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L’ITALIA A RISCHIO MULTE PER INFRAZIONE SUI RIFIUTI. MA CLINI RASSICURA POTO?NIK

Sanzioni di 100+180 milioni l’anno per inadempimenti nel settore dei rifiuti. Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini al Commissario Poto?nik: “L’Italia è impegnata ad assicurare il recupero efficiente dei rifiuti e il risanamento delle discariche abusive”. Ma le misure urgenti all’esame del Parlamento rischiano di essere vanificate per la chiusura anticipata della legislatura


L’Italia a rischio sanzioni. Il carico dei rifiuti mal gestiti potrebbe costringerci a sopportare il peso di una multa di 56 milioni di provvisionale e 46 milioni ogni sei mesi. La cattiva condotta sta nella procedura di infrazione sulla messa in sicurezza delle discariche non in regola. Infatti i passi fatti, seppur significativi (le discariche sono passate da 5mila a 214), non sono sufficienti e alcune Regioni hanno accumulato ritardi gravi anche per l’uso non efficiente delle risorse finanziarie disponibili e per il ricorso a procedure “barocche” di autorizzazione degli interventi necessari. Ma la pioggia di sanzioni potrebbe non finire qui. 180 milioni l’anno potrebbero essere imputati per la gestione non corretta dei rifiuti in Campania. Il piano presentato alla UE dalla Regione prevede un’entrata a regime nel 2016, ma nello stesso tempo non sono state adottate tutte le decisioni in merito alla localizzazione degli impianti, in particolare per l’opposizione del Comune di Napoli, mentre la raccolta differenziata procede a rilento. Nemmeno Roma può dirsi al sicuro, oggetto com’é di due procedure di infrazione: l’uso quasi esclusivo della discarica come sistema di smaltimento dei rifiuti, per lo più non trattati; lo scarso livello di raccolta differenziata e l’ancora più bassa percentuale di recupero di materia ed energia.

 

L’Italia è impegnata a promuovere il recupero di materia e di energia dai rifiuti, attraverso l’estensione a tutte le regioni dei programmi per la raccolta differenziata e la riduzione progressiva delle discariche”, ha però assicurato il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, al Commissario UE Janez Poto?nik, incontrato a margine della riunione del Consiglio Ambiente a Bruxelles. “Ma – ha aggiunto il Ministro – è necessario adottare misure urgenti a livello nazionale che erano all’esame del Parlamento e che invece rischiano di essere vanificate per la chiusura anticipata della legislatura”.

 

Nel caso in cui il Parlamento non fosse in grado di aggiornare la normativa, l’emergenza rappresentata dalle procedure di infrazione potrebbe autorizzare l’emanazione di un decreto legge con misure urgenti. Tra queste, oltre un vincolo generalizzato per la raccolta differenziata a carico delle autorità competenti, sostenuto da sanzioni a carico degli amministratori inadempienti, la previsione di impiego degli impianti fuori regione per il recupero di materia e di energia dai rifiuti per tempi limitati all’adeguamento dei singoli sistemi regionali e a condizione di non pregiudicare la corretta gestione dei rifiuti nelle regioni di destinazione. Peraltro, già oggi il recupero energetico dei rifiuti urbani indifferenziati non è sottoposto ad alcun vincolo territoriale.

 

A ben vedere, però, una normativa nazionale più restrittiva di quella comunitaria non permette di assicurare il recupero dei rifiuti prodotti. Le regole europee infatti impongono di conseguire l’autosufficienza a livello nazionale. L’Italia però vuole fare storia a sé, ma imponendo che tale autosufficienza debba attuarsi in ambito regionale, ha solo ottenuto la soddisfazione di un paradossale risultato: l’esportazione dei rifiuti all’estero!

 

[Redazione Protectaweb]