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Monaco Solar & Energy Boat guarda al futuro

Dal Challenge organizzato da YCM indicazioni su una piattaforma tecnologica comune per la mobilità ecologica tra auto, moto, aeroplani e barche

Dopo anni di ricerca e sviluppo, l’evento tenutosi a Monaco la scorsa settimana ha messo ancor più in evidenza la possibilità di mettere in pratica soluzioni per la nautica sostenibile.

Organizzata in collaborazione con la Federazione Internazionale Motonautica (UIM) e la Fondazione Principe Alberto II di Monaco, la sesta edizione di questo evento unico al mondo che ha attratto 34 squadre di 14 diverse nazionalità che si sono battute per battere il record mondiale di velocità sull’acqua per natanti a propulsione elettrica.

Il successo è andato ad Anvera Elab di Misano Adriatico che ha stabilito il nuovo record di velocità per le barche elettriche alla straordinaria velocità di 74,49 km/h, battendo il precedente record stabilito nel 2016 di 49,10 km/h mentre il team italo scozzese Vita Yachts ha vinto l’Offshore Endurance Race.

Luca Ferrari, leader del team Anvera Elab: “… l’approccio strategico è la leggerezza. In tutte le nostre barche di produzione puntiamo a ridurre peso, potenza e consumi per ottenere maggiore velocità. Uno dei nostri partner è Tecnoelettra di Vignola (MO) che fornisce anche team italiani di Formula 1 e MotoGP“.

Adrian Gusman, Leader del team italo scozzese Vita Yachts: “Utilizziamo la tecnologia automobilistica, ad esempio i super caricatori, e ovviamente anche noi abbiamo gli ingegneri di Formula 1 nel nostro team“.

Oltre alle prestazioni dei propulsori elettrici, altro fattore essenziale a tali fini è stata la leggerezza conseguita, attraverso un uso sapiente della fibra di carbonio materiale, come evidenziato da Thomas Gaveriaux, Direttore operativo di Persico, azienda leader negli scafi da competizione per regate oceaniche e per l’America’s Cup, che iniziò nel 1976 come fornitore automobilistico.

Il Monaco Solar & Energy Boat Challenge 2019 non solo ha messo in risalto gli sviluppi in atto ma, cosa ancora più importante, ha offerto uno sguardo al futuro in cui tutti sono vincitori: ricercatori, accademici, studenti di ingegneria e professionisti che lavorano nei settori della nautica e dell’energia, che si sono tutti impegnati a sviluppare e testare alternative credibili ai combustibili fossili per modellare il futuro della propulsione per le barche di domani.

Concludiamo l’argomento competizioni (e non solo) con le parole di SAS Principe Alberto II, Presidente dello Yacht Club di Monaco, in occasione dell’incontro con espositori e concorrenti ha dichiarato: “Formare ed educare i nostri giovani, il loro sviluppo, la creatività, la consapevolezza e il coinvolgimento sono la garanzia di un futuro migliore (…). Diamo loro una possibilità, diamo loro tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per avere successo e soprattutto fidiamoci di loro“.

Una piattaforma tecnologica comune

Una parte molto interessante dell’evento ha riguardato il programma di presentazioni tecniche dei maggiori esperti del settore ed i Tech Talks in cui ciascuna squadra ha presentato i punti salienti della loro barca da competizione.

Gli esperti hanno focalizzato la loro attenzione su:

  • Gestione e sviluppo sostenibili all’interno dell’ambiente marittimo.
  • Sostenibilità ed efficienza energetica.
  • Tendenze attuali e sviluppi futuri nel settore nautico.

Le sessioni tecniche sono state concluse dal terzo Workshop internazionale UIM sugli sport nautici e l’ambiente organizzato dalla Federazione Internazionale Motonautica (UIM).

In tema di piattaforma tecnologica comune il Presidente Raffaele Chiulli (nella foto in basso a destra) ha dichiarato: “Il futuro è una piattaforma tecnologica comune per la mobilità ecologica tra auto, moto, aeroplani e barche. Stiamo promuovendo la creazione di una piattaforma comune per il motor sport verde per unire gli sforzi di tutte le discipline: auto, moto, aerei e motoscafi. Da un lato tutti beneficerebbero delle sinergie, dall’altro crediamo che i campioni di ogni disciplina siano i migliori ambasciatori per diffondere messaggi e valori di sostenibilità. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per cambiare la mentalità” mentre Lucas Di Grassi, Campione del Mondo di Formula E di ABB, ha detto “Sono orgoglioso di vedere lo Yacht Club de Monaco impegnato in questa sfida con le barche elettriche e quelle per l’energia solare. Buona fortuna, guarderò e spero di poter condurre una di queste barche“.

Trasferimento di tecnologia dall’automotive alla nautica

La BMW, ad esempio, è già fortemente impegnata in tema di elettrico sia nella motonautica e sia nelle gare automobilistiche dove è un importante player della Formula E dal 2014 ed in più fornisce batterie alla società tedesca Torqeedo, produttrice di una gamma di motori elettrici fino a 200 kW.

Nell’occasione Christian Ballin, CEO di Torqeedo ha dichiarato che “La più alta penetrazione del motore elettrico è negli autobus, con il 19%, seguito da autovetture (2%) e barche (1,9%), mentre nei camion è inferiore all’1% e il trasporto aereo è uno zero. La Cina guida la rivoluzione elettrica e le previsioni dicono che l’80% degli autobus sarà elettrico entro il 2030, mentre le auto elettriche saranno più del 50% entro il 2040. Nel settore nautico, i numeri sono molto più piccoli, e Torqeedo è leader del mercato con oltre 90.000 sistemi di propulsione sul campo“.

Economia di scala e sfide ambientali

L’evento monegasco ha fatto registrare la presentazione di molte innovazioni e dibattiti sui vantaggi e le difficoltà dell’industria marittima.

Ugo Bertelli, ex ammiraglio della Marina Militare Italiana e team leader di Blu.e Matrix, pensa che l’industria nautica sia lontana dalla vera innovazione a livello industriale e il motivo principale sono bassi volumi e bassa standardizzazione: “Anche se l’Italia è un leader mondiale pochissimi cantieri sono davvero innovativi oltre al design e agli interni. Tutti i principali cambiamenti nel powertrain provengono dalla ricerca automobilistica. Per esempio, Renault sta sviluppando un cruscotto tecnico per le barche”.

Per il prof. Paolo Schito, Facoltà di Ingegneria di Milano, un’altra difficoltà arriva dall’ambiente marino: “Nessuna barca può sfruttare il recupero di energia poiché non c’è frenata in mare e la propulsione richiede molto più sforzo in acqua che su strada” nonostante questo, il Politecnico ha partecipato con la barca da corsa Polimi nella classe Offshore.

Ultimo ma non meno importante, gli scettici vedono un punto critico nell’affidabilità e nella sicurezza: mentre su terra ferma è possibile affrontare un guasto o una batteria scarica, in mare è meglio affidarsi a sistemi semplici e testati da molto tempo. Come un marinaio esperto dice: “Quello che non c’è, non si rompe“.

La rivoluzione dell’idrogeno

Ma esiste un’altra prospettiva, maggiormente in linea con lo spirito della Solar & Energy Boat Challenge. Dario Calzavara, Responsabile della società di ricerca «Terra Modena», ha lavorato con la Ferrari prima di dedicarsi alla nautica e ha progettato la nuova barca giuria dello Yacht Club di Monaco: “Siamo prossimi a un punto di svolta che ci porterà a una rivoluzione. La tecnologia per utilizzare l’idrogeno in mare è pronta e nel prossimo decennio l’industria nautica supererà l’industria automobilistica. ANVERA ELECTRIC BOAT ha dimostrato di essere veloce e con già una grande autonomia per un tender o una chase boat, Vita Power è un’imbarcazione prestigiosa, altri cantieri navali stanno arrivando. Un secondo punto da considerare è che c’è una differenza enorme tra la crociera in mare aperto e le acque chiuse: per i fiumi e i laghi europei la mobilità sostenibile è ormai realtà. In terzo luogo, nessuno dovrebbe sottovalutare le infrastrutture di alimentazione: il progetto di Vita di dotare l’intera Costa Azzurra di colonnine di ricarica darà una spinta alla diffusione della barca elettrica” ed inoltre ha sottolineato che “L’industria nautica sarà presto più verde dell’industria automobilistica grazie alla rivoluzione dell’idrogeno“.

Marco Casiraghi, ideatore dell’evento, concorda: “È più una questione di attitudine. Disponiamo già di tecnologie robuste, facili e convenienti per ridurre i costi ambientali. Se non vengono applicate, due sono le cause principali: mancanza di conoscenza e scarsa attitudine al cambiamento. Per superare questo scoglio abbiamo bisogno di una forte comunicazione verso i clienti finali in modo che diventino più esigenti nei confronti del settore”. 

Una combinazione virtuosa di sforzi

Ad organizzazioni ben dimensionate come Energy Observer e SBM Offshore che implementano approcci olistici che includono infrastrutture, processi, logistica si affianca l’entusiasmo di centinaia di studenti. Come la Formula SAE è l’incontro appassionato e creativo per i giovani ricercatori nel settore automobilistico, il MCSEBC è l’opportunità unica per gli studenti nella nautica ed a questo proposito Jeremie Laguarrigue, CEO di Energy Observer e Technical Advisor di YCM per la nautica sostenibile ha sottolineato che “il 90% di tutte le merci è trasportato via mare e il cambiamento delle modalità di spostamento delle navi avrebbe un impatto significativo sull’ambiente” mentre Bernard D’Alessandri, Segretario Generale di YCM ha a sua volta dichiarato che: “Guardare questi giovani e ragazze che lavorano duramente fino a tarda notte, lottare per aggiustare l’ultima vite e essere orgogliosi quando si mette la barca in acqua è qualcosa che riempie il cuore e fa credere che un futuro sostenibile possa essere a portata di mano. Attendiamo con impazienza la prossima edizione, dal 30 giugno al 4 luglio 2020, quando per la prima volta avremo anche una squadra dalla Cina“.

Prossima edizione: dal 30 giugno al 4 luglio 2020.

 [ Redazione PROTECTAweb ]

 

■ Maggiori informazioni su www.mcsebc.org