“L’emergenza coronavirus, in tutta la sua drammaticità, ci ha permesso di riabbracciare la bellezza dei nostri ecosistemi dimostrando, ancora una volta, come sia l’uomo l’artefice del proprio destino nella relazione con la natura che lo circonda. Nelle settimane di lockdown abbiamo visto un’Italia diversa da un punto di vista paesaggistico e ambientale. Per questo dobbiamo cogliere l’opportunità per rilanciare, in questa Fase 2, un turismo lento e sostenibile in equilibrio con gli ecosistemi e in grado di costruire modelli di sviluppo strettamente connessi con i territori e le comunità. Ricordiamo che il turismo genera il 13% del PIL nazionale annuale (circa 232 miliardi di euro). Ora è nostro compito riscoprire la bellezza incontaminata del nostro Paese tra aree marine protette, parchi nazionali e borghi antichi abbandonati: abbiamo davanti un’occasione imperdibile”. Lo dichiarano Paola Deiana, Giovanni Vianello e Virginia La Mura, portavoce del MoVimento 5 Stelle nelle Commissioni Ambiente di Camera e Senato, nel convegno in streaming «Mare e territorio costiero: ricchezza da proteggere e da valorizzare», uno degli appuntamenti organizzati dal MoVimento nell’ambito del ciclo di incontri «RipartiAmo Ambiente». Oltre ai tre parlamentari, hanno partecipato Eleonora De Sabata (Clean Sea Life), Anna Laura Orrico (Sottosegretaria al Mibact) e Gabriela Scanu (Commissario straordinario Parco nazionale dell’Asinara), coordinati dalla giornalista Luisiana Gaita del Ilfattoquotidiano.it.
“La gestione sostenibile della spiaggia e del mare costiero è possibile. Bisogna stabilire regole chiare per far convivere insieme sia le attività balneari, che oggi più che mai hanno bisogno di essere sicure sia dal punto di vista igienico sanitario sia dell’ambiente, sia la tutela e gestione delle spiagge, della duna sabbiosa e della Posidonia, la pianta marina che rappresenta un passaporto per la qualità delle acque e delle nostre vacanze”, aggiugono i portavoce del MoVimento ricordando il grande impegno per la legge SalvaMare e la battaglia plastic free.
“Il 95% dei rifiuti presenti in mare aperto è plastica, di questi l’80% proviene da fonti terrestri mentre il 20% da attività marine come pesca, acquacoltura e trasporto navale. Per questo rivendichiamo la scelta di consentire – non appena la legge SalvaMare avrà passato il vaglio del Parlamento – ai pescatori di raccogliere le plastiche in mare e di estendere la possibilità di raccolta anche per altri bacini idrici, come laghi e fiumi”, conclude la nota.









































