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Microplastica negli oceani: da scarto a isolante green

Grazie ad un’intuizione del ricercatore dell’università di Bolzano Marco Caniato, con l’ausilio delle alghe rosse le microplastiche disperse nei nostri oceani si trasformano in materiali eco-sostenibili

I nostri oceani registrano ormai una presenza di microplastiche secondarie tra il 68 e l’81% (fonte: Parlamento Europeo). Si tratta di particelle di dimensioni inferiori ai 5 mm derivanti dal ciclo di gestione dei materiali plastici che minacciano la biodiversità marina e la sopravvivenza di molte specie ittiche. Inoltre non si può escludere un impatto nocivo di queste particelle sulla salute umana a seguito del loro ingresso nella catena alimentare. Il ricercatore Marco Caniato, della Facoltà di Scienze e Tecnologie unibz, ha inventato un biopolimero in grado di utilizzare queste microplastiche per realizzare una schiuma con caratteristiche isolanti sotto il profilo acustico e termico.

Marco Caniato, in collaborazione con l’Università di Trieste, ha impiegato un estratto dell’alga che, una volta addizionato con carbonato di calcio, può essere mescolato alla plastica polverizzata. I materiali trattati vengono gelificati, congelati a -20 °C per 12 ore e infine liofilizzati. Si ottiene così un materiale poroso che può essere utilizzato come isolante. Il prodotto che ne deriva è eco-compatibile e il processo di realizzazione consente il riciclo dell’acqua che viene raccolta al termine della liofilizzazione.

Non è il primo metodo messo a punto dagli esperti del settore per riutilizzare i rifiuti, alcuni avevano utilizzato polvere di vetro come riempitivo per il calcestruzzo, altri proponevano di usare i rifiuti plastici come riempitivi per le miscele di asfalto, ma questo è il primo tentativo di trattare dei materiali che si presentano fortemente impuri, spesso accoppiati con altri rifiuti e coperti di sale marino.

“Le prove di caratterizzazione che abbiamo condotto hanno confermato che il prodotto possiede ottime proprietà isolanti e che può facilmente competere con gli isolanti tradizionali come la lana di roccia o le schiume poliuretaniche”, afferma il ricercatore Caniato, “abbiamo dimostrato che un approccio sostenibile, più pulito ed ecologico, può essere usato per riciclare i rifiuti marini e per costruire con un materiale ecologicamente ed economicamente conveniente”.

[ Federica Pacetti ]