La Commissione europea ha adottato il 2 giugno scorso una comunicazione che contribuisce a definire la posizione dell’Unione nei negoziati internazionali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), impegno che fa seguito agli obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM). Una sfida da vincere entro la prossima generazione
•• I punti qualificanti di tali Obiettivi sono: rafforzare l’impegno della comunità internazionale per eliminare la povertà e favorire uno sviluppo sostenibile, due sfide che incidono sulla vita delle generazioni attuali e future. La comunicazione della Commissione illustra alcuni principi fondamentali e propone settori prioritari e potenziali obiettivi per gli anni successivi al 2015, in quanto tappe per la definizione di un numero limitato di obiettivi di sviluppo sostenibile.
In proposito Janez Poto?nik, Commissario per l’Ambiente, ha sottolineato che: “Occorre un nuovo quadro per mobilitare la comunità internazionale a favore di alcuni scopi strettamente collegati tra loro: eliminare la povertà, aumentare il benessere e al contempo garantire che il progresso sia sostenibile nei limiti delle risorse del pianeta. Il programma delle Nazioni Unite per il periodo successivo al 2015 deve essere universale e fornire una risposta globale a tutti“.
Per il Commissario europeo per lo sviluppo Andris Piebalgs,: “È ormai riconosciuto che, per la prima volta, il mondo dispone delle tecnologie e delle risorse necessarie per eliminare la povertà estrema nell’arco della nostra generazione. Non abbiamo scuse per mancare questo obiettivo e dobbiamo fermamente impegnarci per realizzarlo. Gli unici modi per farlo sono la crescita e uno sviluppo che sia sostenibile. Dobbiamo trovare soluzioni che realizzino un autentico equilibrio tra obiettivi economici, sociali e ambientali. E dobbiamo riunire i governi, ma anche la società civile, il settore privato e i cittadini per realizzare un quadro globale che assicuri a tutti una vita dignitosa“.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile – si legge nel documento – contribuiranno a definire un nuovo quadro internazionale che dovrà succedere agli obiettivi di sviluppo del Millennio. Sarà un quadro universale e applicabile a tutti, basato su un partenariato tra tutti i paesi, nonché con la società civile e il settore privato. Tutti i paesi dovrebbero offrire il loro giusto contributo per il raggiungimento degli obiettivi globali e dovrebbero renderne conto ai loro cittadini e alla comunità internazionale. Il quadro si baserà su tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: sociale, ambientale ed economica. In tal modo apporterà vantaggi tangibili ai cittadini dell’UE: la promozione dei fattori di crescita inclusiva e sostenibile, migliori condizioni sociali e un ambiente più sano e pulito.
La Commissione invita ad affrontare questioni di interesse globale quali la povertà, l’ineguaglianza, la salute, la sicurezza alimentare, l’istruzione, la parità tra uomini e donne, l’acqua e gli impianti igienico-sanitari, l’energia sostenibile, il lavoro dignitoso, la crescita inclusiva e sostenibile, il consumo e la produzione sostenibili, la biodiversità, il degrado del suolo, il mare e gli oceani.
Un quadro che dopo il 2015 dovrebbe anche adottare un’impostazione basata sui diritti e occuparsi di giustizia, uguaglianza ed equità, buon governo, democrazia e stato di diritto, mirando a società pacifiche e libere dalla violenza.
La proposta di comunicazione sarà discussa prossimamente dal Consiglio dei ministri e dal Parlamento europeo. L’esito di questa discussione servirà per orientare la posizione dell’UE nei negoziati a livello delle Nazioni Unite e contribuirà alla preparazione della relazione del Segretario Generale dell’ONU sul quadro post 2015, che sarà pubblicata nel corso di quest’anno. Le conclusioni del gruppo di lavoro aperto dovrebbero essere pubblicate il mese prossimo.










































