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Disastro di Seveso: sono passati 50 anni! La dichiarazione del Ministro Gilberto Pichetto Fratin

A cinquant’anni dall’incidente presso lo stabilimento ICMESA, con il rilascio e la successiva dispersione di una nube contenente diossina sul territorio di Seveso e nei comuni limitrofi, si è svolta presso il Bosco delle Querce, parco tra i Comuni di Seveso e Meda, una cerimonia di commemorazione alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ricordato a margine dell’iniziativa che “i fatti di Seveso furono una presa di coscienza collettiva: sui rischi delle attività industriali, sulla prevenzione come elemento indispensabile, su una nuova cultura dell’ambiente”. “Una percezione nuova – ha aggiunto – che maturò dolorosamente in Brianza, ma superò rapidamente i confini lombardi e divenne presto priorità nazionale ed europea”.

“Con Seveso – ha continuato il Ministrocambia la consapevolezza e anche il diritto europeo, ricordando a tutti che il rischio industriale rilevante è una questione di preminente interesse pubblico. Di fronte all’evento dell’ICMESA, l’Europa è stata Europa: ha ragionato come un corpo unico, elaborando nel tempo misure di prevenzione sempre più solide”.

Il Ministro Pichetto Fratin ha ricordato il ruolo del MASE quale “Autorità Competente per l’attuazione della Direttiva Seveso III”, recepita in Italia nel 2015. “Le Direttive Seveso – ha aggiunto – sono state una sfida istituzionale che ha coinvolto, e continua a farlo, tutti i livelli di governo: dal sindaco, che guida la sua comunità ed è più a contatto con il potenziale rischio, alle istituzioni regionali e nazionali, fino ai livelli europei”.

“Il MASE – ha proseguito il titolare del dicastero dell’ambiente – esercita funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di controllo dei pericoli di incidenti rilevanti sull’intero territorio nazionale: una cabina di regia garantisce l’uniformità applicativa della norma, in raccordo con autorità regionali, Comitati Tecnici regionali, Vigili del Fuoco e ISPRA. Tutto questo non è solo un insieme di osservanze formali, piuttosto una risposta di governance molto avanzata, che riconosce con gli obblighi in materia di informazione e partecipazione il ruolo del cittadino, perché non sia passivo attore da evacuare, ma informato e consapevole”.

“Cinquant’anni dopo, una lezione ancora viva di Seveso è anche – dopo quella fondamentale della prevenzione e della qualità e aggiornamento delle misure di sicurezza – quella della necessità di un’allerta rapida, strutturata, con un ruolo primario dei Sindaci quali presìdi di protezione civile sul territorio”. Pichetto Fratin ha anche ricordato che “l’evoluzione tecnologia degli impianti, la transizione energetica e i nuovi rischi connessi al cambiamento climatico impongono una capacità di adattamento continua, che il Ministero persegue attraverso la semplificazione e la digitalizzazione degli strumenti, a partire proprio dal Portale Seveso nazionale”.

“La Costituzione italiana, col nuovo Articolo 41 – ha ricordato ancora il Ministro – fa un passo straordinario nella direzione di un’autentica cultura d’impresa rispettosa dell’ambiente: ricordando che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza”.

“Dal disastro industriale al rilancio del territorio, come possiamo vedere oggi: Seveso è un simbolo di ripartenza. È una speranza di futuro sostenibile per le nuove generazioni e anche un’idea di Europa che risponde unita e costruisce le proprie difese con coesione e responsabilità”, ha concluso il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.