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IL PRESIDENTE DAVID SASSOLI AL CONSIGLIO EUROPEO SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

La lotta al cambiamento climatico è certamente in cima alle preoccupazioni dei cittadini europei e deve quindi essere una delle priorità della nostra agenda comune. L’Unione deve esercitare un ruolo guida in questa sfida.

Voglio ringraziare la Commissione europea, e la sua Presidente per aver presentato in modo tempestivo la Comunicazione sul Green Deal permettendo un primo dibattito politico in seno al Parlamento nella giornata di ieri.

È particolarmente positivo che le prime due iniziative legislative annunciate dalla Commissione nella Comunicazione sul Green Deal siano la Legge sul clima ed il Meccanismo per una transizione equa.

Due settimane fa, il Parlamento ha riconosciuto l’importanza senza precedenti della minaccia esistenziale che l’umanità deve affrontare. Ha dichiarato l’emergenza climatica e ambientale e si è impegnato ad adottare immediatamente misure concrete per farvi fronte.

Invito il Consiglio europeo ad assumersi sin da subito le proprie responsabilità e ad adottare a partire da oggi stesso l’obiettivo della neutralità climatica da raggiungere entro il 2050. Questo traguardo deve tradursi rapidamente in un accordo sulla proposta che la Commissione presenterà per una Legge sul clima, in linea con l’obiettivo globale dell’Accordo di Parigi di contenere l’aumento della temperatura entro il limite massimo di 1,5 ºC.

La traiettoria è importante quanto il punto di arrivo. Il prossimo decennio sarà di importanza cruciale se vogliamo che l’Unione sia neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Per raggiungere questo risultato con il miglior rapporto costo-efficacia, dobbiamo aumentare il prima possibile i nostri impegni per il 2030 e ridurre le emissioni europee di gas a effetto serra del 55% entro lo stesso anno. Se l’Unione europea non aumenta al più presto i suoi impegni, come può incoraggiare gli altri Paesi che producono emissioni a fare altrettanto nel corso dell’anno prossimo in vista della COP26? Sappiamo tutti bene che allo stato attuale l’Unione non raggiungerà i suoi obiettivi per il 2030. Occorre quindi agire e farlo subito. Il business as usual non è più accettabile!

Il perseguimento di questi scopi apre opportunità economiche e tecnologiche per i nostri cittadini e le nostre imprese, in termini di occupazione e innovazione. Queste trasformazioni rappresentano un’opportunità per l’Unione, con investimenti nell’innovazione industriale per stimolare la crescita, rafforzare la competitività, promuovere le competenze future e creare posti di lavoro.

Al tempo stesso siamo perfettamente consapevoli dei profondi cambiamenti che esso implica nelle nostre società e nelle nostre economie.

È per questo motivo che le misure da attuare devono sostenere la competitività ed essere accompagnate da forti misure sociali e di inclusione per garantire una transizione giusta ed equa, che favorisca la creazione di posti di lavoro e rispetti la necessità di un elevato livello di protezione sociale.

Dobbiamo inoltre adottare una strategia preventiva e partecipativa per garantire che tutti i cittadini beneficino della transizione, compresi quelli che appartengono alle regioni ed alle comunità più vulnerabili. Per questo il Parlamento accoglie con grande favore la proposta annunciata dalla Commissione per la creazione di un fondo per una riconversione equa quale strumento unico a livello europeo per garantire una transizione inclusiva e mirata a favore delle popolazioni e delle regioni più colpite dalla decarbonizzazione. Il Just Transition Fund è una richiesta avanzata dal Parlamento già molto tempo fa; per questo non penso di sorprendervi nell’annunciare che saremo particolarmente attenti nell’assicurare al Meccanismo tutti i fondi necessari, in quanto parte del Green Deal. L’obiettivo è arrivare a mobilitare almeno 100 miliardi di euro di cui una parte deve essere costituita da nuove risorse.

Nessuno dovrà essere lasciato indietro. Gli sforzi di chi dipende in maniera maggiore dal carbone devono essere riconosciuti e sostenuti.

Il Green Deal dovrà dunque definire una strategia completa e ambiziosa per realizzare un’Europa neutrale dal punto di vista climatico e la Commissione dovrà adattare tutte sue le politiche pertinenti in tal senso, in particolare nei settori del clima e dell’energia, dell’agricoltura e dei trasporti L’integrazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nel processo del Semestre europeo e la “verifica della sostenibilità” delle iniziative future saranno fondamentali per il suo successo. Il Parlamento vigilerà affinché le politiche attuate siano coerenti, eque e sostenibili.

Per raggiungere questi obiettivi, l’Unione deve non solo rendere il suo budget “verde” in senso orizzontale, ma anche dotarsi di risorse finanziarie adeguate. Il Green Deal può essere un successo solo se vi è un’assoluta mobilitazione delle risorse necessarie per garantire un’equa transizione ecologica.