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EXPO 2015: la Smart City decolla… a Malpensa

Malpensa

Alessandro Ferri • Anche la Cargo City può diventare Smart. È stato firmato il protocollo per la realizzazione di una piattaforma informatica innovativa ed efficiente per la gestione delle merci in ambito aeroportuale. Il primo «aeroporto intelligente» italiano sarà operativo a gennaio 2015: ben prima dell’inizio dell’EXPO

Malpensa: un nome, una storia. Quella di uno degli scali aerei più importanti d’Europa inizia addirittura ben oltre un secolo fa. Si era, infatti, nel 1909 quando i costruttori Agusta e Caproni individuarono, nei pressi della Cascina Malpensa in provincia di Varese, lo spazio idoneo a sperimentare i loro velivoli. La realizzazione di alcune strutture militari, e la nascita di una scuola di pilotaggio fecero crescere di importanza l’impianto. Ma solo nel 1948 iniziano i collegamenti regolari per il trasporto passeggeri.

Nei decenni successivi Malpensa conobbe ulteriori modifiche: si dotò di una nuova aerostazione nel 1962, e la sua pista era la più lunga d’Europa, fino a diventare – nel 1960 i voli nazionali ed europei vennero spostati a Linate – lo scalo intercontinentale di Milano e del Nord Italia. Arriviamo così al 1998, anno del controverso progetto Malpensa 2000, che trasformò definitivamente Malpensa nel primo grande hub italiano. L’idea era quella di accentrare qui tutti i voli intercontinentali, facendo diventare tutti gli altri scali degli «spokes», ovvero semplici aeroporti di adduzione.

Malpensa

Anche Roma Fiumicino, secondo le menti alla base del progetto, avrebbe dovuto avere un ruolo secondario rispetto Malpensa. Come noto, le cose non andarono così: vi fu più di un politico che puntò i piedi, sostenendo – come se fossimo diventati di punto un bianco chissà quale potenza economica e finanziaria – che l’Italia poteva e doveva permettersi due grandi hub internazionali.

Il progetto Malpensa 2000 venne rivisto, e come sia andata a finire lo sappiamo. Malgrado gli ampliamenti e le dotazioni infrastrutturali stradali e ferroviarie – quest’anno è stato inaugurato il terzo satellite – le grandi compagnie come Alitalia e Lufthansa hanno abbandonato lo scalo che, complice l’aggressività delle compagnie low cost prima, e la crisi economica poi, ha conosciuto un consistente calo di movimenti, passati dai 24 milioni del 2007 ai 19 milioni del 2011.

Obiettivo finale: la smart region

A questi dati fa da contrappunto l’importanza del trasporto merci: l’aeroporto di Milano-Malpensa è lo scalo merci più grande d’Italia e, nel 2012, oltre 400mila tonnellate di merci sono transitate nell’area cargo. Il doppio di quante ne transitano sull’intero territorio nazionale. Un flusso in crescita costante, che tuttavia richiede rilevanti interventi infrastrutturali e tecnologici non più rimandabili, come la creazione di una piattaforma informatica che consenta l’integrazione e la condivisione delle informazioni tra tutti i soggetti interessati. Uno strumento certamente utile per fronteggiare il più che prevedibile intensificarsi delle movimentazioni delle merci, atteso dal 1° maggio 2015, quando avrà inizio l’EXPO 2015.

Malpensa

Ed è proprio con il Protocollo «Malpensa-Smart City delle Merci», siglato lo scorso 19 dicembre a Palazzo Lombardia dal Presidente della Regione, Roberto Maroni, dal Presidente di Sea S.p.A., Pietro Modiano, da quello di Anama, Marina Marzani, e di Assohandlers, Simone Marini, che si è avviata la fattibilità per la realizzazione dell’«ecosistema digitale aeroportuale». Un ecosistema che, rispettando il crono programma, entrerà in funzione nel gennaio del 2015: tra poco più di un anno, e con considerevole anticipo sull’inizio dell’Esposizione Universale. Le sue effettive potenzialità nella riduzione dei tempi di processo, e nella semplificazione delle operazioni, potranno così venire testate a dovere.

Entro la primavera del 2014 verrà definita, in base al progetto, una road-map e la definizione della struttura di sistema, con l’individuazione e lo sviluppo di software e hardware, il collaudo e il rilascio della piattaforma informatica.

Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha voluto sottolineare: “Siamo interessati a favorire lo sviluppo di Malpensa, che ha circa il triplo di volume di traffico merci rispetto a Fiumicino, e di tutto il sistema aeroportuale lombardo, costituendo così un polo centrale per la Lombardia. Le nostre attività dovranno intensificarsi in vista di EXPO e, infatti, questo protocollo «Malpensa-Smart city delle merci» entrerà in funzione nel gennaio 2015, proprio per essere pronto prima di EXPO, e potrà diventare un modello, che poi potrà essere utilizzato in altre realtà“.

Malpensa

L’assessore al Commercio, Turismo e Terziario della Regione Lombardia, Alberto Cavalli, ha già avviato un’azione sperimentale di semplificazione delle procedure, concertando con la componente della Pubblica Amministrazione una serie di procedure che consentiranno di contrarre i tempi di ispezione e di sdoganamento fino al 50%: “Nostro obiettivo di lungo termine è la creazione di una vera e propria smart region“.

Il protocollo ha quindi lo scopo di far diventare Malpensa la città intelligente dei cargo, in modo che gli operatori, la società che gestisce Malpensa e i vettori abbiano “le informazioni sufficienti per ridurre i tempi e abbattere i costi, a tutto vantaggio del sistema cargo di Malpensa“.

L’EXPO si concluderà il 31 ottobre, ma la partita dell’aeroporto intelligente sarà ancora tutta da giocare: perché l’obiettivo di lungo periodo è far diventare Malpensa un’infrastruttura attrattiva per gli operatori che ancora non si servono di Malpensa. Vi sono ogni anno oltre 500mila tonnellate di merce, che hanno origine dall’Italia o che sono destinate al nostro Paese, che però utilizzano altri aeroporti europei. Tutto questo causa una perdita di quasi 5 miliardi di euro, tra ritardi ed inefficienze nel nostro sistema di import-export. Una perdita da recuperare al più presto: perché la «crescita», nel senso più nobile del termine, consiste anche nell’investire in nuove infrastrutture, in grado di far crescere il sistema. Per molti la crisi si sconfigge anche così. Per altri, invece, questo è l’unico modo di intervenire.

Alessandro Ferri