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Blockhaus: il legno sostituisce il muro

Relais Incantico: nel parco del Monte Subasio. La struttura si ispira all’architettura dell’isba, tradizionale abitazione rurale russa costruita con tavole di legno e tronchi d’albero, nella quale ricreare uno spazio dove raccogliersi e dedicarsi alla meditazione

Dall’antico al moderno grazie all’innovazione nel rispetto della tradizione, un must per Rubner Haus

L’uomo ha convissuto – sin dalle sue origini – con il legno, inizialmente sotto forma di rami e frasche trasformati nel corso del tempo in tronchi e travi con cui costruire prima rifugi e poi abitazioni caratterizzate dall’utilizzo di un sistema che, affinamento dopo affinamento, sarebbe arrivato a chiamarsi Block.

In origine erano le dimensioni dei tronchi a determinare quelle della casa ed è proprio all’età del bronzo che si fanno risalire i primi edifici in struttura Blockhaus.

Uno degli esempi più noti del sistema Blockhaus è stata Shōsō-in, la casa del tesoro del Tōdai-ji a Nara, in Giappone che – costruita nell’VIII secolo – presentava pareti formate per impilamento di travi generalmente triangolari incastonate agli angoli, senza pilastri verticali, con un pavimento soprelevato su palafitte.

Lo Shōsō-in ha accolto durante i secoli i tesori imperiali offerti al tempo dall’imperatore Shōmu, opere d’arte inestimabili del Giappone e di tutta la via della seta ed è considerato il museo più antico del mondo.

Dal settimo al ventesimo secolo e dal Giappone all’Europa: nel 1921, Adolf Sommerfeld acquistò il legname di una nave in disarmo che, una volta tagliato, servì per la costruzione dell’omonima «Casa Sommerfeld» la cui realizzazione venne affidata ai laboratori artistici del Bauhaus.

Dopo un periodo di abbandono, a partire dal 1960 la costruzione in legno ha registrato una rinascita grazie ad un gruppo di giovani architetti come Hans Purin, Rudolf Wäger, Jakob Albrecht, Gunter Wratzfeld e Leopold Kaufmann che con i loro progetti hanno portato una ventata di rinnovamento in un paesaggio alpino che il provincialismo locale stava trasformando in una sorta di «Heidiland» per turisti.

Casa Passalaqua in provincia di Foggia. Immersa nella natura pugliese e invasa dall’energia positiva della luce, è una villa unifamiliare basata sui principi della bioedilizia e a basso impatto ambientale

La costruzione in legno, oggi

Uno dei settori meno «teneri» nei confronti dell’ambiente è l’edilizia tradizionale: le costruzioni in muratura inquinano a monte del cantiere (si pensi alla produzione dei tondini, del cemento, degli additivi e via dicendo), nel cantiere stesso (trasporti, stoccaggi, lavorazioni, impasti, dispersioni e messa in opera) ed infine in caso di smaltimento della costruzione stessa a fine ciclo vita.

È chiaro che quando si abbandona il cemento per il legno il passo a favore dell’ambiente è assai consistente ma questo, pur se valido sotto il profilo etico e pratico, comporta comunque – anche se in assai minor misura – un impatto ambientale in funzione dei materiali non lignei utilizzati e delle eventuali dispersioni.

Nel caso di Rubner Haus l’antichissimo sistema costruttivo «Block», che nasce dalla sovrapposizione dei tronchi di legno, è stato reinterpretato senza fare alcun ricorso a giunti e parti metalliche grazie ad una tecnica produttiva e ad un sistema di montaggio basati su un innovativo studio dei sistemi di incastro.

Casa Maltempi, Castelpiano in provincia di Ancona. Una casa in legno costruita col sistema «Casablanca» fortemente voluta dai proprietari con lo scopo di ridurre il footprint ambientale e avere un’immediata sensazione di benessere

Questo nuovo sistema, denominato «Casablanca», è in pratica il sistema Blockhaus al rovescio che, giuoco degli incastri a parte, prevede una speciale lavorazione della superficie che rende la costruzione simile a una tradizionale casa in muratura; la parete esterna consiste infatti in listoni in legno di abete prodotti su misura che vengono sovrapposti uno sull’altro con doppio maschio e femmina come nel Blockhaus e giuntati a pettine sugli angoli.

Lo strato isolante, applicato esternamente, è costituito da fibra di legno pressata a bassa densità, rifinita con intonaco base e intonaco fine colorato, oppure in alternativa da tavolati per facciate. La superficie interna delle pareti può essere lasciata in legno a vista oppure intonacata.

Il risultato finale del sistema Casablanca è una moderna casa in legno massiccio, antisismica e senza collegamenti metallici che in più offre tutti i vantaggi derivanti dall’utilizzo del legno:

  • risparmio di tempo in cantiere grazie all’elevato grado di prefabbricazione;
  • risparmio energetico notevole (sino all’80%) rispetto alle case tradizionali grazie all’utilizzo di materiali edili ecologici, come il sughero e la fibra di legno;
  • elevati livelli di comfort bioclimatico anche grazie alla capacità del legno massiccio di regolare automaticamente l’umidità, assorbendola dall’ambiente quando in eccesso e cedendola nei periodi più asciutti;
  • sicurezza sismica e antincendio;
  • flessibilità nel progetto e nella conseguente personalizzazione;
  • minimi scostamenti tra preventivo e consuntivo.
Casa Pialorsi in provincia di Brescia. Costruita col sistema Blockhaus, è un’oasi di pace, recuperata rispettando l’ambiente e il territorio. La famiglia Pialorsi prova una grande serenità in questo luogo speciale, fuori dall’ordinario, immerso nel bosco

Vale anche ricordare che tutto questo è il risultato di un processo di affinamento iniziato oltre 50 anni e ben 25.000 case fa visto che quella attuale è la quarta generazione Rubner impegnata in un’azienda che utilizza legname – ovviamente certificato PEFC – proveniente in buona parte da boschi di proprietà gestiti in modo sostenibile e per il resto da boschi alpini.

[ Giovanni Notaro ]