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LE OCCHIALERIE RANDAZZO E LA «VISIONE» ECOLOGICA

Optissimo - impatto zero

Attenzione estrema ai consumi elettrici, gestione oculata dei rifiuti speciali e riduzione dell’emissione di anidride carbonica, questa, in sintesi, la «ricetta miracolosa» con cui il gruppo Randazzo – ben noto per la presenza capillare di negozi di occhiali sul territorio nazionale – ha messo in pratica con il progetto «Impatto Zero»

 

•• «Impatto Zero»: così si intitola il progetto di ottimizzazione delle risorse energetiche avviato dalla Randazzo nel 2010 e destinato a coinvolgere gradualmente tutti i 189 negozi della propria rete, coi marchi «Optissimo» e «Corner Optique». Le linee di attività in cui si articola il progetto sono funzionali a ristrutturare i negozi, facendoli diventare dei veri e propri «eco-store»: fino a oggi ne sono stati aperti al pubblico oltre venti.

La nuova filosofia ecologica di Randazzo è quindi presente a Roma, Palermo, Ancona, Parma, Bari, Agrigento, Pomezia, Piediripa, Rubano, Novate Milanese, Lugagnano, Trapani, Marsala, Alcamo, Casamassima, Biella e Lugagnano.

Ma come si articola il progetto «Impatto Zero»? E come sono valutabili le varie azioni che lo compongono? L’Azienda fondata a Palermo nel 1880, e diffusasi da tempo in tutto il territorio nazionale, ha scelto di investire nella salvaguardia dell’ambiente e incoraggiare azioni di responsabilità sociale, nell’obiettivo di ridurre i costi aziendali.

 

Il percorso tracciato dal Cavaliere del Lavoro Angelo Randazzo oggi prosegue nell’attività dei figli, Agostino, Paola e Marina, titolari del Gruppo Randazzo-Optissimo
Tutto ciò ha comportato, innanzitutto, l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate nei punti vendita: dove l’illuminazione avviene con faretti dicroici e a Led, e gli impianti di condizionamento sono dotati di sistemi VRS, con regolazione di assorbimento dei consumi energetici. Pavimenti, colori e arredi sono realizzati in materiali riciclati ed ecosostenibili, come plastica, vetro e carta. Sono poi state completamente razionalizzate le dotazioni informatiche: tutti gli apparati, dalla stampante al PC, sono rigorosamente di classe A+.

Per quanto riguarda l’erogazione dell’energia, Randazzo ha stipulato un accordo con il gestore E.On per la fornitura di energia «verde» certificata, proveniente da fonti rinnovabili, su tutti i punti vendita del Gruppo. Una scelta che, da sola, ha evitato l’emissione nell’ambiente di 12mila tonnellate di anidride carbonica. Sul piano strettamente finanziario, i risultati di tale virtuosismo non hanno tardato a manifestarsi: ogni punto vendita ha visto ridurre considerevolmente i propri costi di gestione, fino a 12mila euro annui. Il consumo medio di elettricità si è ridotto del 6,5%, e quello totale su tutta la catena di negozi del 2,8%.

 

Optissimo Drasticamente rinnovata, nei laboratori di lavorazione delle lenti, la procedura di smaltimento dei rifiuti: in ogni eco-store è stato installato un nuovo sistema di filtraggio, brevettato dall’azienda e denominato «filtro box», che permette la riduzione dei fanghi di molatura e del consumo d’acqua durante la lavorazione delle lenti, oltre a minori costi di manutenzione. Nel biennio 2010-2012, grazie anche al «filtro box», l’emissione di rifiuti speciali (che comporta elevati costi di smaltimento) si è ridotta di quasi il 40%. E nello stesso periodo, grazie alla digitalizzazione progressiva dei documenti (senza quindi stamparli) la Randazzo ha salvato, ogni anno, quasi 63 alberi: ognuno di essi assorbe mediamente 40 kg di CO2, per un totale di 2.500 kg. Un risultato possibile anche grazie all’implementazione della raccolta differenziata: nel 2012 la sola sede centrale, a Palermo, ha riciclato 25 tonnellate di carta e cartone. Il progetto «Impatto Zero», infine, non poteva non coinvolgere direttamente anche i dipendenti che viaggiano per servizio. Il parco auto aziendale è stato così riconvertito in veicoli «ecocompatibili»: quindi a trazione elettrica, o full hybrid, o con motorizzazioni convenzionali, ma dotati di sistemi a efficienza energetica. Grazie a questa scelta, il risparmio di anidride carbonica immessa nell’aria è stato di 10 tonnellate per auto ogni 100mila chilometri.

 

Alessandro Ferri