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DECOLLA IL PRIMO ELICOTTERO ELETTRICO

Elicottero elettrico

Dopo oltre due anni di sperimentazioni, si concretizza la speranza di rivoluzionare il trasporto aereo privato. L’e-volo «made in Germany» sarà pronto nel 2015

 

•• «Quando sarai grande, andrai in ufficio con il tuo elicottero personale». Questo, più o meno, uno dei tanti messaggi ottimistici che hanno scandito l’adolescenza di chi è nato negli anni sessanta e settanta. E noi giù a fantasticare un mondo perfetto, senza guerre, senza povertà, e con tanti elicotteri in volo, pilotati da gente felice che se ne va in ufficio, e noi ai comandi di uno di questi elicotteri. Com’è andata, lo sappiamo. Siamo diventati grandi, ma di elicotteri per andare in ufficio, neanche l’ombra (ci sarebbe da dire che, spesso, non esistono più nemmeno gli uffici ma questa, come usa dire, è un’altra storia). La tecnologia, si dice, è un mondo in perpetuo movimento: quello che ieri sembrava irrealizzabile domani non lo sarà e, forse, non è detta l’ultima parola. Ha infatti compiuto il suo primo volo il Volocopter VC-200, un elicottero – o meglio, un «multicottero», neologismo inventato lì per lì per la sua somiglianza a un grosso drone – interamente elettrico. Questo velivolo, mosso da diciotto silenziosi rotori alimentati da batterie, è stato progettato da un gruppo di ingegneri tedeschi, riuniti sotto l’azienda e-Volo, e rappresenta uno spartiacque tra l’eventualità di ieri e la possibilità di domani: la storia del trasporto aereo privato può oggi essere riscritta secondo nuovi parametri.

 

Elicottero elettrico

 

Il primo volo del VC-200 è avvenuto, per ragioni di sicurezza, all’interno di un hangar, e senza nessuno a bordo, benché la cabina sia in grado di ospitare un passeggero oltre al pilota. Il multicottero era infatti telecomandato, né più né meno come i sempre più diffusi droni.

Un investimento di 5 milioni di euro

La scheda tecnica è piuttosto efficace per descrivere il velivolo: vi sono 18 piccoli rotori e due posti a sedere e 300 chili di massa a vuoto. La velocità massima del VC-200 di 70 km/h è interessante, considerando che non è stato progettato né per partecipare a competizioni, né per trasporto a lungo raggio. Il vero e proprio punto critico, semmai, è rappresentato dall’autonomia, limitata per ora a soli 20 minuti di volo…

Per sviluppare l’intero progetto sono stati investiti fino ad oggi quasi 5 milioni di euro: l’idea controllante è finalizzata a sviluppare le potenzialità di una rete di piccoli elicotteri – anche telecomandati – per risolvere i problemi di congestione di traffico nelle grandi metropoli. Un’iniziativa condivisa anche dagli obiettivi dell’Unione Europea, che già da tempo ha iniziato a valutare il possibile impatto dei PAV (Personal Aerial Vehicles) sugli spazi urbani.

 

Elicottero elettrico

 

L’idea alla base del nostro programma – ha spiegato Stephan Wolf, uno dei manager di e-Volo, è quindi di costruire un elicottero semplice da pilotare, e più economico rispetto a tutti gli altri tipi di aeromobile”. Rientra quindi, prepotentemente, l’immaginario adolescenziale del giorno in cui ognuno di noi avrebbe avuto un elicottero per andare a scuola: “Immaginiamo un futuro in cui tutti potranno utilizzare un velivolo per spostarsi tutti i giorni”, ha spiegato Wolf.

La semplicità di utilizzo è infatti uno dei punti di forza di Volocopter. L’azienda di Karlsruhe ha, infatti, progettato un sistema avionico in grado, assicurano i tecnici, di riportare automaticamente il velivolo in hovering nel caso in cui il pilota (per qualsiasi motivo) abbandoni la cloche. Per risolvere il problema della scarsa autonomia, gli ingegneri tedeschi hanno invece pensato di correre ai ripari pianificando una futura adozione di motori ibridi.

Il debutto sul mercato del Volocopter è previsto (anche se non è ancora ufficialmente programmato) per il 2015. Il prezzo, secondo le prime dichiarazioni del team tedesco, dovrebbe aggirarsi intorno ai 250mila euro.

 

Elicottero elettrico

 

Un costo non proprio alla portata di tutti, insomma. La strada scelta con il VC-200, secondo i progettisti, potrebbe tuttavia davvero rappresentare il futuro del trasporto privato. “Nei prossimi 20 o 30 anni le città attuali accoglieranno altri milioni di persone e i trasporti pubblici rappresenteranno un problema”, ha aggiunto Wolf.

Per trovare una soluzione, probabilmente, non ci resterà che guardare al cielo. In tutti i sensi.

 

Alessandro Ferri

 

 

Per informazioni e approfondimenti: www.e-volo.com