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Biodiversità: una sfida globale

di Stefania Prestigiacomo • La salvaguardia del patrimonio naturalistico è un imperativo categorico con ricadute importanti per il benessere dell’umanità. L’impegno del Ministero dell’Ambiente

 


Difendere la biodiversità non significa soltanto difendere la natura, ma difendere l’uomo. Se infatti in Italia scompare una specie animale o vegetale, se una zona umida viene compromessa, se un fiume viene gravemente danneggiato dall’inquinamento – e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti – significa che si perde un pezzo di quel puzzle al centro del quale c’è l’uomo. Deve passare, dunque, l’idea forte che la tutela di questa preziosa risorsa riguarda ciascuno di noi in prima persona. Perché si tratta del nostro futuro e di quello dei nostri figli. Per queste ragioni, in occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità, il Ministero dell’Ambiente si è fatto promotore di una serie di iniziative, a livello nazionale e internazionale, volte a sensibilizzare il grande pubblico sulla biodiversità e al tempo stesso a prendere impegni concreti di conservazione e valorizzazione di questo rilevante patrimonio naturalistico.

La Strategia Nazionale per la Biodiversità e la Carta di Siracusa

Il 22 maggio a Roma, all’Università Sapienza, abbiamo presentato al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, a conclusione della Conferenza nazionale, la «Strategia Nazionale per la Biodiversità», strumento importante, approvato nell’ottobre scorso dalla Conferenza permanente Stato-Regioni, per affrontare le sfide globali post 2010. Articolata su tre tematiche cardine – biodiversità e servizi ecosistemici, biodiversità e cambiamenti climatici, biodiversità e politiche economiche – questa «strategia» si pone come strumento di integrazione della biodiversità nelle politiche nazionali, riconoscendo la necessità di mantenerne e rafforzarne la conservazione e l’uso sostenibile in quanto elemento essenziale per il benessere umano. Ma già nel 2009, nell’ambito del G8 Ambiente ospitato dal nostro Paese, è stato compiuto un piccolo miracolo con la firma, da parte di 21 Paesi, della «Carta di Siracusa», imperniata sulla conservazione della biodiversità e diventata un punto di riferimento a livello internazionale. Con questo documento abbiamo affermato una visione attiva: «biodiversity is business», ovvero le piante, gli habitat, la natura vanno difesi non solo in funzione di una mera esigenza di conservazione fine a se stessa, ma per salvaguardare i servizi che la natura ci offre gratuitamente e che possono essere utilmente convertiti in valore economico.

Aree protette da primato

La valorizzazione delle risorse naturali in chiave di sviluppo turistico, ad esempio, può rappresentare un volano di sviluppo sostenibile per il territorio. Il nostro Paese ha uno straordinario sistema di Aree protette, autentici «giacimenti di biodiversità»: 871 tra parchi, riserve, aree marine protette, nazionali, regionali e locali. Un territorio immenso, grande quanto il Lazio e la Campania messi assieme. 31.000 km quadrati, pari a oltre il 10% del territorio nazionale, a cui vanno aggiunti 28.000 km quadrati di aree a mare e oltre 650 km di costa protetta. Nessun altro Paese europeo può vantare una rete di tutela territoriale di tale estensione e, soprattutto, di tale pregio. Una rete che deve diventare sempre più luogo di culto naturalistico perché queste Aree protette, insieme al patrimonio storico e artistico, rendono il nostro Paese, un unicum inimitabile. Al tempo stesso questa rete deve essere intelligentemente valorizzata: territori forti che crescono e prosperano attorno a questi beni ambientali e che, tanto più crescono e prosperano, tanto più saranno in grado di difendere e aumentare la ricchezza ambientale alla base della loro prosperità. Recentemente la decima Conferenza mondiale sulla biodiversità di Nagoya, in Giappone, cui ho partecipato a fine ottobre, è stata un ulteriore passo avanti. Ma accanto agli impegni politici nazionali e internazionali è necessario l’apporto di ciascuno di noi, come scrivevo all’inizio, per conservare e valorizzare questa enorme ricchezza. Tutti siamo chiamati a questo importante compito. Perché globale è la sfida e globale deve essere la risposta.

 

Stefania Prestigiacomo

Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare