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FONTANA (M5S): OK A PARERE SU RECEPITAMENTO DIRETTIVA DISCARICHE: OBIETTIVO SICUREZZA E SOSTENIBILITÀ

In commissione Ambiente alla Camera la vice-Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha sottolineato che è stato approvato “il parere sullo schema di decreto legislativo che attua la direttiva UE 850 del 2018, relativa alle discariche di rifiuti. Il Parlamento compie così un altro importante passo avanti verso il recepimento del cosiddetto Pacchetto economia circolare dell’Unione Europea, cioè le sei direttive su gestione dei rifiuti, imballaggi, discariche, rifiuti elettrici ed elettronici, veicoli fuori uso e pile. Obiettivo primario del provvedimento è quello di ridurre il collocamento in discarica dei rifiuti biodegradabili, inclusi quelli in plastica biodegradabile e compostabile. Tra le condizioni poste al parere c’è quella che impone al responsabile tecnico di documentare l’effettiva assenza di rischi ambientali e dunque sanitari alla fine dell’operatività delle discariche, con particolare riguardo alle emissioni prodotte in termini di percolato e biogas. Si prevede anche un termine certo di inizio della valutazione per la predisposizione della copertura finale, per evitare che gli impianti possano essere lasciati, nei 30 anni della fase post operativa, con la copertura provvisoria: dopo due anni dall’ultimo conferimento a seguito della valutazione di eventuali cedimenti secondari del corpo discarica, deve essere predisposto il sistema di copertura finale, da completare entro i successivi 36 mesi. Durante l’esame dello schema di decreto, abbiamo aggiunto anche alcune osservazioni, come la necessità di ridurre al minimo anche l’emissione di odori e dunque di introdurre le definizioni di odore e di sostanza odorigena, nonché di molestia olfattiva. Allo stesso modo, abbiamo tra l’altro evidenziato la necessità di favorire lo sviluppo di una adeguata rete di impianti capaci di ricevere i rifiuti da demolizione e costruzione contenenti amianto. Come ci dimostra l’emergenza sanitaria, la sicurezza dei cittadini passa anche da una maggiore tutela degli ecosistemi e l’unica via percorribile per uscire dalla crisi è quella di concentrare attenzione e finanziamenti per puntare su un modello sociale e produttivo in grado sempre più di rigenerare le risorse delle quali necessita, riducendo al minimo il loro sfruttamento”.