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Ambiente: l’Italia scuoterà l’Europa?

Ambiente Europa

Il Ministro dell’Ambiente Galletti racconta l’eco-programma dell’Italia alla guida del semestre europeo. L’obiettivo? Cambiare colore al vecchio continente, da brown a green, puntando su crescita e occupazione ma anche su clima, Ogm, rifiuti, shoppers

Un’Europa di verde vestita? Ecco gli «indumenti» che propone di rinnovare il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti per rendere più ecologica l’immagine del vecchio continente: tagli su misura per clima ed energia, nuove tendenze per Ogm, rifiuti, shoppers. Il cambio di look sarà da perseguire nel semestre di presidenza italiana UE, quando lo stesso ministro vestirà il ruolo di «stlista capo», coordinatore di tutti i Ministri dell’Ambiente europei.

L’ambiente è innanzitutto un tema globalizzato – tiene a spiegare Gian Luca Galletti – che deve essere affrontato sia a livello europeo che globale trattando materie comuni a tutti gli Stati membri e non solo”. E poi? Su cosa lavorare per incidere più pesantemente a favore di una evoluzione virtuosa dell’immagine europea?

“Se l’Europa non cambia ritmo e non diviene propositiva il processo di unione europea rischia di interrompersi bruscamente” allerta Galletti. L’Europa deve essere vissuta come opportunità non come un peso”! Per il raggiungimento di questo obiettivo l’ambiente è un tema fondamentale” sostiene Galletti. Infatti: “L’ambiente è un argomento globale, è lo strumento migliore per creare crescita e occupazione – ha sottolineato il Ministro -. In anni di crisi il settore della green economy è stato tra i pochi a crescere”. A spiegare il successo del comparto alcuni dati in termini di fatturato e di occupazione: tra il 2002 e il 2011 sono cresciuti 4 milioni di occupati green jobs e circa 1 milione di posti si è creato tra il 2007 e il 2011! Inoltre, altri 20 milioni di lavori verdi potrebbero essere disponibili da qui al 2020.  Per rendere più agevole il cammino lungo questa strada ci sono circa 1.000 miliardi di fondi messi a disposizione dalla UE per il periodo 2014-2020, di cui il 20% destinati a migliorare il target delle emissioni di anidride carbonica.

Ministro GallettiPer raggiungere risultati importanti, però, chiarisce Galletti, è anche necessario dare all’ambiente una connotazione diversa. Per anni, infatti, il relativo dicastero è stato vissuto come il «Ministero del NO», fiero oppositore del Ministero dello Sviluppo economico, del Lavoro o dell’Agricoltura. “Dobbiamo superare questa concezione culturale – incoraggia Galletti -. Il Ministero dell’Ambiente deve diventare un alleato, cioè capace di conciliare le esigenze dell’ambiente e della salute con la crescita e l’occupazione”. Galletti ha quindi ricordato il Consiglio informale dei Ministri dell’Ambiente della UE del 16 luglio a Milano e quello congiunto dei Ministri dell’Ambiente e del Lavoro il 17. “Per perseguire questo obiettivo – ha spiegato – il 16 e 17 luglio ci sarà un incontro dove tratteremo del lavoro verde facendo sedere allo stesso tavolo tutti i ministri dell’ambiente e del lavoro. In questa riunione – ha sottolineato Galletti – parleremo degli strumenti operativi e concreti per sviluppare l’occupazione verde”.

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Clima ed energia, Ogm, rifiuti, shoppers sono quindi i temi su cui la presidenza italiana inviterà a lavorare e che per primi possono migliorare l’aspetto dell’Europa.

”L’Europa – ha affermato Galletti – si è posta l’obiettivo ambizioso di ridurre la CO2 del 40% entro il 2030. Questo traguardo impone agli Stati membri interventi strutturali forti su economia e infrastrutture. In questi mesi dobbiamo quindi trovare una posizione unitaria di tutti i Paesi europei per affrontare le due prossime scadenze: la prima sul clima a Lima a dicembre 2014, dove si incontreranno tutti i paesi del mondo, e quindi a Parigi l’anno successivo, dove si sottoscriverà l’accordo per la riduzione della CO2”. “Noi vorremmo arrivare a Lima con un accordo chiaro e ambizioso” ha auspicato il Ministro.

Sugli Ogm, Galletti ha ricordato che c’è un accordo generale siglato tra tutti i Paesi nell’ultimo consiglio dei Ministri che oggi bisogna formalizzare e che prevede autonomia di coltivazione per ciascun paese. Questo accordo tra i «28» forse non è il migliore in assoluto, confida, ma è comunque “il migliore che è stato possibile ottenere”. “L’obiettivo è iniziare a cambiare il colore all’Europa – auspica Galletti – da marrone a verde”.


Sul tema dei rifiuti il Ministro ha fatto riferimento alle indicazioni elaborate dal Commissario all’ambiente. Nello studio conclusivo, spiega Galletti, si dimostra come l’utilizzo dell’economia circolare sia una grande opportunità non solo per l’ambiente ma anche per gli imprenditori, che oggi sono chiamati a capire come e quanto “sia ormai conveniente utilizzare pratiche ambientali corrette”.

Quindi, in conclusione, il Ministro tiene a fare riferimento ad una contraddizione europea. L’Italia, incredibile a dirsi, rischia infatti una procedura di infrazione per l’utilizzo dei sacchetti biodegradabili. “Il nostro – ha detto Galletti – è l’unico Paese che ha vietato l’utilizzo dei sacchetti di plastica da circa 2 anni a favore dei biodegradabili. Ora rischiamo l’infrazione perché il provvedimento sarebbe contro la libera circolazione delle merci. Non ci può essere infrazione contro comportamenti virtuosi – ha sentenziato il ministro Galletti che promette -: “Se ci sarà infrazione per questa procedura io ne sarò orgoglioso!”.


Roberta Di Giuli