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L’ITALICO «ELECTROSLUDGE» FINANZIATO DALL’UE

L’innovativo programma di ricerca sui fanghi promosso da Polimi, gruppo CAP e AST, ha conquistato la fiducia della Unione Europea che coprirà il 60% delle spese di realizzazione dell’eco-progetto


Si chiama ELECTROSLUDGE ed è il progetto che ha guadagnato l’approvazione ed il finanziamento dell’Unione Europea che, nell’ambito del Programma LIFE, provvederà a coprire il 60% dei costi di realizzazione. Il progetto punta ad applicare tecnologie avanzate e innovative per la disidratazione dei fanghi prodotti dagli impianti di depurazione delle acque di rifiuto. A firmare il sistema è il gruppo CAP insieme al Politecnico di Milano e ad AST System Automation, azienda specializzata in sistemi per l’automazione industriale.

Con questo sistema, grazie a un processo di elettro-osmosi ad elevata efficienza energetica, si possono disidratare fanghi urbani provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue fino a un tenore nel contenuto secco del 30%: riducendone il peso si facilita il loro smaltimento finale a favore di una maggiore efficienza degli impianti, di una diminuzione dei costi di gestione e soprattutto di un beneficio ambientale.

La tecnologia è stata sviluppata e brevettata da AST System Automation. Il prototipo contiene diverse innovazioni rispetto ad analoghe macchine recentemente introdotte sul mercato, ed è basato su un elettrodo rotante che aumenta l’omogeneità del fango in corso di disidratazione, che riduce i consumi energetici e aumenta il contenuto di secco finale. L’elettro-osmosi è una tecnica particolarmente interessante per i fanghi che non raggiungono il 20% di secco con le tecniche di disidratazione meccanica convenzionale (quali ad es.: nastro-presse e centrifughe).

La Sezione Ambientale del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano, fornirà l’assistenza alla progettazione del prototipo e il supporto scientifico alla sperimentazione. Il gruppo CAP partecipa alla ricerca, che si svilupperà in 4-5 anni, mettendo a disposizione campioni di fanghi da diversi impianti di depurazione. In particolare su quattro dei depuratori saranno realizzate prove in campo con il prototipo in scala industriale realizzato da AST.

[Redazione PROTECTAweb]

[2 Ott 2015]