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La Sharing mobility cresce in Italia fa bene all’ambiente e al portafoglio

Dal sesto Rappporto sulla sharing mobility emerge che la mobilità condivisa è sempre più green con  il 94,5 di veicoli a zero emissioni. Possibili risparmi fino a 3.800 euro l’anno. È boom di monopattini e Milano e Roma sono le capitali di sharing

Fa bene all’ambiente, ma anche al portafoglio. La sharing mobility che vede le città italiane ai primi posti in Europa, ha pienamente superato lo shock della pandemia, ha ripreso a crescere e ha cambiato volto. È sempre, infatti, più elettrica, green, piccola, leggera – con il boom del monopattino-sharing – ed anche risparmiosa. Una combinazione di servizi di sharing mobilitypuò far ottenere un risparmio annuo fino a 3.800 euro rispetto alla scelta di utilizzare abitualmente la propria auto.

La fotografia dell’Italia della sharing mobility la scatta il «Rapporto sulla sharing mobility», presentato in occasione della 6a Conferenza Nazionale della Sharing Mobility, «Lesscars: drive the revolution», organizzata dall’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica, dal Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Tutti i numeri del Rapporto

I numeri del Rapporto dicono che  nel 2021 i viaggi realizzati in sharing mobility sono stati in tutto 35 milioni circa, +61% rispetto al 2020 e l’83% dei noleggi avviene su un veicolo di micromobilità (un noleggio su due riguarda il monopattino). Anche l’economia della sharing mobility è in continua crescita con un fatturato che registra nel 2021 un +52% rispetto al 2020. Le flotte  di sharing mobility, passano dagli 84,6 mila veicoli del 2020 ai circa 89 mila veicoli nel 2021, ripartiti tra monopattini (51%), bici (31%), scooter (10%) e auto (7%) e diventano sempre più green con il 94,5% dei veicoli in condivisione a zero emissioni. L’unico servizio in difficoltà nei noleggi brevi è il carsharing free-floating che però cresce sui noleggi di durata medio-lunga, puntando a diventare il mezzo alternativo all’auto di proprietà. Le capitali della sharing mobility sono Milano e Roma, buoni segnali vengono anche dal sud dell’ Italia con Palermo, Napoli e Bari che si posizionano nella «top ten» delle città della mobilità condivisa. In tre Regioni però, Basilicata, Molise e Umbria, non ci sono servizi significativi di sharing mobility.

Lo sviluppo della sharing mobility – ha dichiarato Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili è destinato a cambiare il sistema degli spostamenti verso un modello più sostenibile, flessibile, interconnesso ed economicamente più conveniente, a beneficio della qualità della vita nei centri urbani”. 

I primati europei

La sharing mobility Made in Italy primeggia anche in Europa. nell’European shared mobility index, tracciato da Fluctuo, Milano è, infatti, la prima città europea in termini di veicoli in sharing per abitante. In termini di numero assoluto di veicoli presenti su strada Roma è al quarto posto in Europa e Milano che la segue al quinto, precedute da Parigi, Berlino e Amburgo. Milano è «medaglia di bronzo» per l’uso del bikesharing, dopo Parigi e Barcellona, mentre Roma è prima per la crescita dei noleggi inscooter sharing nel 2022 rispetto a quelli del 2021.

Monopattini è boom

Il 2021 certifica la forte diffusione dei servizi di monopattino-sharing, segmento della sharing mobility che da solo ha registrato la metà dei noleggi totali fatti in Italia (17,9milioni), più che raddoppiando la performance dell’anno precedente con un’offerta di oltre 35 mila monopattini.  Alle 24 città dove il servizio era attivo nel 2020 se ne sono aggiunte altre 15 nel 2021 (Benevento, Brindisi, Cagliari, Catania, Frosinone, Grosseto, Imperia, Novara, Padova, Palermo, Piacenza, Prato, Ragusa, Reggio Emilia, Teramo).

Incidenti

Una prima indagine dell’Osservatorio dimostra che il monopattino in sharing registra un livello di incidentalità di poco superiore a quello dello scooter sharing, esattamente 2,07 incidenti ogni 100.000 km contro 1,72 del ciclomotore, distanti entrambi dalla bicicletta con il valore di 0,74. Addirittura rapportando gli incidenti al numero di viaggi la classifica si inverte e lo scooter sharing precede tutti con 7,77 incidenti ogni 100.000 spostamenti, con il monopattino che segue con 5,01 incidenti, e infine la bicicletta con 1,35 incidenti ogni 100.000 spostamenti.

“Le nostre città- ha affermato Edo Ronchi (nella foto), Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – hanno bisogno della sharing mobility per ridurre il numero di auto private, e quindi diminuire la congestione e l’inquinamento. L’obiettivo è quello di far crescere la quota modale del trasporto pubblico e condiviso in tutte le città italiane nei prossimi 5 anni. Un passo decisamente positivo per la sharing mobility italiana è rappresentato dal recente Decreto 68/2022 del Mims, il quale ha previsto, per la prima volta, che il Fondo nazionale per il Trasporto pubblico possa essere impiegato dalle Regioni, anche se in minima percentuale, per sostenere servizi di sharing mobility”. 

[ Redazione PROTECTAweb ]