Il sottosegretario all’Economia delinea un nuovo corso che sposta il prelievo fiscale dalla produzione al consumo delle risorse, cioè al peso dell’inquinamento. Questo in nome di crescita e occupazione e in coerenza con le indicazioni europee
Un bivio lungo il percorso della pressione fiscale, che gradualmente abbandona la via della produzione per mirare dritto verso il consumo. Questo per rendere più vicini gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento e di crescita economica ed occupazionale. A sottolineare le nuove mosse sulla scacchiera della green economy il Sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini in audizione davanti alle commissioni riunite Ambiente e Industria alla Camera, il 17 giugno a Roma.
“Una rimodulazione fiscale sui prodotti più inquinanti è coerente con le raccomandazioni della commissione Europea di spostare gradualmente il prelievo dai fattori produttivi ai consumi ambientali”, ha detto infatti Legnini, e questo “per conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti e portare il sistema economico lungo un sentiero di sviluppo che faccia un uso meno intensivo delle fonti fossili“. Il tema della fiscalità ambientale, fa notare il Sottosegretario, è nodo cruciale per il nostro Paese e questo sia per le “raccomandazioni della commissione Ue sull’utilizzo della riforma fiscale ecologica per il rilancio della crescita sostenibile”, e sia per “la proposta di modifica della direttiva comunitaria sulla tassazione dei prodotti energetici”.
”Sono quattro gli obiettivi tematici che fanno riferimento allo sviluppo sostenibile e in particolare agli obiettivi in campo ambientale ed energetico” dice il Sottosegretario spiegando che riguardano ”la transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2, la promozione all’adattamento climatico, la tutela dell’ambiente e l’uso efficiente delle risorse, la promozione dei sistemi di trasporto sostenibili e le infrastrutture di rete”. In particolare, solo i primi tre ”assorbono il 38,82% delle risorse complessive”. Per quanto riguarda il Fondo di sviluppo e coesione ”nella programmazione 2014-2020 le importantissime risorse aggiuntive, 54,810 miliardi di cui l’80% pari a 43,848 miliardi da iscriversi a bilancio, sono fortemente orientate all’economia verde”. “Durante l’impegno della presidenza di turno dell’Ue – ha sottolineato ancora Legnini – avremo a disposizione una preziosa occasione per affrontare in maniera condivisa e coerente i temi della green economy, e in particolare della fiscalità ambientale”. Altri temi «prioritari» della presidenza italiana riguarderanno ”il pacchetto clima energia per il post 2020” per la riduzione delle emissioni di CO2, “la maggiore integrazione tra ambiente crescita economica, la protezione della biodiversità e dei servizi resi dal sistema ecologico”.
[Redazione PROTECTAweb]









































