In vista del Consiglio Europeo, una Conferenza Ministeriale a Roma elabora un pacchetto di proposte per rilanciare il settore industria. L’impegno dell’Italia dalla voce del Ministro Zanonato che promette di puntare a ridurre i costi dell’energia per favorire la crescita del settore.
Nelle mani dell’industria manifatturiera il rilancio della crescita economica ed occupazionale dell’Europa. Ma se di mani si tratta, devono essere più forti, tanto da poter afferrare il settore e trascinarlo fuori dalla secca. Primo passo da compiere: dare gli strumenti giusti per accrescere la potenza. Ma prima è indispensabile parlarne, per individuare i termini di un Piano così strategico. Teatro del confronto è stata la seconda Conferenza Ministeriale europea degli «Amici dell’Industria» che – coordinata dal Ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato – si è svolta a Villa Madama a Roma. I lavori sono stati chiusi dal Presidente del Consiglio Enrico Letta.
Obiettivi e strategie
Il rilancio industriale è un paradigma a cui devono ispirarsi tutte le politiche dell’Unione europea perché da ciò dipende la sostenibilità della crescita futura e il raggiungimento di adeguati livelli occupazionali. L’operazione «rafforzamento» si deve attuare nel breve periodo attraverso misure concrete e incisive finalizzate alla diversificazione dei settori produttivi, all’eliminazione di elementi di criticità che frenano la produzione, come la bolletta energetica e il differente costo del lavoro, e a favorire maggiori investimenti in ricerca e sviluppo. Nel dettaglio, all’incontro sono state affrontate diverse questioni che hanno permesso significativi passi in avanti rispetto alla prima Conferenza degli «Amici dell’Industria» che si è tenuta a ottobre scorso a Parigi. I Ministri UE hanno, ad esempio, concordato sulla necessità, per restituire all’industria un ruolo da protagonista, di disegnare nuovi modelli in cui una quota crescente di valore aggiunto sia prodotta dalla ricerca e da sistemi ad essa connessi, senza puntare solo sull’innalzamento dei differenziali competitivi tra le diverse economie. Un focus particolare sull’energia affinché possa diventare a sua volta driver di sviluppo e di rilancio: un’energia più competitiva e sostenibile è quindi una delle questioni su cui i ministri si sono impegnati a… impegnarsi con forza in sede europea.
Le conclusioni della Conferenza, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di 24 Paesi europei, hanno preso forma di una Dichiarazione congiunta che sarà inviata ai Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri affinché il tema possa essere affrontato al massimo livello per favorire azioni concrete in vista dell’importante Consiglio europeo di marzo.
“Ci siamo formalmente impegnati a portare avanti, con grande determinazione, azioni concrete e mirate con l’obiettivo di favorire la ripresa economica soprattutto attraverso l’innovazione nel comparto manifatturiero – afferma a conclusione del summit il Ministro Zanonato -. Perché, come affermato dal Presidente Letta a Bruxelles, le politiche industriali e di competitività devono essere messe al centro dell’attenzione in sede europea. In qualità di Ministro dello Sviluppo economico – ha aggiunto – assicuro il massimo impegno in vista del Semestre italiano di Presidenza della UE durante il quale il nostro governo si batterà per annullare il più possibile quelle criticità che oggi fanno segnare il passo alla crescita delle imprese. Ritengo che, come esistono impegni vincolanti in materia di clima e di energia, così dobbiamo porci l’obiettivo del rilancio dell’industria europea che deve tornare, possibilmente entro il 2020, al livello di contributo al PIL continentale che il settore aveva alla fine del secolo scorso.”










































