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XIV Conferenza nazionale per l’efficienza energetica degli Amici della Terra

Nell’appuntamento annuale dell’associazione ambientalista una attenta analisi del settore energetico stretto tra problematiche complesse con uno sguardo su politiche strategie e tecnologie atte a favorire la transizione. Domani la seconda giornata conclusiva presso Palazzo Baldassini      

Il tema di questa edizione è «L’insostenibile prezzo dello spreco» e domani sera avremo i dati finali.

La Presidente degli Amici della Terra, Monica Tommasi, aprendo i lavori della XIV Conferenza nazionale per l’efficienza energetica, presso Palazzo Baldassini a Roma, ha tenuto a sottolineare: “Abbiamo stimato che, negli ultimi anni, con una maggiore produzione annua nazionale di 10 miliardi di m3 di gas naturale, si sarebbero evitate a livello globale emissioni climalteranti per circa 3 milioni di tonnellate annue di CO2 equivalente indotte dai consumi dell’Italia.

Un dato che stride con l’efficacia di 15 anni di sussidi alle rinnovabili elettriche intermittenti che hanno portato un approvvigionamento nel 2021 di solo il 3,4% dei consumi finali di energia. Si tratta di 1,79 Mtep di eolico e 2,14 Mtep di fotovoltaico. Uno sforzo che si è rivelato inutile di fronte all’emergenza. che, anche in Germania, il programma Energiewende, con i maggiori investimenti in Europa nello sviluppo di nuove rinnovabili, rivela ora la propria incapacità di alimentare in modo adeguato l’economia tedesca, tanto da rendere indispensabile l’ampliamento di nuove estese miniere di lignite a cielo aperto e di un conseguente rialzo di emissioni, anche quelle dannose per il clima come evidenziato nel report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia «Energy efficiency 2022» dello scorso 2 dicembre. Il Report evidenzia come a livello internazionale, la reazione alla crisi mondiale dei prezzi energetici legata alla guerra, ha comportato un forte aumento degli investimenti in efficienza energetica (+16% rispetto al 2021). Ciò, secondo la IEA, ha prodotto una conseguente accelerazione del tasso di miglioramento dell’intensità energetica globale che, nel 2022, dovrebbe raggiungere il 2% quadruplicando il suo valore dopo essere rimasto fermo a 0,5% negli ultimi anni (vedi grafici sotto riportati). 

► Slide_Amici della Terra_XIV edizione   «L’insostenibile prezzo dello spreco» Servono nuove politiche europee e italiane per garantire sicurezza energetica e decarbonizzazione

Questi dati confermano che, anche in Italia, questo è il momento mettere in campo strumenti adeguati di promozione dell’efficienza energetica per sostenere famiglie e imprese che si stanno orientando a investire per ridurre gli sprechi di energia, piuttosto che continuare a impegnare risorse pubbliche negli aiuti a pioggia indifferenziati contro il caro bollette. In questo modo, il Paese potrebbe fare dei passi in avanti strutturali verso la riduzione dei costi energetici, la sicurezza energetica e gli obiettivi di decarbonizzazione recuperando il ruolo prioritario della promozione dell’efficienza energetica che è stato formalmente riconosciuto dalla UE con l’assunzione del principio «efficiency first» e che, poi, è rimasto sulla carta rispetto allo sbilanciamento sostanziale dell’impostazione dell’European Green Deal e del pacchetto «Fit for 55» verso rinnovabili elettriche intermittenti, mobilità individuale elettrica e idrogeno. A questo proposito, salutiamo con favore che il Ministro Pichetto Fratin nelle sue linee programmatiche abbia annunciato l’intenzione di semplificare le procedure di accesso ai «Certificati Bianchi», che costituiscono uno dei pochi strumenti per promuovere e misurare riduzioni reali delle emissioni e risparmio di risorse e che negli ultimi anni sono stati fatti deperire fin quasi all’esaurimento. A nostro parere un rilancio di questo strumento potrebbe beneficiare anche delle modifiche introdotte al regime UE degli aiuti di stato nell’attuale fase di crisi economica e energetica”.

La prima giornata con i vari interventi

Amici della Terra ha affrontato quindi la necessità di avere una visione politica che guardi oltre alle ideologie e valorizzi il know-how già presente e virtuoso nella industria italiana, dando spazio all’efficienza, al risparmio e all’innovazione tecnologica.

Vinicio Giuseppe Guido Peluffo, Deputato Partito democratico, membro della X Commissione, Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati intervenuto ai lavori sottolinea l’importanza di un approccio bipartisan che guardi ai risultati: “Non penso che il tema sia quello del posizionamento dei diversi partiti ma deve essere rispetto le scelte di fondo di questo Paese. Su questo ci deve essere un approccio e una dialettica diversa. Per esempio in Commissione Attività produttive insieme alla Commissione Ambiente proporremo un’indagine conoscitiva che guardi da vicino i risultati e il rapporto costi benefici di quelli che sono stati gli investimenti in materia edilizia e i benefici da un punto di vista dell’impatto ambientale. Ecco torniamo a guardare da vicino i numeri e su questo impostiamo le scelte”.

Azioni in grado di fornire gli strumenti per un ambientalismo concreto che guardi alla tutela di energia, materie prime e prodotti agroalimentari, in risposta alla crisi climatica e ad azioni lesive della Russia come di altri Paesi. Una realtà portata dalla globalizzazione e su cui l’intero mondo occidentale si deve confrontare per potersi affrancare come Europa e come Italia.

Per farlo bisogna porsi alcune domande. Guardare alla tecnologia o all’efficacia e quindi alla velocità di ridurre le emissioni come sottolinea Chicco Testa, Chairman at Carbon Credits Consulting, intervenuto ai lavori.

È necessario valutare se abbiamo materie prime sufficienti per la transizione, come ci ricorda Giovanni Brussato, ingegnere minerario degli Amici della Terra.

Senza contare che non bisogna sottovalutare quanto sta accadendo nelle politiche estere in cui gli Stati Uniti d’America stanno utilizzando il basso costo di produzione di energia e di incentivi per attirare aziende dall’estero. Un’azione ai limiti del commercio sleale ma con cui bisogna confrontarsi quanto prima, rimarca il giornalista del Corriere della Sera Federico Fubini.

La XIV Conferenza organizzata dagli Amici della Terra ha quindi affrontato con diversi stakeholder istituzionali e del comparto industriale la necessità per il sistema Paese di approcciare a una visione politica che guardi oltre alle ideologie e valorizzi il know-how già presente e virtuoso nell’industria italiana. Tutti segnali che sembrano essere raccolti dalla classe politica attualmente al Governo con il rilancio delle estrazioni nazionali di gas che, come evidenziato, ha un impatto minore in atmosfera rispetto alla sua importazione. L’impegno per i biocombustibili, l’economia circolare e l’uso dei termovalorizzatori. Tutti argomenti all’ordine del giorno nel prossimo PNIEC, Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima.

Azioni che devono guardare alla filiera nel suo complesso e valorizzare il know-how presente in Italia come la filiera del gas, come ha espresso Andrea Arzà di Assogasliquidi, in occasione della prima giornata.

Andrea Arzà [ Presidente Assogasliquidi-Federchimica ]

“Decarbonizzare non vuol dire elettrificare tutto, perché l’industria italiana del gas ha già investito molto e molto altro investirà per rendere i propri prodotti sempre meno impattanti in tema di emissioni. Noi ci stiamo dando da fare essere sempre più ambientalmente virtuosi. Lo eravamo già a proposito delle polveri sottili e oggi con il bioGPL, i prodotti rinnovabili quali il dimetiletere ed il bioGNL siamo tra i settori più virtuosi dal punto di vista ambientale. E già solo per questo al 2026, quando in Europa si valuteranno i primi risultati delle politiche comunitarie in materia di energia, si dovrebbe molto riflettere su questa circostanza. Ma se ciò non bastasse, ricordiamoci anche un altro tipo di impatto – forse ancora più immediato – sulla società a causa della scelta di eliminare il motore endotermico: interi settori dell’industria italiana ed europea verrebbero completamente eliminati con conseguente perdita di PIL e di posti di lavoro. A questo si devono aggiungere anche le conseguenze sulla mobilità: molte persone che non possono permettersi l’acquisto di un’auto elettrica non potrebbero più muoversi. Queste sono le tante questioni che chi governa in Europa dovrebbe valutare. Auspichiamo il massimo sostegno da parte del Governo italiano su questi temi a sostegno delle eccellenze industriali italiane e per un processo di decarbonizzazione inclusivo e giusto”.

Filiera che va dalla costruzione alla produzione e che può vedere una facile collocazione grazie al biogas. Per farlo però, rimarca la Direttrice Generale di Proxigas Marta Bucci, è necessario lavorare affinché l’Europa non vieti insindacabilmente alcune tecnologie come i motori endotermici, scelta che bloccherebbe lo sviluppo anche dei gas green.

Nel pomeriggio le voci dell’industria italiana hanno presentato buone pratiche di efficienza energetica del sistema paese, di seguito i principali abstract degli interventi:

Claudio Palmieri [ Gruppo Hera ]

“Il lungo percorso delle imprese verso la carbon neutrality vede l’efficienza energetica come pilastro fondamentale ed imprescindibile, anche se a nostro parere non tenuto in sufficiente considerazione del quadro degli interventi del PNRR. Lo strumento incentivante più importante del nostro Paese per l’efficienza energetica è il meccanismo dei certificati bianchi, il quale si trova ora in una fase cruciale del suo lungo percorso (oltre 15 anni) in considerazione della prossima uscita del nuovo decreto sulle aste. Questo nuovo strumento dovrebbe consentire la ripresa del sistema grazie alla liquidità aggiuntiva portata dall’attivazione di progetti capital/intensive non intercettabili dal segnale di prezzo della borsa; fondamentale sarà il disegno di uno schema che riversi i nuovi volumi di TEE all’interno della borsa regolamentata. Sempre nel decreto sulle aste, sarebbe importante definire nel dettaglio anche le regole di funzionamento del meccanismo di stabilità (introdotto nel decreto del 2021), in modo da permettere al regolatore di intervenire con azioni correttive in caso di eccessiva destabilizzazione dei prezzi, con tempestività e nel contesto di regole trasparenti, senza la necessità di pubblicazione di nuovi decreti. Meccanismo ad aste con basi d’asta calibrate su specifiche tecnologie, sinergia con la borsa GME, e attivazione del meccanismo di stabilità, hanno sicuramente il potenziale di rilanciare il sistema riportandolo al centro della politica energetica nazionale”. 

Federico Musazzi [ Assoclima ]

“Il settore delle costruzioni, e all’interno di questo il comparto dell’impiantistica, sta acquisendo sempre più peso nella determinazione degli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione europea. La pandemia prima e il conflitto in Ucraina dopo hanno reso ancor più evidente la necessità di attuare la transizione energetica, sia per tutelare il pianeta e ridurre le dipendenze ma anche per sostenere importanti filiere economiche. Il dibattito in corso, quindi, riguarda il come poter accelerare sui tempi e investire sui settori a più alto potenziale. In questo senso la climatizzazione esprime un’industria di assoluta eccellenza, che da decenni sta perseguendo la strada del green con prodotti sempre più evoluti e performanti. L’intervento traccerà una panoramica sintetica di come le aziende produttrici di tecnologie si stanno muovendo e quali sono le principali sfide in corso per il «mondo» elettrico e quello gas, apparentemente in contrapposizione ma in realtà sinergici”.

Gianfranco DeFeo [ Micropyros (Gruppo Fiorentini) ]

“Il Power to Gas, in tutte le sue estensioni da Power to Hydrogen a Power to Methane, è una chiave di volta nella transizione energetica e in particolare per la convergenza energetica. Nonostante i vantaggi ampiamente accettati e condivisi, a oggi solo poche installazioni reali sono state costruite nel mondo, specialmente nel campo del Power to Methane. Partendo da questa osservazione, il team di MicroPyros, ha condotto uno studio che esamina una città di medie dimensioni come se fosse una comunità energetica indipendente. La ricerca ha riguardato una città europea, con una comunità 40 mila abitanti e con un buon mix di industrie, utenze residenziali e commerciali e con un sistema di generazione energetica rinnovabile diversificato. Per l’elaborazione della significativa quantità di dati è stato creato un modello matematico apposito. Nello studio l’intera città è stata analizzata profilando i consumi di utenti residenziali, utenti commerciali e utenti industriali. Infine, è stato creato un profilo giornaliero, espresso in MWh omogenei per generazione di energia, prelievi e relativi scostamenti dando evidenza di importanti benefici se gestito a livello olistico. Numericamente l’energia ulteriormente recuperabile, su base annua teorica, è stimabile intorno a 5 GWh ovvero la possibilità di alimentare quasi totalmente a biometano il trasporto urbano. La soluzione data dalla biometanazione con la sua caratteristica peculiare di passare da zero a piena potenza in pochi minuti la rende ideale per applicazioni a funzionamento discontinuo. Ambientalmente, un ulteriore fattore è che, mentre si produce Green CH4 con l’elettricità in eccesso, è possibile assorbire la quasi totalità della CO2 rilasciata dal sistema biogas a abbinati agli impianti di depurazione acque e di trattamento FORSU. Il progetto SynBioS in corso di realizzazione da parte del gruppo Hera con tecnologie Pietro Fiorentini, Micropyros e Hyter rappresenta uno dei primissimi casi a livello mondiale di impianto Power to Methane su base commerciale”.

Giuseppe Perrone [ Enibioch4in ]

  • “Nella presentazione affronterò un primo tema che riguarda gli aspetti ambientali del biometano evidenziando quali sono i principali benefici, i settori che generano maggiori emissioni di CO2 ed un confronto sulle emissioni di un’auto alimentata dai vari tipi di combustibili posizionando quelle relative al biometano.
  • Successivamente proporrò una slide nella quale si spiega il razionale dell’ingresso di Eni nel mondo del biometano evidenziando gli aspetti di obbligo e le opportunità che si presentano.
  • Presenterò poi alcune slide sulla normativa vigente PNRR con gli investimenti, PNIEC con gli obiettivi e nuovo decreto sul biometano in confronto con quello del 2018.
  • Infine descriverò le modalità di governance che Eni intende proporre agli attuali produttori di biogas vs la produzione di biometano”.

Lorenzo Spadoni [ AIRU ]

“Il Teleriscaldamento di quarta generazione è un sistema estremamente efficiente per recuperare l’energia di scarto ed il calore rinnovabile disponibile sul territorio e può giocare un ruolo cruciale nella transizione energetica e nella decarbonizzazione del riscaldamento civile, settore tra i più energivori del panorama energetico. Lo sviluppo dell’intero potenziale (definito dal Politecnico di Milano e dal Politecnico di Torino nell’ambito di uno studio congiunto promosso da AIRU), ridurrebbe di 2,2 miliardi di Sm3 le importazioni di gas dell’Italia ed eviterebbe l’emissione in atmosfera di 5,7 milioni di tonnellate di CO2. Per mettere a terra questo potenziale sono necessari importanti investimenti in infrastrutture per il recupero, il trasporto e la distribuzione del calore. Purtroppo fino ad oggi i segnali che vengono inviati al mercato sono stati incoerenti e contraddittori, oltre che penalizzanti nei confronti dei clienti (aliquote IVA, Superbonus, carenza di incentivi). Questi aspetti, non determinano le condizioni ottimali per attrarre investimenti in un settore capital intensive, che necessita di pianificazione e di condizioni stabili su tempi medio-lunghi. Il rischio è di sprecare una grande opportunità, che viene invece colta in molti altri Paesi europei che hanno messo il teleriscaldamento al centro della transizione energetica delle loro città”.

Marco Farina [ A2A ]

“La produzione di biometano da matrici organiche, siano esse la frazione organica dei rifiuti urbani (FORSU) o i sottoprodotti/scarti agricoli o dell’industria alimentare, costituisce una notevole opportunità e contemporaneamente una grande sfida per il Paese per incrementare la quota rinnovabile della produzione energetica e per ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas naturale. Secondo il report «Cernobbio 2022» il potenziale di produzione di biometano ammonta a 6,3 miliardi di m3 pari al 9% delle importazioni di gas naturale nel 2021 (o pari al 22% delle importazioni 2021 dalla Russia). La sfida coinvolge molteplici attori, dalle multiutility agli enti regolatori, alle autorità locali per gli iter autorizzativi, alle società di trasporto e distribuzione del gas naturale. Verranno descritti gli elementi principali delle tecnologie di produzione di biometano fornendo esempi di recenti realizzazioni impiantistiche”.

Marco Golinelli [ Wärtsilä ]

“Le crisi ci obbligano a guardare il mondo in modo diverso e questa guerra, al netto di tutto l’orrore che porta con se, ha evidenziato un problema di sicurezza energetica e di costi. A noi il compito di proporre soluzioni che tengano conto di questi problemi ma con l’obbiettivo ultimo di perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione che il Paese si è dato. Wärtsilä da sempre lavora per realizzare impianti di generazione distribuita e cogenerazione efficienti e flessibili per supportare la transizione verso sistemi energetici sicuri e sostenibili. E da sempre sviluppa sistemi flessibili dal punto di vista dei combustibili, certa che la transizione passi attraverso quelli che chiamiamo future fuels. La XIV Conferenza per l’efficienza energetica sarà occasione per rifare il punto e condividere un percorso di reale transizione energetica sostenibile per l’economia e la società”.

Domani il dibattito continuerà affrontando sia i temi relativi a efficienza e salubrità dell’aria, vista guardando all’integrazione di diverse tecnologie, sia ad alcuni dati concreti che permettono di inquadrare con chiarezza dei must sulla Strategia nazionale per il metano che il nostro Paese si è impegnato a presentare.

Hanno partecipato – in ordine di intervento – in questa prima giornata:

Alessandro Blasi, IEA;

Gilberto Dialuce, Presidente Enea;

Giuseppe Zollino, professore Università Padova;  

Diego Gavagnin; Lorenzo Giussani, Direttore business unit generazione trading A2A;

Claudia Squeglia, public affairs senior vice-President Eni;

Cristian Aquistapace executive vice-President business unit enviroment&efficiency Snam;

Marta Bucci, Direttrice Generale Proxigas;

Chicco Testa, editorialista e manager;

Andrea Arzà, Presidente Assogasliquidi;

Marco Gay, Presidente Confindustria Piemonte;

Federico Fubini, giornalista Corriere della Sera;

Giovanni Brussato, ingegnere minerario Amici della Terra;

Gianni Rosa, senatore Fratelli d’Italia, vice-Presidente 8a Commissione Ambiente.

Stefano Clerici, Direttore CESEF;

Marco Imparato, Direttore Applia;

Federico Musazzi, Segretario Generale Assoclima e Assotermica;

Gianfranco DeFeo, Amministratore Delegato Micropyros BioEnerTec (Gruppo Fiorentini);

Paola Brunetto, Responsabile business unit idrogeno Enel Green Power;

Giuseppe Perrone, Presidente di Enibioch4in;

Lorenzo Spadoni, Presidente AIRU;

Claudio Palmieri, Energy manager Hera;

Marco Farina, valutazione e sviluppo progetti A2A;

Marco Golinelli, Direttore energy solution Wärtsilä Italia;

Luca Squeri, Deputato Forza Italia, Segretario X Commissione – Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati;

Vinicio Giuseppe Guido Peluffo, Deputato Partito Democratico, membro X Commissione – Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati.

[ Redazione PROTECTAweb ]

Ph. Giorgio Maiozzi/Uthopia