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«ECO-SMART Breakwater»

Un innovativo progetto pugliese punta a trasformare la posidonia in calcestruzzo eco-sostenibile. Presentato a Roma, è attualmente in fase di sperimentazione al porto di Otranto

 

Il Progetto «ECO-SMART Breakwater» punta alla realizzazione di un composto di calcestruzzo cementizio realizzato riciclando la posidonia oceanica spiaggiata e gli scarti lapidei derivanti dalle attività di costruzione e demolizione.  Nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, Federbalneari Salento e il Centro di Ricerche CETMA, «ECO-SMART Breakwater», presentato alla stampa a Roma lo scorso 3 ottobre, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è finanziato dalla Regione Puglia. Hanno partecipato alla presentazione: ing. Donato Carlea, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, prof. ing. Antonio Ficarella,  Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento,  prof. Francesco Saponaro, Presidente CETMA, ing. arch. Raffaele Giampetruzzi, Direttore Tecnico, Athanor Consorzio Stabile,  prof. ing. Giuseppe Roberto Tomasicchio, Ordinario nel Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, ing. Wanda Arena, Marketing & Project Manager, CETMA, ing. Orazio Manni, Senior Director, RINA, dott. Giovanni Coppini, Direttore della divisione OPA, Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, prof. ing. Domenico Laforgia, Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Regione Puglia e  dott. Mauro Della Valle, Presidente Federbalneari Salento.

Il progetto, che è attualmente in fase di sperimentazione nel porto di Otranto, dove sono stati collocati i primi tre massi campione, ha tra gli obiettivi lo sviluppo di una miscela di calcestruzzo cementizio eco-sostenibile che integra resti di posidonia oceanica spiaggiata e aggregati riciclati, realizzando un nuovo elemento in calcestruzzo cementizio per la formazione delle dighe marittime a scogliera di difesa dei porti o a difesa delle coste dall’erosione.

Penso che ci siano importanti prospettive per la diffusione di questa nuova miscela di calcestruzzo” ha dichiarato l’ing. Carlea, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.  “Noi – ha continuato – dobbiamo difendere il nostro territorio e il nostro ambiente e dobbiamo, quindi, utilizzare i materiali presenti in natura. Perciò quando arriva un materiale come questo è sicuramente utile.

Il prof. Tomasicchio ha invece spiegato: “Questo progetto è un vero e proprio esempio di economia circolare perché consente di trasformare i rifiuti in risorse. Dopo i primi importanti risultati raggiunti proseguiremo nella sperimentazione, il nostro fine ultimo è infatti quello di poter brevettare il masso realizzato”.

Le imprese balneari hanno una grandissima aspettativa su questo progetto innovativo perché proteggere le coste e proteggere i nostri habitat è uno dei nostri primi obiettivi. Guardiamo quindi con grandissimo interesse agli sviluppi del lavoro portato avanti dall’Università del Salento e da tutti i partner coinvolti” ha concluso Mauro Della Valle, Presidente Federbalneari Salento.

 [ Redazione PROTECTAweb ]