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L’AMBIENTE AGLI ONORI DEL DIRITTO

I Circoli dell’Ambiente, per voce del Presidente Alfonso Firmiani, plaudono all’approvazione della tanto attesa legge sugli ecoreati, ma invitano a fare attenzione ai margini di discrezionalità dei magistrati

Salutiamo con favore, anzi, con gioia e tripudio l’approvazione della Legge sugli eco-reati: al di là della sostanza, è un segnale importante, seppur sia arrivato con trent’anni di ritardo”. Sono le dichiarazioni di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: “L’Italia è un Paese assolutamente arretrato dal punto di vista del diritto ambientale: basti pensare che non è stato ancora elevato a rango costituzionale in maniera netta e precisa il principio della tutela dell’Ambiente e dell’Ecosistema. Se pensiamo che Nazioni come la Francia hanno addirittura dedicato alla problematica una complessa normativa costituzionale come la «Charte de l’Environnement» ci rendiamo conto che il percorso è ancora lunghissimo e noi siamo a pochi passi dal punto di partenza. C’è da dire, però, che in una Legislatura in cui l’Ambiente non è stato di certo al centro dell’azione dei due Governi che si sono succeduti, la norma «in materia di delitti contro l’ambiente» sembra dare rinnovato vigore al tema della eco-tutela, il cui primo pilastro è riconosciuto a livello internazionale essere proprio la lotta agli inquinamenti. È importantissimo aver introdotto i delitti di «inquinamento» e «disastro ambientale», peraltro ponendo un argine ad una deriva giustizialista che rischiava non di punire i delinquenti, ma di bloccare, attraverso un sistema di processi, sequestri e confische «facili», anche l’attività delle aziende del settore per errori umani dei dipendenti: è in questo senso, ad esempio, che mi sento di interpretare l’avverbio «abusivamente» introdotto al Senato nel nuovo art. 452-bis del Codice Penale”. Conclude: “Da giurista ed avvocato, mi è stato chiesto se il testo è migliorabile. Quale norma non lo è? Credo che questo testo lasci ancora una eccessiva discrezionalità ai magistrati, ma il diritto vivente saprà orientare anche modifiche che, negli anni a venire, ci dovranno essere necessariamente e con una certa frequenza”.

[Redazione PROTECTAweb]

[20 Mag 2015]