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CONCORSO 2013 «FRIGORIFERO A SPRECO ZERO»

Parte la prima edizione, organizzata dal Comune di Bologna, del concorso destinato alle scuole. Un’occasione di riflessione sullo spreco di cibo, pratica che raggiunge in Italia cifre incredibili, con ricadute importanti sull’ambiente

 

L’altare del cibo – il nostro frigorifero – al centro di una sfida chiamata risparmio.  Impedire lo spreco di cibo è possibile, sviluppando consapevolezza sulle proprie scelte alimentari e sull’impatto  ambientale nascosto dietro di esse.  A lanciare la «partita» dal titolo «Frigo a spreco zero», è il Comune di Bologna che ha ideato il concorso per le scuole in collaborazione con Last Minute Market.

L’iniziativa si inserisce nella campagna «Un anno contro lo spreco» promossa da Last  minute market, alla quale ha aderito anche il Comune di Bologna con la sottoscrizione di Carta Spreco Zero.

«Frigo a spreco zero» è dunque rivolto ai bambini e ai ragazzi di Bologna che saranno chiamati a riflettere sullo spreco alimentare partendo da un oggetto simbolo, il frigorifero, elemento domestico e quotidiano e icona del nostro rapporto col cibo.  I ragazzi dovranno realizzare un racconto utilizzando qualsiasi linguaggio (racconto testuale, illustrazione, prodotto audio-visivo, fumetto, performance o altro) o ideare un’attività pratica che, a partire da un frigorifero, riesca a spiegare la lotta allo spreco ai loro coetanei o agli adulti per aumentare la diffusione del tema al resto della cittadinanza.  La missione che si affida ai docenti di Bologna è quindi quella di trasformare i ragazzi in una moltitudine di testimonial in grado di diffondere consapevolezza all’intera città.

Gli elaborati saranno esaminati da una giuria di esperti in grado di valutarne il valore sociale, scientifico, pedagogico e creativo.  Ad ogni classe partecipante sarà riconosciuto pubblicamente lo status di «classe a spreco zero»…  Le iscrizioni saranno aperte per tutta la Settimana dei rifiuti, fino al 23 novembre, ma ci sarà tempo fino al mese di giugno 2014 per la produzione degli elaborati.

Ogni anno lo spreco alimentare domestico costa agli italiani 8,7 miliardi di euro: una cifra vertiginosa, che deriva dallo spreco settimanale medio di circa 213 grammi di cibo gettato – perché considerato non più mangiabile – al costo di 7,06 euro settimanali a famiglia e 2,71 euro procapite. Il dato sullo spreco domestico emiliano romagnolo medio pro-capite, per settimana, è  pari a 2,64 euro, in linea dunque con quello nazionale, come registrato nel Rapporto 2013 sullo spreco domestico di Waste Watcher, l’Osservatorio sugli sprechi di Last  Minute Market/Swg che evidenzia anche come nell’Emilia Romagna, più che altrove, l’acquisto di prodotti che poi non piacciono è fonte di generazione di spreco alimentare (10,3% contro 6,2%). Per contro ci sono meno «accumulatori ossessionati» (3.3% vs 8.4%): la paura di non aver abbastanza cibo sembra proprio non essere tipica dell’Emilia Romagna.

Il cibo scartato in generale nel nostro Paese raggiunge numeri incredibili: si getta nella spazzatura il 17% dei prodotti ortofrutticoli comprati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini, producendo una perdita per famiglia di quasi 1.700 euro l’anno. Inoltre, sprecare cibo ha un pesante impatto sull’ambiente: significa gettare risorse naturali ed energia, producendo rifiuti che a  loro  volta, per essere smaltiti, provocheranno un ulteriore spreco di risorse.

 

[Redazione PROTECTAweb]