Tangenti Accenture: riparte, dopo lo stop dovuto ad un’accusa infondata ed anacronistica, l’attività chiara della Fondazione che punta, tra l’altro, alla qualità ambientale e al risparmio energetico
Roma Capitale Investments Foundation è nata per sopperire alla mancanza di uno strumento giuridico e operativo per dialogare con gli investitori privati, interessati a sviluppi tecnologici sul territorio di Roma. È un Ente patrocinato da Roma Capitale, ma non è partecipato finanziariamente da essa, in alcun modo. Le uniche risorse di cui la Fondazione si avvale sono i conferimenti versati dai soci, che aderiscono ad essa sulla scorta di progettualità mirate alla promozione e alla tutela del benessere collettivo, dell’ambiente e del risparmio energetico. Di queste, va ricordato il progetto «Milia Passuum», progetto tecnologicamente avanzato volto alla creazione di un’infrastruttura completa e di lunga durata per il Comune di Roma, già vincitore di un riconoscimento per il suo alto valore etico (il premio Awards 231). Nato dalla collaborazione tra le società Cisco, Skyset, Sirti e Postecom, «Milia Passuum» prevede la realizzazione di un sistema aperto di monitoraggio e analisi e controllo della viabilità mediante l’utilizzo dei sistemi omologati (come il «sorpassometro»), per il raggiungimento efficace di sicurezza e controllo ambientale, con la finalità di contrastare il grave fenomeno dell’incidentalità sulle strade della Capitale.
Fin qui propositi ed obiettivi della Fondazione. Da qui, la storia assurda di una assurda accusa…
Accuse e fatti
Chiamata recentemente in causa nelle indagini a carico di Fabio Ulissi, imprenditore vicino al Sindaco Alemanno, la Roma Capitale Investments Foundation ha dichiarato, in una conferenza stampa indetta appositamente, la sua assoluta estraneità ai fatti. Tutto comincia la scorsa settimana, quando Ulissi – membro dell’ufficio di presidenza della Fondazione – viene indagato assieme ad altre cinque persone, per una presunta tangente di 80mila euro, che avrebbe permesso alla società Accenture di aggiudicarsi, grazie a funzionari comunali compiacenti, un appalto per la gestione dei servizi informatici del Comune di Roma.
A sostenere l’impossibilità di qualsiasi coinvolgimento di Roma Capitale Investments Foundation, il Presidente Giorgio Heller che, documenti alla mano, ha sottolineato – assieme al legale della Fondazione avv. Claudio Coratella – come la gara d’appalto in questione fosse stata indetta nel 2010, e aggiudicata il 7 marzo 2012. E dato che la Fondazione è stata costituita il 26 luglio 2012 – quindi, quattro mesi e mezzo dopo – ci si chiede come mai sia stata coinvolta in questa vicenda. “Se una tangente c’è stata”, ha ribadito l’avv. Coratella, “spetterà alla Magistratura stabilirlo: ma la Fondazione, all’epoca dei fatti contestati, non esisteva. E quindi, non può essere applicata alla Fondazione alcuna ipotesi di reato”. Il Presidente Heller ha poi precisato che l’Ufficio di Presidenza della Fondazione, nel quale operava Fabio Ulissi, non è un organo statutario, bensì una sorta di «ufficio di staff», senza quindi nessun potere decisionale o consultivo. “Il ruolo di Ulissi – svolto del tutto volontariamente, così come volontaria è l’attività di tutte le professionalità che operano per la Fondazione – era riferito alla possibilità di far aderire nuove imprese alla Fondazione stessa. Un ruolo che, del resto, non ha mai portato a nessun tipo di risultato”. Heller, che è anche Consigliere del Sindaco per le nuove tecnologie e i rapporti con le imprese operanti nell’ambiente e nell’energia, conobbe Ulissi quando frequentava l’entourage di Alemanno ma, di fatto, non ha mai operato nella Fondazione (“al massimo, l’avremo visto un paio di volte”).
Nel corso della conferenza è stata chiarita anche la «misteriosa» vicenda del fantomatico ex rapper americano John Parker jr, che il 7 novembre 2011 firmò assieme ad Alemanno un accordo per promuovere la formazione nella piccola impresa. Heller, dopo aver sottolineato che l’accordo era stato siglato con il Comune di Roma, e non con la Fondazione (che a quel tempo, come noto, non esisteva ancora), ha precisato – anche in questo caso, con le «carte alla mano» – come quello stesso accordo, che prevedeva l’avvio delle attività entro trenta giorni, sarebbe stato rescisso il 25 gennaio 2012 dallo stesso Alemanno, non essendo state portate a termine le indispensabili attività preliminari.









































