logica di funzionamento che può aiutare i guidatori a risparmiare fino al 15% di carburante, a tutto vantaggio dell’ambiente. In futuro, i dati di navigazione saranno completati dai dati sul traffico, aggiornati in tempo reale, in modo che i veicoli possano rallentare fino ad arrestarsi prima di raggiungere un ingorgo stradale. Questo tipo di navigazione connessa, in cui si utilizzano i dati ricevuti da Internet, rappresenta il futuro della mobilità per tutti i veicoli.
Obiettivo 2: rendere l’auto parte di Internet
L’autostrada informatica nelle auto non è una strada a senso unico. Non solo i veicoli utilizzeranno le informazioni ottenute da Internet, ma forniranno a loro volta informazioni all’ambiente circostante ed è per questo motivo che Bosch sta rendendo i veicoli parte di internet. “Nel collegare i veicoli al cloud, riteniamo che la protezione dei dati sia un requisito fondamentale. I vantaggi devono superare ampiamente i potenziali rischi” afferma Scheider. In questa direzione, Bosch attraverso la consociata Escrypt sta sviluppando soluzioni per la protezione e la sicurezza dei dati a bordo vettura, come la crittografia autonoma.
In futuro, i veicoli diventeranno dei veri e propri sensori, capaci di raccogliere informazioni riguardo all’ambiente circostante e di scambiarli con altri veicoli o con un server. Queste informazioni, note anche come «dati fluttuanti» della vettura (o Floating Car Data), sono necessarie sia per lo sviluppo di mappe a elevata dinamicità sia per migliorare la sicurezza del veicolo. Mentre il guidatore non riesce a vedere al di là della curva, il sistema di navigazione sa già cosa lo attende: una lastra di ghiaccio o il finale di una coda per traffico intenso. Questo si traduce nella possibilità concreta per le vetture o i camion di evitare tamponamenti a catena o brusche frenate improvvise dietro a una fila ferma per il traffico. Il sistema può avvertire il guidatore o avviare automaticamente una manovra di frenata. “La connettività è uno strumento che permetterà di arrivare all’automazione” ha affermato Scheider.
Esistono già alcune applicazioni che consentono ai veicoli di comunicare con il mondo esterno. Una di queste è la tecnologia eCall, obbligatoria in Europa a partire dal 2015. In caso di incidente, dal veicolo parte automaticamente una chiamata ai soccorsi di emergenza. L’attivazione e l’immediatezza della chiamata sarà garantita dagli stessi sensori che innescano gli airbag. In questo modo, i tempi di intervento dei soccorsi si riducono notevolmente: si prevede un 50% nelle zone rurali e un 40% nelle zone urbane. Il ruolo di Bosch si spinge oltre la tecnologia a bordo vettura. Una specifica centrale operativa Bosch funge da interfaccia per mediare rapidamente le informazioni provenienti dal luogo dell’accaduto e i servizi di emergenza.

Oltre a un miglioramento della sicurezza, questo approccio basato sulla raccolta dei dati del veicolo offrirà vantaggi in termini di risparmio, specialmente per le aziende e gli operatori delle flotte. Grazie a Leaseplan, Bosch sta realizzando una rete di veicoli che consente forme completamente nuove di analisi della flotta. L’Azienda sta, inoltre, sviluppando soluzioni per la manutenzione preventiva. Per esempio, i dati sul motore raccolti da escavatori o caricatori gommati possono essere inviati a database, analizzati e confrontati con un archivio dati in costante crescita proveniente da veicoli simili o sottoposti a sollecitazioni analoghe. In questo modo Bosch può prevedere la sostituzione preventiva di un componente, quando questo raggiungerà il proprio limite di usura. Nel caso dell’escavatore, questo sistema permetterebbe di evitare tempi di fermo e di eliminare costi inutili: ogni ora che queste macchine sono fuori servizio può costare all’operatore fino a 2.000 euro. In futuro, questo tipo di funzionalità potrebbero essere adattate anche alle vetture. Si potrebbe applicare un indicatore di usura per le parti del motore in grado di garantire ai conducenti la sostituzione del componente danneggiato prima di ritrovarsi improvvisamente a piedi ai margini della carreggiata.
Obiettivo 3: rendere l’autovettura parte dell’«Internet degli oggetti»
Collegare l’auto a internet è qualcosa che va oltre ogni applicazione. “La connettività nel settore automotive segna l’avvento di una nuova epoca – fino a oggi, le auto erano isolate dall’ambiente circostante, ma nel futuro interagiranno” sottolinea Wolf-Henning Scheider. Per garantire una mobilità ottimale si potrebbe mettere in rete un’intera metropoli, incluse le sue infrastrutture. Chiunque voglia spostarsi dal centro città alla periferia potrebbe servirsi del treno nei quartieri centrali per passare successivamente a una modalità di car sharing durante il percorso. Le piattaforme Bosch con integrazione di servizi esterni permettono alle aziende di trasporto pubblico e alle società di noleggio auto e di biciclette elettriche di lavorare in modo congiunto per offrire un servizio di mobilità integrato.
Già ora le piattaforme software Bosch gestiscono le infrastrutture per importanti progetti pilota di mobilità. Un esempio è costituito da Hubject, il sistema di roaming per i punti di ricarica che consente ai clienti di ricaricare la loro auto elettrica presso punti appartenenti a diverse compagnie e di pagare comodamente attraverso la loro normale bolletta elettrica. Tuttavia le attività di Bosch non si limitano all’elettromobilità. Truck Secure Parking, per esempio, è un servizio di prenotazione on-line per le aree di sosta per autocarri situate lungo le superstrade. Tutte le aree sono dotate di videosorveglianza e sono collegate in rete a un call center Bosch per garantire la sicurezza dei guidatori e delle merci.
Bosch sta addirittura studiando come portare un’intera città nell’internet delle cose. La tecnologia Bosch digitale è stata implementata nel Principato di Monaco a partire da metà novembre 2013. Il primo passo nell’attuazione di un accordo di cooperazione era stato siglato nel luglio 2012. Il progetto lascia intravedere un futuro in cui la mobilità sarà il punto focale della città connessa. Le applicazioni possibili sono davvero tante – indicazioni ai guidatori per raggiungere il punto di ricarica più vicino, prenotazione e pagamento di aree di sosta, passaggio alla bicicletta elettrica in base alle condizioni del traffico. Queste evoluzioni sono potenzialmente visibili in tutte le megalopoli del mondo.
È per questo motivo che Bosch considera la connettività nel settore automotive un mercato globale. I clienti e le case auto di tutto il mondo stanno imparando come mettere in rete un’auto. Per esempio, i veicoli automatizzati e connessi sono in grado di migliorare il flusso del traffico dell’80% o di garantire una mobilità sicura e confortevole alle persone più anziane. Inoltre, gli studi condotti suggeriscono che il numero degli incidenti stradali mortali potrebbe ridursi addirittura del 90% con l’avvento di veicoli sempre più automatizzati. Bosch, negli sforzi che sta compiendo per collegare le auto a internet, mantiene un dialogo costante non solo con le case auto di tutto il mondo, ma anche con aziende innovative di altri settori che operano in Europa, Nord America e Asia.
Alessandro Ferri










































