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GRUPPO CAP: LA ROTTA PER UN FUTURO GREEN INDICATA A ECOMONDO

Dare risposte concrete alla gestione dei rifiuti in chiave di economia circolare; guardare all’innovazione tecnologica in ottica di sinergia industriale tra i diversi settori; puntare su strategie sostenibili del territorio che mettano al centro la riduzione delle emissioni e il recupero di materie di scarto per la produzione di energia green e biometano questi i quesiti al centro del Convegno organizzato l’8 novembre, a Ecomondo, dal titolo «Economia Circolare e gestione dei rifiuti, il ruolo delle bioraffinerie. Termovalorizzazione, recupero di materia e nuove tecnologie per la transizione». L’evento, organizzato da Gruppo CAP, ha riunito le testimonianze delle istituzioni nazionali e locali tra cui Regione Lombardia e dei più importanti player del settore, da Utilitalia a Legambiente, passando per Herambiente e Gruppo Iren. Spunto di riflessione il progetto, unico in Italia, della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, che porta la firma del gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano e di CORE S.p.A., il Consorzio Recupero Energetici.

Le dichiarazioni

Massimo De Rosa, Consigliere di Regione Lombardia: “L’economia circolare richiede investimenti in impianti, che possano creare posti di lavoro e soprattutto nuova ricerca, fondamentale per il nostro territorio. È importante quindi realizzarli e sostenerli tramite investimenti pubblici per superare la fase di transizione attraverso i termovalorizzatori che dovranno trattare la parte residuale del rifiuto. Questo passaggio durerà fino a quando non verranno progettati prodotti in grado di non generare rifiuti in assoluto. Questo è il futuro, l’economia lo ha compreso e si sta muovendo verso la giusta direzione”.

Alessandro Russo, Presidente e Amministratore Delegato di Gruppo CAP: “Pensare che l’economia circolare possa fare a meno di una gestione degli scarti è un’utopia, commenta I moderni impianti di termovalorizzazione sono dei tasselli fondamentali anche e soprattutto all’interno di filiere complesse come quella del Servizio Idrico Integrato. Ma vanno ripensati e trasformati in bioraffinerie; luoghi in cui dai rifiuti si possa ricavare energia, nutrienti, calore. Continuare a dire che l’economia circolare serve per superare i termovalorizzatori, è affermare una cosa falsa, che crea situazioni non sostenibili. La Biopiattaforma di Sesto San Giovanni nasce proprio per questo. Chiude il ciclo dell’acqua valorizzando i fanghi di depurazione, accoglie la frazione organica prodotta dai comuni del territorio e produce biometano. Un progetto Win Win per azienda, territorio e ambiente che fa risparmiare i cittadini e riduce le emissioni. Un concetto di green economy reale e non astratto”.

Roberto di Stefano, Sindaco di Sesto San Giovanni: “La città di Sesto San Giovanni ha una tradizione industriale che è nota nel mondo e ha saputo negli anni ripensarsi e cogliere le sfide dell’innovazione, conclude. Io ho avuto la fortuna di diventare Sindaco in un momento in cui sul vecchio termovalorizzatore giunto a fine vita si doveva prendere una decisione. Abbiamo scelto di non chiudere e di non investire in un ammodernamento. Al contrario abbiamo scelto di innovare trovando insieme a Gruppo CAP e a CORE una soluzione in grado di garantire sviluppo e crescita del territorio e migliori performance aziendali. Un progetto che non consuma suolo, che riduce le emissioni, salvaguarda i posti di lavoro e innova nella filiera dei rifiuti rendendola più sostenibile. Credo che la buona politica debba fare questo: promuovere la crescita e allo stesso tempo salvaguardare ambiente e qualità della vita dei cittadini”.