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ACEPER (Associazione produttori e consumatori energie rinnovabili) lancia l’ALLARME SUL SUPERBONUS 110%

Veronica Pitea, Presidente di A.C.E.P.E.R (Associazione produttori e consumatori energie rinnovabili) ancora una volta lancia l’allarme sul SUPERBONUS 110%, sottolineando il pericolo a cui il settore va incontro. Dopo tanto parlare e tanto discutere è ormai ufficiale e pubblico il SUPERBONUS 110% secondo cui sarà possibile ristrutturare la propria abitazione praticamente a costo zero. Stando al Decreto legge 34/20, con validità attiva a partire dal 1° luglio estendibile fino al 31 dicembre 2021, potrà essere effettuata una detrazione del 110% da recuperare o nell’arco di cinque anni oppure da modificare in sconto in fattura. In questi termini il provvedimento sembra facile e conveniente per tutti, in realtà non è esattamente così.

Il Presidente di A.C.E.P.E.R. Veronica Pitea, dopo una lettera scritta al Presidente Conte qualche mese fa, chiedendo un maggiore sostegno durante il periodo di pandemia, torna alla carica in difesa dei suoi associati: “Anche se il Decreto sembra vantaggioso, la verità dei fatti è che si dovrà attendere il mese di luglio perché il superbonus possa concretizzarsi, allorquando l’applicazione della stessa misura dovesse essere soggetta a rimandi nel tempo le imprese sarebbero destinate, inevitabilmente, a rimanere bloccate. Può anche andar bene la normativa, ma sarebbe opportuno prima pensare a come far ripartire i cantieri”.

Occorre pertanto considerare già da adesso che:

✓     non tutti potranno usufruire di questa misura; per farlo necessiterà potenziare la struttura di almeno 2 classi energetiche, con tetti massimi di spesa di 30mila euro per gli impianti e di 60mila euro per le superfici edili.

✓     Colui che attesta i lavori sarà inoltre imputabile penalmente; questo fa presumere allungamenti di tempi dettati dalla burocrazia.

✓     Si stima che il passaggio del Credito d’imposta tra utente ed impresa possa impiegare fino a 8/9 mesi.

Appare chiaro che il decreto legge vada convertito: devono essere comunicate le istruzioni e le assemblee condominiali devono fare i conti con la fase 2. Stando a ciò, sono ad oggi numerose le imprese che hanno segnalato il blocco dei cantieri proprio quanto, invece, ci si aspettava la ripartenza dopo lockdown: stando alla nuova normativa, per avviare i primi lavori, serviranno almeno sei mesi.

Come se non bastasse, per le piccole e medie imprese accettare la richiesta del cliente che desidera ottenere la cessione o lo sconto diretto in fattura vuol dire rinunciare alla liquidità così importante in questo periodo.

E gli interrogativi in atto sono ancora tanti:

  • Cosa succede sul territorio?
  • I cantieri bloccati per colpa del Covid-19, quando ripartiranno?
  • Chi aveva già deciso di investire nel settore dei rinnovabile dovrà aspettare fino a luglio?
  • E le banche che decisioni prenderanno? Attenderanno la conversione del DL per essere certe del valore dei crediti acquisiti o seguiranno ciecamente quanto promesso dal Governo?

Da parte nostra vigileremo su ognuno di questi aspetti, per il benessere del settore e dei nostri associati”, conclude Pitea.