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Il summit sul clima non si «surriscalda»

Doccia fredda a New York tra le lacrime di Greta e il blitz di Trump

Il summit di Azione sul clima delle Nazioni Unite, andato in scena a New York il 23 settembre, non si «surriscalda». Quasi una provocazione, ma di sicuro le aspettative sugli esiti dell’incontro, già date per «basse» al borsino degli analisti, hanno ulteriormente deluso gli attivisti che pure si erano mobilitati in molte piazze del pianeta. Così la conclusione suona amara e riconduce alla realtà di un fenomeno di problematica e annosa soluzione: in poche parole, nessuno dei Paesi segnalati quali principali «emettitori», si è ufficialmente impegnato a fare di più per limitare l’introduzione di nuovi inquinanti in atmosfera. A poco, dunque, è servito, l’accoratoi appello a inizio lavori del Segretario Generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres: “L’emergenza climatica è una gara che stiamo perdendo, ma possiamo vincerla”.

Greta, testimonial in lacrime

Lacrime vere? Forse, ma Greta Thumberg questa volta non ha «bucato» (come direbbero gli esperti di share e di auditel). La sedicenne svedese paladina della campagna mondiale sulla sensibilizzazione delle variazioni climatiche, ha parlato «da grande» ma il suo volto non ha rasserenato o convinto più di tanto: “L’ecosistema sta collassando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa, e tutto ciò di cui voi parlate sono soldi, favole e crescita economica. La scienza da trent’anni è chiara ma voi distogliete lo sguardo, come osate?”. E ancora: “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia: ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai”. Infine, una sorta di anatema: “Il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.

Trump snobba la svedesina

Nessuno lo attendeva e aveva dichiarato espressamente che non sarebbe andato al Palazzo di Vetro, ma al contrario Donald Trump è apparso a sorpresa durante i lavori del vertice sul clima. Ha di fatto ignorato Greta Thumberg e, dopo aver preso posto al fianco del vice-Presidente Mike Pence e di Kelly Craft, ambasciatore USA all’Onu, ha applaudito l’intervento del Presidente indiano Narendra Modi.

Temi e obiettivi del vertice

I rappresentati dei governi presenti a New York si erano impegnati formalmente ad aggiornare l’ambizioso piano che, a sua volta, intendeva con uno sforzo comune limitare il riscaldamento del pianeta entro i 2 gradi. L’obiettivo è rimasto quello di rivedere, entro il 2023, i target da raggiungere su diversi fronti. Per farlo i rappresentanti dei 68 Paesi riuniti hanno espresso l’intenzione di raggiungere un’economia a «zero emissioni» di ossido di carbonio: il 2050 la data-limite prefissata. Tra gli altri impegni annunciati (quante cose verranno, poi, realizzate) 30 Paesi (quindi meno della metà delle nazioni rappresentate) stanno costruendo un’alleanza tesa a fermare, a partire dal 2020, le centrali a carbone.

Papa Francesco in video messaggio

Papa Francesco ha partecipato con un videomessaggio ai lavori newyorkesi affermando tra l’altro: “A quattro anni dall’accordo storico sul clima, siglato a Parigi, si osserva come gli impegni assunti dagli Stati siano ancora molto fluidi e lontani dal raggiungere gli obiettivi fissati. Accanto a tante iniziative, non solo da parte dei governi ma dell’intera società civile, è necessario chiedersi se vi sia una reale volontà politica di destinare maggiori risorse umane, finanziarie e tecnologiche per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico e aiutare le popolazioni più povere e vulnerabili, che sono quelle che ne soffrono maggiormente”.

Le parole di Conte e Di Maio

Il premier Giuseppe Conte, intervenendo ai lavori, ha affermato: “Stiamo lavorando per orientare verso il green new deal, ovvero il sistema produttivo attraverso meccanismi incentivanti”.

Gli ha fatto eco il neo Ministro degli Esteri, al suo esordio negli States, Luigi Di Maio: “C’è la volontà di realizzare un grande piano di investimenti nell’economia green. Questo significa posti di lavoro e opportunità per le imprese”.

Merkel: “ascoltiamo i giovani

Di fatto è stata l’unica a tenere in maniera palese nella giusta considerazione Greta Thumberg, incontrata nel corso dei lavori su un divanetto in un affettuoso e franco colloquio. Stiamo parlando della cancelliera tedesca Angela Merkel che ha affermato: “Abbiamo sentito il grido dei giovani e il pacchetto clima varato nei giorni scorsi dal nostro governo è solo l’inizio di un cambiamento profondo in atto nel nostro Paese”. Finalmente nelle sue parole un concreto impegno sotto forma di investimento: “Ci assumiamo le nostre responsabilità sia a livello nazionale che internazionale e per tale motivo aumenteremo in Germania la spesa per la lotta al cambiamento climatico: rispetto al 2014 metteremo a disposizione dai 2 ai 4 miliardi”.

[ Marino Collacciani ]