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PESCA ILLEGALE… SENZA SCAMPO

La Commissione FAO sulla pesca approva le «Linee guida volontarie per il comportamento dello Stato di bandiera». Si tratta di un nuovo attacco alla pesca non dichiarata e non regolamentata, piano condiviso a livello internazionale


Nel mirino la pesca IUU – acronimo inglese per indicare la pesca illegale non dichiarata e non regolamentata. Si tratta di «pesca grossa» in quanto si stima che ammonti tra gli 11 e i 26 milioni di tonnellate di pescato all’anno, per un valore tra i 10 ed i 23 miliardi di dollari! I Paesi hanno quindi «fatto muro» a questa pratica illegale, approvando una serie di linee guida internazionali che riterranno gli stati maggiormente responsabili per le attività dei pescherecci battenti la loro bandiera. Le «Voluntary Guidelines for Flag State Performance» (appunto «Linee guida volontarie per il comportamento degli Stati di bandiera»), infatti, sottolineano una serie di azioni che i Paesi possono adottare per garantire che le navi registrate sotto la loro bandiera non pratichino attività di pesca IUU, che rappresenta tra l’altro una grave minaccia per la pesca sostenibile e per i mezzi di sussistenza che da essa dipendono.

Anche se le linee guida sono volontarie, la loro approvazione da parte dei membri della Commissione Pesca della FAO (COFI – la cui 31ª sessione si è tenuta in questi giorni a Roma) rappresenta una presa di posizione chiara dei Paesi di aderire a un insieme condiviso di standard per le prestazioni dello Stato di bandiera.

Frutto di anni di negoziati, le linee guida godono adesso di un ampio sostegno internazionale. “La decisione di oggi rappresenta una grossa svolta nella lotta contro la pesca IUU, che non solo mette a rischio gli ecosistemi marini, ma mina qualsiasi sforzo intrapreso a livello nazionale, regionale o internazionale di gestire la pesca in modo sostenibile”, ha affermato Árni M. Mathiesen, vice-Direttore Generale della FAO per la Pesca e l’Acquacoltura. “Insieme all’Agreement on Port State Measures del 2009 (Accordo sulle misure dello Stato di approdo), che aiuta a impedire l’ingresso nei porti ai pescherecci IUU, e quindi blocca il flusso di pescato IUU nei mercati nazionali e internazionali, queste linee guida forniranno un potente strumento per combattere la pesca IUU nei prossimi decenni”, ha aggiunto.

Ricordiamo che il concetto di «Stato di bandiera» si riferisce a qualsiasi Paese – sia costiero sia senza sbocco sul mare – che registra un peschereccio e lo autorizza a battere la sua bandiera. Gli Stati di bandiera sono già tenuti a mantenere un registro delle proprie navi, schedate insieme alle informazioni sull’autorizzazione a pescare, su quali specie possono pescare e su che tipo di attrezzature possono utilizzare. Tuttavia, molti pescherecci impegnati in attività illegali, eludono le misure di controllo con la cosiddetta tecnica del «flag hopping» – cambio frequente di bandiera.  Questa pratica ovviamente mina qualsiasi sforzo anti-IUU. Le linee guida volontarie mirano a reprimere questa pratica, tra le altre cose, promuovendo una maggiore cooperazione e lo scambio d’informazioni tra i paesi, mettendo gli Stati di bandiera in grado di rifiutare la registrazione delle navi che sono state precedentemente segnalate per la pesca IUU, o che sono già registrate con un altro Stato di bandiera. Le linee guida forniscono anche indicazioni su come i paesi potrebbero incoraggiare la conformità alle norme e agire contro quelle navi che non le rispettano, nonché su come migliorare la cooperazione internazionale per aiutare i paesi in via di sviluppo ad ottemperare le loro responsabilità in quanto Stato di bandiera. Le linee guida si basano sul diritto marittimo internazionale esistente, oltre che su molti importanti strumenti internazionali stabiliti nell’ambito della FAO: il Compliance Agreement del 1993, il Codice di condotta per una pesca responsabile del 1995, il Piano d’azione internazionale del 2001 per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca IUU.

 

Redazione PROTECTAweb