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DIPOSITIVO ANTI RADON IN CROWDFUNDING SU CROWDFUNDME

Non lascia scampo al Radon, considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi, RADOFF, la start-up bolognese che per crescere ha appena lanciato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe S.p.A. (l’unica quotata a Piazza Affari). Scende in campo con un dispositivo che bonifica l’aria, basato su intelligenza artificiale, tecnologia IoT (Internet delle cose), tre brevetti depositati e sei anni di ricerca.

I risultati raggiunti sulla base di 2mila misurazioni effettuate, sono sintetizzabili nei quattro tipi di dispositivi messi a punto:

RADOFF Sense, per un monitoraggio rapido e in tempo reale dei livelli di gas Radon e altri parametri ambientali (PM25 e PM10);

RADOFF Life che controlla costantemente i livelli di Radon nell’ambiente e avvia una bonifica, non appena questi superano i limiti consentiti dalla normativa;

RADOFF City, soluzione pensata per le città intelligenti che processa ed elabora i dati forniti dai sensori RADOFF;

RADOFF Map, che, grazie ai sistemi GIS (Geographic Information System) e a un algoritmo proprietario, crea una mappa di primo livello di rischio Radon.

Attiva per i prossimi due mesi, la campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, punta a un primo obiettivo di 150mila euro finalizzato allo sviluppo della produzione in serie di tutti i dispositivi, all’acquisizione di brevetti internazionali, al potenziamento delle attività di marketing e della rete commerciale.

Identikit e invasione del Radon

Il Radon è un gas incolore e inodore che si forma nella sequenza di disintegrazione dell’uranio ed è presente in tutta la crosta terrestre. Penetra nelle costruzioni, se ci sono pavimenti o pareti a diretto contatto con il terreno, se l’isolamento dal sottosuolo è scarso, se le mura sono costituite da materiali come tufo o granito, se ci sono crepe e fessurazioni e si insinua negli ambienti interni, anche attraverso le canne fumarie, condotte, vani scala. In Italia esistono 18,6 milioni di edifici, compresi luoghi pubblici e di lavoro, potenzialmente a rischio di questo gas (dato ricavato dall’interpolazione dei dati Istat 2011 relativi al numero complessivo di edifici in Italia in rapporto alla geo genia del territorio e alla mappatura regionale del Radon).