La rimodulazione degli incentivi rischia di paralizzare il mercato, rendendo vani gli sforzi per la tanto attesa transizione elettrica
◘ aggiornato al 19 gennaio 2024
Ormai non è più un mistero, le vendite delle auto elettriche per il 2023 fanno segnare un netto aumento pari al +35,1% rispetto al 2022. Il numero totale delle immatricolazioni fa infatti registrare un imponente 66.276 unità. Non è un mistero neanche la distanza e la perplessità di chi scrive dal mondo elettrico, ma questo lo spiegheremo (forse) strada facendo.

Attenzione, non è tutto oro ciò che luccica
Analizzando i numeri sembrano tutte ottime notizie. E in buona parte naturalmente lo sono. Tuttavia, in termini di vendite, siamo ai livelli del 2021, senza particolari miglioramenti o dati incoraggianti. Anzi, a dirla tutta, in Europa continuano a fare molto molto meglio.
Prendendo in considerazione i dati che vanno dal Gennaio al Novembre del 2023, le quote delle elettriche in Italia si fermano al 4,1% delle vendite totali. Sapete cosa succede in Spagna? Beh nulla di significativamente migliore, siamo fermi al 5,6%. Laddove invece c’è un netto distacco, a volte quasi quintuplicando il dato italiano, è in Francia e Germania. I cugini d’oltralpe fanno segnare un 16,4%, mentre i tedeschi salgono sul gradino più alto del podio con un 18,1%.

Numeri decisamente importanti, che evidenziano sforzi enormi per promuovere la mobilità elettrica in paese che anche a livello di infrastrutture investono molto più dello stivale… ma questo è un altro discorso.
Francesco Naso di Motus-E fa chiarezza sulle attuali perplessità
Francesco Naso, Segretario Generale di Motus-E, società che rappresenta gli stackholder della mobilità elettrica, afferma che il 2024 può e deve essere l’anno della transizione. Tuttavia al momento c’è molta apprensione tra gli addetti ai lavori ed enorme confusione nei cittadini a causa delle rimodulazioni degli incentivi che non vede una tempestiva formalizzazione della disponibilità delle risorse.

In questo modo si rischia una paralisi generale del mercato delle elettriche; la gente non sa come muoversi, non conosce nel dettagli le eventuali novità in termini di incentivi, e attende, o compie scelte radicalmente opposte come acquistare una vettura termica. Un altro evidente problema è la differenza di prezzi e tetti massimi per gli incentivi sulle auto ibride e sulle elettriche pure.

A quanto pare infatti, spesso e volentieri parrebbero esserci dei controsensi nella assegnazione degli incentivi, che vedrebbero offerte più convenienti nelle ibride rispetto alle elettriche. Memore della premessa iniziale, è chiaro che tutto ciò appaia decisamente fuorviante e destabilizzante per il pubblico. Le perplessità nei confronti delle auto elettriche, delle infrastrutture, delle rimodulazioni di incentivi ed elettricità già sono tante, gettare ulteriore benzina sul fuoco non è di certo positivo.

L’intervento chiaro e puntale del Governo risulta fondamentale
Senza una mossa veloce e sensata da parte del Governo c’è il rischio di spazzare via tutti i benefici che incentivi e bonus concedono ai cittadini. Un passo falso che proprio in questo momento storico l’Italia non potrebbe commettere se vuole stare al passo con le cugine europee.

Tuttavia è anche logico attendersi che questa transizione ecologica non sia ancora matura. Le grandi città gestiscono a fatica la rete di ricariche «pubbliche» e negli sparpagliati paesini dello stivale l’elettrico ha davvero poco senso. Ecco allora che si rende ancor più determinante la presenza di incentivi e aiuti che possano convincere i più scettici a spendere cifre spesso molto importanti in nome della nuova transizione.
[ Andrea Colomba ]










































