Roberta Di Giuli • A chiederlo sono i cittadini europei che, protagonisti di un’indagine Eurobarometro, manifestano apprensione per l’inquinamento atmosferico e auspicano interventi più incisivi da parte dell’Unione Europea
•• La cartolina dall’Europa che ritrae l’opinione (preoccupata…) dei cittadini dei diversi Paesi in merito alla qualità dell’aria che si respira, fungerà da «ispirazione» per la Commissione che utilizzerà i risultati dell’indagine per la revisione della sua politica in materia di qualità dell’aria, attualmente in corso e che dovrebbe essere ultimata nella seconda metà del 2013.
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In particolare, l’indagine Eurobarometro, intitolata «La posizione degli europei riguardo alla qualità dell’aria», ha «ascoltato» l’opinione di 25mila cittadini appartenenti a tutti gli stati membri della UE che, nel dire la loro, hanno dimostrato una tendenza comune: il 56% ritiene che la qualità dell’aria sia peggiorata negli ultimi 10 anni. Condividono questa convinzione addirittura 81 italiani su 100, mentre a Cipro, in Francia, in Grecia, in Ungheria, in Romania e in Spagna la percentuale si attesta tra il 70 e il 75%.
L’indagine evidenzia un’insoddisfazione diffusa nei confronti degli interventi in atto per affrontare i problemi connessi alla qualità dell’aria: sette europei su dieci (il 72%) non ritengono adeguati gli sforzi fatti dalle autorità pubbliche per dare risposte adeguate al problema.
Destano preoccupazione anche le ripercussioni dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana e sull’ambiente naturale: quasi nove europei su dieci – e addirittura il 97% degli italiani – ritengono che le malattie connesse alla qualità dell’aria, quali le affezioni respiratorie e cardiovascolari, rappresentino un problema serio; circa otto su dieci ritengono gravi l’acidificazione e l’eutrofizzazione (per l’Italia rispettivamente l’82% e 87%).
Le soluzioni indicate dai cittadini
Ma per far fronte a questa poco rassicurate situazione, cosa propone il cittadino europeo? Quasi quattro intervistati su cinque (79%) ritengono che l’Unione europea debba mettere a punto ulteriori misure per combattere l’inquinamento atmosferico. Come? Il 43% degli intervistati suggerisce di rafforzare i controlli sulle emissioni dell’industria e del settore energetico. Le emissioni dei veicoli (96%), del settore industriale (92%) e dei trasporti internazionali (86%) sono considerate le maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico. Almeno sei intervistati su dieci (64%) in Italia pensano che i produttori di auto non si impegnino abbastanza per difendere la qualità dell’aria.

Si ritiene, invece, che le automobili elettriche e quelle ibride a energia elettrica e a benzina offrano benefici maggiori per la qualità dell’aria, mentre l’energia elettrica è ritenuta il sistema di riscaldamento domestico più rispettoso dell’ambiente, seguita da biomassa legnosa, gas e biomassa sottoforma di pellet. Sette intervistati su dieci sono convinti che le fonti energetiche rinnovabili debbano essere considerate la principale opzione energetica per il futuro. Circa l’85% dei cittadini europei concorda con il principio “chi inquina paga”, in base al quale coloro che inquinano si devono fare carico dei costi delle ripercussioni negative determinate dalle loro scelte, sulla salute e sull’ambiente. Dovendo suggerire comportamenti individuali in grado di determinare un miglioramento della qualità dell’aria, la maggioranza degli intervistati (il 63%) ha indicato la riduzione dell’uso dell’automobile e la sostituzione delle apparecchiature vecchie che consumano energia con modelli più efficienti (il 54%).
“I cittadini ci chiedono di intervenire e noi lo faremo esaminando nel 2013 la nostra politica sulla qualità dell’aria”, ha affermato Janez Poto?nik, Commissario europeo responsabile per l’Ambiente. “Ci vengono chieste più misure nei settori chiave e una migliore informazione sull’efficacia delle politiche: per soddisfare tali richieste dobbiamo collaborare a tutti i livelli politici e dispiegare interventi concreti sul territorio.”
Il ruolo dell’informazione
Convinzioni, ipotesi, proposte. I cittadini si sono espressi sulla qualità dell’aria ma come hanno risposto in merito alla loro effettiva conoscenza delle norme UE in merito all’argomento e sui limiti nazionali di emissione? Solo il 25% si è detto informato su tali strumenti. Di questo, oltre la metà (rispettivamente il 58 e il 51%) è favorevole ad un loro potenziamento. Infatti, il livello di informazione sulla qualità dell’aria è generalmente ritenuto insufficiente: quasi sei europei su dieci (il 59%) non si sentono adeguatamente informati al riguardo; in Spagna il 31% e in Lussemburgo, Cipro e Lettonia il 27% degli intervistati ritiene di non disporre di alcuna informazione.
Ma in mancanza di un’informazione precisa, viene da chiedersi, sulla base di quali dati si possano essere espressi gli europei intervistati? Sensazioni – probabilmente – ed impressioni…












































