Home Energia Edison contin...

Edison continua a proporre argomenti attuali sull’energia e la società

Una giornata intensa il 16 aprile, nella sede dell’Edison, a Roma, ricca di spunti, ricerca, approfondimenti su temi importanti e attuali che ci toccano direttamente: al mattino una conversazione sull’energia e la sera un finissage sulla figura della donna negli ambiti professionali, in una cornice di evoluzione, sviluppo e lotta

La conversazione della mattinata è stata aperta da Marco Margheri, Executive vice-President Sustainability dell’Edison, nella casa Edison, la casa «di chi vuole discutere di energia» che si muove in una dimensione digitale di innovazione e che chiude un ciclo che era stato aperto a dicembre con la splendida mostra dei data design. “Bisogna guardare ai fatti nel mondo dell’energia e i fatti riguardano la lotta ai cambiamenti climatici”. L’energia rinnovabile avanza, guidata dalla tecnologia, e avanza in termini qualitativi e quantitativi, in una transizione digitale che modifica il comportamento e comporta un cambiamento culturale. Ha preso poi la parola Marinella De Focatiis, nel suo doppio ruolo legale presso Edison e di Segretario di AIDEN e EEFLA, associazioni sul diritto dell’energia che hanno lo scopo di tutelare gli attori del mercato, e che ha inquadrato il tema dell’energia nell’ambito della cultura giuridica come importante strumento per comprendere le regole.

E si parla blockchain. Ce lo chiede Luigi Gabriele, Public Affairs Adiconsun: “Chi di voi sa cosa è la blockchain?” E pochi di noi alzano la mano. Così ce lo spiega lui, con le sue immagini di cartone animato, che ci portano nell’isola di Iap, nella Micronesia, con dei personaggi con la gonnellina di paglia e l’anello al naso. La moneta di scambio è una pietra grossa che poggia per terra, che ha un valore titolare e monetario: la comunità sa a chi appartiene e quanto vale. Le parole che accompagnano la blockchain sono fiducia, trasparenza, condivisione e «competizione» nel raggiungimento di un risultato. A ciò si aggiunge la crittografia, l’immutabilità dei dati e delle informazioni nel tempo e la decentralizzazione. Seguono i dettagli con Valeria Palmisano, Responsabile Relazioni Istituzionali con l’Unione Europea in Edison S.p.A., Gilberto Nava, Chiomenti, Lorenzo Parola, Gruppo Paul Hastings, Francesca Benatti, Università degli Studi di Padova, ognuno con inquadrature e informazioni specifiche sull’argomento: l’idea della catena di blocchi che contengono ciascuno più transazioni risale al 2008 e si riferisce a Satoshi Nakamoto, che non è uno scienziato pazzo, ma uno pseudonimo dietro cui si nascondono uno o più informatici. Considerando che una qualsiasi transazione, nel mondo reale e sul web, necessita di «una terza persona di fiducia» a garanzia dello scambio, la blockchain nasce per eliminare l’intermediario, cioè la banca, permettendo di effettuare operazioni criptate completamente anonime; quindi i dati di una transazione non sono memorizzati in un solo pc, ma su più macchine collegate tra loro, i «nodi». Nel sistema cui siamo abituati sono le banche che verificano e garantiscono una qualsiasi transazione, in una blockchain l’intermediario è sostituito da un protocollo di comunicazione in grado di certificare, approvare e archiviare le transazioni che avvengono all’interno della «catena». Applicata al mercato dell’energia le blockchain potranno trasformare i sistemi di distribuzione dell’elettricità e quelli dei combustibili fossili in gigantesche reti decentrate, ma integrate. Ed è proprio nel mercato elettrico che si potrebbe avere l’applicazione più rivoluzionaria, di pari passo con la crescita del fotovoltaico domestico: una rete integrata a livello mondiale con grandi e piccoli impianti di pannelli fotovoltaici, pale eoliche, concentratori solari termici, sistemi di accumulo e conservazione dell’elettricità, utenze industriali e domiciliari, con milioni di nodi interconnessi da cavi di tutte le dimensioni che interagiscono direttamente, e in cui si compra e si vende elettricità attraverso scambi intrinsecamente sicuri oltre tutte le frontiere. Sicuramente questa blockchain riserva potenzialità enormi.

Dopo una mattinata impegnativa, ci siamo allietati col Finissage dedicato al centenario dell’assunzione della «prima» ingegnere donna in Edison, Maria Artini. A validare le capacità professionali delle donne si sono susseguite, in un panel particolarmente vivace, donne che sono riuscite in ambiti non prettamente considerati adatti a una donna, come l’informatica e la fisica nucleare; ovviamente non adatti secondo gli stereotipi e i pregiudizi della nostra società, che tutt’oggi nel 2019 limitano e condizionano le scelte delle donne. Non mi pare importante riportare le esperienze di ognuna di loro, esperienze personali comunque di rilievo, credo che sia invece importante trasferire il messaggio d’insieme che hanno trasmesso, ognuna con le proprie lotte, e ognuna col proprio impegno, perché l’anello debole della catena è proprio questo: riuscire a fare sistema. Perché le donne possono tanto quanto gli uomini, e forse, proprio perché sempre annullate nella storia e dalla storia, anche di più, perché hanno dovuto per forza sviluppare, e mi permetto una nota personale di orgoglio femminile, doti come la sensibilità e la capacità a risolvere velocemente ogni problema, e a impegnarsi simultaneamente in diversi campi, insomma per usare termini moderni siamo «problem-solving» e «multi-tasking». Ma dobbiamo imparare a fare sistema, le une con le altre.

Ancora una volta, Edison ha trattato argomenti attuali e in modo accurato ed elegante. E la ricerca continua.

[ Stefania Romano ]