Un traguardo che racconta il successo di un grande impegno e conferma la potenzialità del vettore idrogeno, protagonista della transizione energetica nel nostro Paese
H2IT, l’Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, ha raccolto nel 2005 la sfida di un futuro sostenibile puntando sul vettore idrogeno. Una scelta giusta, confermata oggi dal traguardo raggiunto: il superamento dei 100 soci, tra grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università. A sostenere questa strada l’elaborazione in Italia di una Strategia Nazionale per l’idrogeno e i 3,64 miliardi di euro previsti dal PNRR, oltre che la politica di sostegno europea.
Cartina tornasole del successo dell’idrogeno, dunque, è H2IT che dal 2019 ad oggi ha quadruplicato il numero degli associati ponendosi quale punto di riferimento tra gli addetti ai lavori del settore e proponendosi da ponte tra questi e il mondo politico, economico e dell’informazione.
Conferma il successo dell’idrogeno anche l’Osservatorio H2IT, secondo cui tutte le aziende associate ad H2IT si aspettano un aumento del giro d’affari in 3 anni, con fortissime ripercussioni sull’occupazione. Rallenta il corso positivo di sviluppo della filiera la mancanza di personale qualificato, il che impone uno sforzo maggiore per eliminare le criticità del comparto.
Tra queste, anche l’assenza di un quadro normativo chiaro, indicato dal 60% del campione come la priorità assoluta da seguire. Per questo già nel 2016 l’Associazione, particolarmente attenta a questa problematica, ha supportato i Ministeri competenti nell’elaborazione del «Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno» (aggiornato poi nel 2019) e stretto, nel 2018, una collaborazione con il Ministero dell’Interno per la stesura della «Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione». Inoltre, Nel 2021 H2IT ha incontrato più volte i decisori politici, esponendo le proprie indicazioni per il PNRR durante un’audizione alla Camera dei Deputati. Alla fine, il Piano ha dedicato 3,64 miliardi di euro allo sviluppo di filiere per la produzione, distribuzione e usi finali dell’idrogeno: un grande successo che non deve rimanere isolato.
H2IT punta anche al rafforzamento del network di aziende e centri di ricerca attivi nel mercato dell’idrogeno, con l’obiettivo di renderlo maturo e decisivo per la rivoluzione ecologica nel nostro Paese. Necessario, in questo caso anche il supporto all’innovazione per realizzare prodotti e servizi indispensabili per la crescita del settore. Anche in questo senso va letta la collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, per il progetto INNOVAHY, un’iniziativa volta a favorire il percorso di sviluppo di PMI innovative e startup del settore idrogeno.
“Il grande risultato che celebriamo oggi premia oltre 15 anni di duro lavoro da parte dell’Associazione – ha commentato Alberto Dossi, Presidente di H2IT. Quando l’avventura di H2IT è iniziata l’idrogeno non compariva nelle agende degli organi competenti. Ora, la rotta intrapresa dalle istituzioni europee ed italiane conferma finalmente l’importanza della filiera per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Ma abbiamo bisogno di farla crescere facendo sistema, parlando con un’unica voce in grado di sostenere al meglio gli sforzi di tante aziende, grandi e piccole, italiane ed internazionali. Desidero ringraziare le 100 importanti realtà del settore che ci hanno dato fiducia e che hanno trovato tutto questo proprio in H2IT. Ma non ci fermiamo qui: continueremo nel nostro impegno per eliminare le criticità che impediscono lo sviluppo della filiera dell’idrogeno, dialogando con la politica, la società civile e tutte le imprese che vorranno conoscere una delle chiavi della transizione energetica”.
[ Redazione PROTECTAweb ]










































