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Impianti domestici: l’efficienza energetica comincia dall’acqua

L’acqua svolge un ruolo fondamentale, 24 ore su 24. Grazie ai prodotti BWT, che offrono un trattamento dell’acqua ottimale, è possibile proteggere gli impianti di riscaldamento e idrico sanitario della tua casa. Trattare l’acqua è un obbligo imposto dalle nuove normative e una scelta imprescindibile per chi desidera efficienza, sicurezza, risparmio economico e rispetto ecologico. La parola a BWT Italia, leader del settore del trattamento dell’acqua

A luglio 2015 è entrato in vigore il nuovo regolamento in tema di efficienza energetica negli edifici reso cogente dal decreto DMiSE 26.06.2015 «Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici» (supplemento Ordinario n. 39 della GU n. 162 del 15.07.2015). Tra i vari requisiti minimi legati all’efficienza energetica che l’edificio deve possedere, le nuove normative impongono anche l’obbligo di «correggere» l’acqua del circuito di riscaldamento e l’acqua dell’impianto sanitario.

Un impianto termico con un’acqua idonea funziona bene, è sicuro, fa risparmiare e inquina meno!

Nel decreto, all’All. 1 Capitolo 2.3 punto 5, il progettista o l’installatore, devono prevedere obbligatoriamente il trattamento dell’acqua a protezione degli impianti termici nuovi e riqualificati.

Adottando semplici accorgimenti è possibile risparmiare più del 20% della bolletta sull’acqua sanitaria e più del 10% della bolletta del riscaldamento. Dalle ultime valutazioni ISTAT le famiglie Italiane nel 2013 hanno speso oltre 42 miliardi di euro per consumi energetici, con una spesa media a famiglia paria a 1.700 euro.

In alcune zone si è arrivati a spendere anche oltre i 2.000 euro per riscaldare la casa e l’acqua. Più del 50% degli immobili in Italia ha oltre 40 anni di età e gli impianti in essi contenuti sono circuiti che contengono depositi, calcare e fanghi che ne diminuiscono drasticamente l’efficienza termica ed energetica. La conseguenza di queste problematiche è il dover sostenere una spesa più elevata rispetto a quella che sarebbe necessaria in condizioni di impianti che contengano un’acqua trattata («pulita!») e di qualità.

Se nell’impianto di riscaldamento si hanno dei termosifoni caldi solo per metà a causa della presenza di fanghi di corrosione che creano una vera e propria barriera allo scambio termico, si dovrà tenerli accesi il doppio del tempo per ottenere la temperatura desiderata in ambiente, disperdendo calore nei fumi di scarico, con conseguente spreco economico (figura 1).

Figura 1. Esempio di corrosioni che portano alla formazione di fanghi nei circuiti termici con perdita dell’efficienza energetica. I fanghi di corrosione danneggiano il funzionamento delle componenti installate negli impianti (ad esempio circolatori, valvole termostatiche, scambiatori di calore, ecc.). Le corrosioni diminuiscono gli spessori metallici con conseguenti pericolose perdite

Il calcare che si deposita nel circuito di acqua sanitaria funge da isolante termico sulle superfici delle componenti dell’impianto (scambiatore della caldaia, serpentini, ecc.). Di conseguenza, per riscaldare l’acqua alla temperatura desiderata si dovrà tenere accesa per più tempo la fiamma della caldaia e questo comporterà più sprechi, più inquinamento e più spesa (figura 2)

Figura 2. Il calcare è un forte isolante termico. Quando è presente negli impianti diminuisce drasticamente l’efficienza termica dello stesso. Il calcare è presente nelle nostre acque e precipita velocemente riscaldando l’acqua. Il calcare blocca gli scambiatori di calore impedendo il passaggio dell’acqua e il corretto scambio termico

Ci si può dunque ritrovare nella condizione di aver speso molto per installare, ad esempio, un nuovo generatore termico (caldaia, pompa di calore, ecc.) nell’impianto, ma alla fine dover constatare che funziona e consuma come quello «vecchio». 

Tecnologie e normative

Le nuove tecnologie che oggi vengono installate negli impianti termici sono progettate per garantire efficienza energetica. Questi sistemi, spesso molto sofisticati, funzionano bene e sono efficienti se l’acqua che li attraversa è pulita e conforme alle prescrizioni dettate dalla norma UNI CTI 8065:2019.

A regolamentare il trattamento dell’acqua a protezione degli impianti di riscaldamento e sanitari, oltre alle nuove direttive di luglio sopra descritte, concorrono anche il DPR 412/93, il nuovo DPR 74/13 e il DM 10/02/2014, che completano la filiera delle responsabilità dalla progettazione, all’installazione, alla manutenzione anche dei sistemi di trattamento acqua.

Figura 3. Schema del corretto trattamento acqua per tutti gli impianti reso obbligatorio dal DMiSE 26.06.2015 e dalla norma UNI 8065 (Filtrazione + condizionamento chimico ACS + condizionamento chimico impianto riscaldamento)

Si tratta di interventi semplici e spesso poco invasivi sull’impianto: nello specifico, le norme prevedono solo la filtrazione per trattenere sporco e depositi, il condizionamento protettivo dell’acqua sanitaria mediante l’utilizzo di dosatori di polifosfati, il condizionamento chimico protettivo dell’acqua del circuito di riscaldamento ed eventualmente (non sempre richiesto) l’addolcimento per abbassare il tenore di calcare (figure 3 e 4).

Figura 4. Schema del corretto trattamento acqua per gli impianti con potenza superiore a 100 kW e durezza totale dell’acqua maggiore di 15 °f, reso obbligatorio dal DMiSE 26.06.2015 e dalla norma UNI 8065 (Filtrazione + addolcimento + condizionamento chimico ACS + condizionamento chimico impianto riscaldamento)

La scelta del corretto trattamento dell’acqua dettato dalle leggi è funzione della potenzialità dell’impianto termico, della destinazione d’uso dell’impianto (impianto destinato alla produzione di sola acqua sanitaria, solo riscaldamento o tutti e due insieme) e dalla durezza dell’acqua (il calcare).

Il progettista o termotecnico, l’installatore, il manutentore, il responsabile dell’impianto: ognuno per la propria parte di competenza è chiamato ad ottemperare alle norme cogenti atte a contenere i consumi di energia e a migliorare l’efficienza energetica degli impianti termici negli edifici. 

L’importanza dei controlli

Il DPR 74/13 e i relativi recepimenti regionali impongono al responsabile dell’impianto (es. proprietario dell’edificio, amministratore di condominio, ecc.) di mantenere efficiente e sicuro il proprio impianto termico tramite controlli periodici: sono previsti, infatti, la manutenzione obbligatoria degli impianti termici, nonché la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di trattamento dell’acqua utilizzati. La finalità è quella  di proteggere dal degrado, dalle incrostazioni calcaree e corrosioni e dal conseguente considerevole spreco termico.

Oltre ai consueti «test di rendimento energetico» mediante l’analisi di combustione dei fumi, la «verifica della caldaia» è accompagnata anche da un controllo obbligatorio delle apparecchiature e dei prodotti utilizzati per la protezione del circuito di riscaldamento e dell’impianto di acqua calda sanitaria.

Il manutentore che effettua i controlli sul generatore termico dovrà conoscere anche le nuove regolamentazioni sul trattamento dell’acqua e dotarsi degli strumenti necessari per effettuare le relative verifiche.

Inoltre, i controlli di efficienza energetica devono essere effettuati sia nel caso di avviamento dell’impianto che nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come anche di interventi sull’impianto tali da modificare l’efficienza energetica del sistema.

Tutti gli attori della filiera sono responsabili ed è importante ricordare che il progettista, il direttore lavori, il proprietario, il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore di condominio, il terzo responsabile, il manutentore e il costruttore che non ottemperino a quanto previsto dal DMiSE 26/6/15 e dal DPR 74/13 – e quindi non prevedono un corretto trattamento dell’acqua – incorrono nelle sanzioni art. 15 del Dlgs. 192/05 (esempio: sanzioni amministrative e segnalazioni all’Ordine per provvedimenti disciplinari). 

I professionisti del trattamento dell’acqua

Oggi più che mai, è fondamentale affidarsi ad aziende del settore del trattamento dell’acqua come BWT Italia Srl (ex Cillichemie Italiana), che utilizza tecnologie innovative, ecologiche e sostenibili per il trattamento dell’acqua in un vasto campo di applicazioni e in conformità con gli standard normativi. Questi standard regolamentano il panorama legislativo italiano ed europeo e pongono il progettista, l’installatore e il manutentore nella condizione di agire nel rispetto di quanto prescritto dalla legislazione vigente e senza esporsi al rischio di non operare in conformità al DPR 59/09 al nuovo DMiSE 26.06.2015 e al DPR 74/13.

[ Stefano Bonfanti ]

Sales Dept. BWT Italia Srl