Home News LA DIETA PREF...

LA DIETA PREFERITA DAL PIANETA

Ci sono abitudini alimentari più inquinanti di altre. Virtuosa la dieta mediterranea, che si conferma buona per la salute delle persone e per l’ambiente


La filiera agroalimentare è stata coinvolta nelle politiche per la lotta al cambiamento climatico. Un dato: in Occidente il consumo di alimenti provoca circa il 30% delle emissioni di gas serra, dovuto alla carne per il 12%, ai prodotti lattiero caseari per il 5%, a quelli ortofrutticoli per il 2% e a cereali e derivati per l’1% delle emissioni complessive. È tempo che accresca tra i cittadini la consapevolezza che quello che mangiano ha una ripercussione sull’ambiente tanto quanto il mezzo di trasporto che decidono di usare.

In virtù di questa premessa è facile supporre che esistano diete maggiormente tollerate dall’ambiente. A puntare il dito innanzitutto la Fondazione BCFN che presenta nuovi dati a conferma della validità della Doppia Piramide nutrizionale e ambientale, il modello che mette a confronto la salubrità e la sostenibilità dei diversi alimenti (lo studio completo è disponibile al link: http://www.barillacfn.com/position-paper/pp-doppia-piramide-2015-le-raccomandazioni-unalimentazione-sostenibile/).

Ma di quanto possiamo ridurre il nostro impatto ambientale cambiando dieta?

Se una famiglia di quattro persone adottasse per un intero anno un menu sostenibile, si risparmierebbero 3,7 tonnellate di CO2, pari a quella emessa guidando per 26.000 chilometri o al consumo biennale di gas della stessa famiglia. In Italia, adottare un menu sostenibile significa ridurre del 30% il proprio impatto ambientale in termini di emissioni di CO2, e ridimensionare del 17% l’impronta ecologica.

Adottare diete sostenibili diventa quindi sempre più urgente non solo per la salute delle persone, ma per il futuro stesso del pianeta.

Secondo la definizione dalla FAO: “le diete sostenibili sono diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale, nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future. Le diete sostenibili concorrono alla protezione e al rispetto della biodiversità e degli ecosistemi, sono culturalmente accettabili, economicamente eque e accessibili, adeguate, sicure e sane sotto il profilo nutrizionale e contemporaneamente ottimizzano le risorse naturali e umane”.”.

L’Unione Europea ha fissato nella «Roadmap to 2050» l’obiettivo di ridurre dell’80% le emissioni di CO2 prodotte dagli Stati ed i comportamenti alimentari giocano in questo un ruolo fondamentale. In particolare l’UE suggerisce di adottare abitudini alimentari che riducano il consumo di proteine animali a vantaggio di alimenti a più basso impatto ambientale. Tra gli esempi di diete sostenibili la FAO cita in particolare la dieta mediterranea, un modello alimentare che si caratterizza per la sua varietà, oltre che per uno spiccato equilibrio nutrizionale. Prevede un elevato consumo di verdura, legumi, frutta fresca e secca, olio d’oliva e cereali (per il 50% integrali), un moderato consumo di pesce e prodotti caseari (specialmente formaggio e yogurt) e un ancora più moderato consumo di carne rossa, carne bianca e dolci. La sostenibilità della dieta mediterranea è resa evidente dal modello della Doppia Piramide nutrizionale e ambientale, ideato dalla Fondazione Barilla BCFN nel 2009 e la cui validità viene oggi ulteriormente confermata dagli oltre 1200 studi utilizzati come fonti.

[Redazione PROTECTAweb]
[16 Lug 2015]