Roberta Di Giuli • La manifestazione va oltre l’occasione espositiva e si pone come interlocutore ideale per fare il punto sul grado di conoscenza nel settore dell’edilizia virtuosa del nostro Paese. La mappa delle regioni sostenibili
•• L’Italia dell’edilizia a che punto è nel cammino verso la cultura del «rispetto»? A fotografare la situazione è il Primo Rapporto MADE expo sulla conoscenza e la consapevolezza degli operatori dell’edilizia dal titolo «Costruire sostenibile è possibile, ma…». Un contributo importante alla conoscenza dello stato dell’arte degli operatori del bel Paese che forse, in linea generale, dimostrano di faticare un po’ a diventare esperti del «costruire sano».
MADE expo punta, infatti, l’attenzione sull’edilizia qualitativamente migliorativa e strategica del nostro Paese, ossia su quanto si sta facendo nel sacro rispetto del binomio energia-ambiente, sia per quanto riguarda le attività di recupero edilizio sia per le nuove costruzioni.
Lo studio, realizzato grazie alla collaborazione di Edilportale e Agorà, si basa sull’analisi di oltre 9.000 questionari sottoposti nel corso del tour Edifici a Energia Quasi Zero (EEQZ), svoltosi nel 2011 e 2012 nelle principali città italiane.
La diffusione dei temi relativi alla sostenibilità ed all’efficientamento energetico nell’edilizia ormai rientrano nel capitolo «urgenze» nell’ambito di una politica di rispetto ambientale che vuole essere realmente efficace.
Per questo lo studio ha puntato il dito innanzitutto sul livello di conoscenza e informazione in merito alla normativa europea e italiana in materia di sostenibilità ed efficienza energetica. Il risultato? Più di un terzo degli operatori del settore intervistati dichiara di non conoscere la Direttiva Europea 2010/31, ossia quella, per intenderci, che definisce le caratteristiche degli Edifici a Energia Quasi Zero (EEQZ), ne fissa i requisiti minimi di prestazione energetica, nonché gli aspetti legati all’attestazione dell’efficienza e l’importanza dell’indipendenza dei valutatori, per dare un panorama anche delle opportunità in materia di incentivi finanziari.
Ad essere intervistati imprese e progettisti, ma anche studenti del settore che hanno però evidenziato gravi lacune nelle conoscenze. L’indagine evidenzia, dunque, che occorre lavorare ancora molto sul grado di sensibilità al tema degli EEQZ e sulle politiche di efficientamento energetico. Da questa consapevolezza MADE expo trae spunto per continuare ad operare a vantaggio della diffusione della cultura sostenibile che deve divenire patrimonio comune.
Le regioni promosse
Secondo il Rapporto, le regioni più virtuose sono risultate il Piemonte, in cui il 73,4% dichiara di conoscere la normativa, e il Friuli, che sfiora il 70%.
Se invece si valutano altri fattori, quali la sensibilizzazione e le iniziative di promozione e realizzazione degli EEQZ, è la Puglia a salire sul podio con un 81,3% di conoscenza della normativa, seguita dal Piemonte con il 76,8% e dalla Sicilia con il 74,4%, a dimostrazione dell’attenzione del sistema pubblico e dell’ente regionale riservata alla sostenibilità.
Il Rapporto va anche oltre la normativa e valuta la messa in opera delle soluzioni costruttive e tecnologiche più adeguate a raggiungere gli obiettivi 20/20/20, ossia di riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, raggiungimento del 20% di ricorso alle fonti rinnovabili e del 20% di risparmio energetico.
Vince invece nella graduatoria dei materiali sostenibili il legno, eletto con una percentuale del 94,1% dagli intervistati grazie alle sue virtuose proprietà: leggero, economico, sicuro, antisismico, riciclabile, con performance di qualità in tempi rapidi e a costi ridotti. Il laterizio rimane comunque, per la maggioranza degli intervistati, la «tecnologia» più rappresentativa dell’arte del costruire.
Un… posto al sole nell’edilizia lo conquistano, tra gli operatori del settore, anche i nuovi materiali: il 55% dei rispondenti ritiene infatti che questi siano destinati a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Aumenta inoltre il consenso verso soluzioni assimilabili alla casa passiva, e questo specie nelle regioni del Nord Est e in Friuli, dove il ricorso a tecniche costruttive ispirate alla «passiv haus» tedesca è in forte crescita.
Vincente risultano, infine, la normativa sul Piano Casa e i provvedimenti per il rilancio dell’edilizia, che hanno attivato una serie di norme regionali fortemente differenziate fra loro, assumendo efficacia e ampiezza applicativa diverse da territorio a territorio, sia in merito agli incentivi che alle opportunità di investimento.










































